Cultura

La cultura […] intesa nel suo ampio senso etnografico, è quell’insieme complesso che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società.
Edward Burnett Tylor, Primitive Culture

Quando uno ha imparato a leggere e scrivere mi pare che basti, è anche troppo. E poi, a cosa mi sarebbe servita quella cultura a cui mio padre panettiere e mia mamma tenevano tanto? Qual è l’utilità nella vita di tutti i giorni? Cosa si fa, non dico con l’analisi logica, ma con Achille e Ulisse, col genitivo e l’ablativo, con Napoleone e Alessandro, con l’America e l’Australia? Quando si sono imparate tutte queste cose e poi si possiedono, come si utilizzano? Mi chiedevo: Achille e l’analisi logica sono cose da mangiare, bere, che si possono comprare e vendere, insomma sono oggetti che quando li posseggo sono lì davanti a me, tali da darmi la certezza che non solo esistono, ma hanno anche un peso, una forma, un colore, in definitiva, una vita? Quando sarò grande e avrò Alessandro e il genitivo cosa ne farò. Cosa costruirò con essi? Che soldi guadagnerò?
Goffredo Parise, Il crematorio di Vienna

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Mondo

A Dacca un fabbricato di otto piani è crollato e sono morti centinaia di operai. Lavoravano in assenza delle più elementari condizioni di sicurezza e producevano capi per conto di multinazionali.
Erano tutti imprenditori del tessile, da Acerra a Monza, i 9 italiani massacrati in Bangladesh.
Non erano operai sfruttati a pochi centesimi all’ora i responsabili del feroce attentato a Dacca, ma tutti esponenti della classe media locale.
Era “islamico” il ragazzo che ha rifiutato la salvezza in nome della sua conoscenza del Corano.Ha scelto la morte in nome delle sue amicizie internazionali.

Allora questi sono alcuni degli elementi di questo terribile puzzle.
Ma attenzione, qui non si sta parlando solo di Dacca, ma anche di Acerra, della provincia comasca, dell’Italia, dell’Asia, del mondo. Continua a leggere “Mondo”

Istruzione

Ogni individuo ha diritto all’istruzione […]. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 26

L’istruzione deve essere integrale, cioè diretta a sviluppare armonicamente tutte le facoltà dello spirito e del corpo; deve essere teorica e pratica cioè deve insegnare nello stesso tempo a sapere e comprendere, e a fare; deve essere positiva, cioè deve basarsi sui fatti accertati.
Errico Malatesta, Programma e organizzazione dell’Associazione internazionale dei lavoratori, 1884 Continua a leggere “Istruzione”

Classe (operaia)

Questi signori, continuano ad essere convinti, che il fine della politica e quindi il fine di un’azione di un governo, sia quello di ridistribuire il reddito, in modo da intervenire con la tassazione, proprio con lo strumento tasse, per far sì che possa avvenire questa redistribuzione. E ciò che propongono è di rendere uguali il figlio del professionista con il figlio dell’operaio, di togliere cioè al ceto medio e di dare a quella che loro chiamano ancora la classe operaia.

Silvio Berlusconi, TG1, 30 maggio 2007

Fede (Emilio)

Dobbiamo prepararci a presentare le nostre scuse a Emilio Fede. L’abbiamo sempre dipinto come un leccapiedi, anzi come l’archetipo di questa giullaresca fauna, con l’aggravante del gaudio. Spesso i leccapiedi, dopo aver leccato, e quando il padrone non li vede, fanno la faccia schifata e diventano malmostosi. Fede, no. Assolta la bisogna, ne sorride e se ne estasia, da oco giulivo. Ma temo che di qui a un po’ dovremo ricrederci sul suo conto, rimpiangere i suoi interventi e additarli a modello di obiettività e di moderazione… Oggi, per instaurare un regime, non c’è più bisogno di una marcia su Roma né di un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d’Inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra di essi, sovrana e irresistibile, la televisione. […)]Il risultato è scontato: il sudario di conformismo e di menzogne che, senza bisogno di ricorso a leggi speciali, calerà su questo Paese riducendolo sempre più a una telenovela di borgatari e avviandolo a un risveglio in cui siamo ben contenti di sapere che non faremo in tempo a trovarci coinvolti.

Indro Montanelli, La Voce, 26 novembre 1994

Chi l’ha visto ovvero “La scuola dei tre no” di Roberto Maragliano

Un mesetto fa ho smarrito questo esile libretto nella sala professori del mio liceo. Era un sabato. Il lunedì è il mio giorno libero. Martedì ho trovato il segnalibro, oggetto di nessun valore, il mio segnalibro, ma a cui tenevo più che al libro, se non altro per l’inveterata abitudine a trasferirlo di libro in libro, finché non è diventato una striscia di cartoncino irriconoscibile e inusabile.

E anche perché non tenevo particolarmente al libro che, proprio nel momento in cui l’ho lasciato, stavo decidendo di abbandonare e quindi, adiuvante Freud, ho di fatto abbandonato.

Un libro è sempre un libro, e perciò ho avuto per qualche giorno la mezza idea di scrivere sulla lavagna della sala professori un annuncio di questo tipo: chi avesse trovato casualmente il libro la scuola dei tre no è pregato di tenerselo. Però mi avrebbe fatto piacere, e comodo, poter rileggere certe note a margine che ho scritto sul treno. Anche perché mi capita raramente. Continua a leggere “Chi l’ha visto ovvero “La scuola dei tre no” di Roberto Maragliano”

Religione

Non c’è religione al mondo che non si basi sul sentito dire.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911

La fede supplisce alla debolezza dell’intelletto umano, per il quale la riflessione è, di solito, un lavoro assai penoso; è molto più comodo rimettersi al parere di altri, anziché indagare personalmente.
Henri Thiry d’Holbach, Il buon senso Continua a leggere “Religione”