Brigantaggio

Pensavate che bastava eliminare la chiamata diretta (che era uno dei cavalli di battaglia della buona scuola ma che nei fatti è rimasta quasi lettera morta) per farci credere che con il governo del cambiamento era finita la cattiva scuola di Renzi? Il risultato è che ora ci ritroviamo la Buona Scuola attuata, l’alternanza con il nome cambiato e apparentemente con meno ore, quattro soldi da destinare al bonus per i meritevoli e un monte di risorse da accantonare a favore dell’aumento di stipendio per i docenti (prima delle elezioni europee, che siccome sono andate come sono andate, la flat tax è tornata di moda, e le risorse servono per altri scopi), i dirigenti sempre più forti con i deboli e sempre più deboli con i forti, e in più l’autonomia regionale, l’imperversare del totalitarismo invalsizzante, le telecamere in classe, la pesca miracolosa negli esami di stato al posto dei contenuti che sono diventati così retro, che abbiamo già annoiato gli studenti per un quinquennio rigirando le nostre discipline come un calzino, sporco, e abbiamo speso ore per ammucchiare tavole periodiche e verbi irregolari, quando l’importante era saper parlare. E su tutto incombe l’irruzione dei reparti speciali (con cani lupo) se un docente è sospettato di fare politica, se alza la voce in piazza, se non sorveglia le scomposte pulsioni adolescenziali a fare paragoni osceni, se indossa una maglietta rossa. Dalla sospensione a Rosa Maria Dell’Aria (ritirata, forse, ma sempre valida come ammonimento) al dossieraggio contro i docenti che non accettano di fare il giuramento a Salvini quanto ci passa?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: