Scuole nella rete (e tanti saluti alla titolarità del posto)

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato una nota agli Usr per invitarli a dare avvio entro il 30 giugno alla costituzione delle scuole in rete. Sono andato a leggere la nota. Invita direttori, sovrintendenti e capi di gabinetto a ottemperare ai commi 70, 71 e 72 della 107, che sarà bene rispolverare, con alcune sottolineature (vedi sotto). Fin qui tutto bene, è la legge, siamo scesi tutti in piazza contro le ipotesi di superpoteri dei dirigenti e chiamata diretta, stiamo raccogliendo le firme da tre mesi per abrogare queste norme.
La nota contiene due allegati. Il primo detta istruzioni tecniche su come costituire le cosiddette reti di ambito. Tali istruzioni non sono affatto neutre, come si legge chiaramente nel secondo allegato, sulla costituzione della rete di scopo. L’analisi (istruttoria), le indicazioni sulle risorse da investire (quali docenti mi servono, in primis) e il monitoraggio sono infatti gestiti in modo verticistico da conferenze di dirigenti senza alcun controllo da parte degli organi collegiali, tranne per una clausola alla fine dell’art. 4 dove si parla di materie rientranti tra le competenze degli organi collegiali. Materie, non risorse umane, che rimangono sospese nella rete.

Lo scopo, frutto di una collaborazione “finalizzata alla miglior realizzazione della funzione della scuola come centro di educazione ed istruzione” (cosa che fino a oggi era in modo parziale, mancando del necessario, virtuoso raccordo con le aziende)  è un “progetto” che investe su risorse umane e finanziarie in nome di “concrete” finalità, non meglio precisate, né quante risorse e in che modo utilizzate, né che genere di finalità, se ci sono dei limiti. Oppure no, come nell’alternanza scuola-lavoro dove l’importante è che gli studenti lavorino, cosa e per chi è secondario. Torna in mente una delle prime dichiarazioni del ministro Giannini al tempo della presentazione della cattiva scuola: se c’è un ristorante vicino a scuola, è uno spreco che non ci sia un collegamento. La parola-chiave, è “ripartizione” anche se va letta piuttosto come “spartizione”.

Più chiaro è il discorso che riguarda le risorse finanziarie della rete. Una delle scuole della rete di ambito diventa capofila e il dirigente un vassallo del direttore regionale o qualcosa del genere. Comunque la scuola capofila tiene la cassa (“l’istituzione scolastica capofila acquisirà al proprio bilancio il finanziamento destinato all’attuazione del progetto”.
A ben guardare non c’è scritto da nessuna parte che la rete di scopo cancella la titolarità dei docenti nella scuola. Il concetto è implicito, come nei commi della 107 citati qua sotto. E nel frattempo l’Italia ha vinto per 2 a 0 con il temibile Belgio.

Gli uffici scolastici regionali promuovono, senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica, la costituzione di reti tra
istituzioni scolastiche del medesimo ambito territoriale. LE RETI,
costituite entro il 30 giugno 2016, SONO FINALIZZATE ALLA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE PROFESSIONALI, ALLA GESTIONE COMUNE DI FUNZIONI E DI ATTIVITÀ AMMINISTRATIVE, nonché alla realizzazione di progetti o di iniziative didattiche, educative, sportive o culturali
di interesse territoriale, da definire sulla base di accordi tra
autonomie scolastiche di un medesimo ambito territoriale, definiti
«accordi di rete».
71. Gli accordi di rete individuano:
a) I CRITERI E LE MODALITÀ PER L’UTILIZZO DEI DOCENTI NELLA
RETE, nel rispetto delle disposizioni legislative vigenti in materia
di non discriminazione sul luogo di lavoro, nonché di assistenza e
di integrazione sociale delle persone con disabilità, ANCHE PER INSEGNAMENTI OPZIONALI, specialistici, di coordinamento e di
progettazione funzionali ai piani triennali dell’offerta formativa di
più istituzioni scolastiche inserite nella rete;
b) I PIANI DI FORMAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO;
c) le risorse da destinare alla rete per il perseguimento delle
proprie finalità;
d) le forme e le modalità per la trasparenza e la pubblicita’
delle decisioni e dei rendiconti delle attivita’ svolte.
72. Al fine di razionalizzare gli adempimenti amministrativi a
carico delle istituzioni scolastiche, ecc.

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