Costituzione

La Costituzione non è un macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica.

Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione (1955)

Diario di una waterlooscuola (un anno dopo)

Nel mondo dei bruti, come in quello degli uomini, non c’è facoltà o abitudine più degradante, stupida, turpe di quella di obbedire e rassegnarsi.
Michail Bakunin, Scritto contro Marx, 1872

Mi chiedo se questo è il diario di una sconfitta della scuola pubblica, dei docenti che ancora ci credono, degli studenti che si vedono liquidare con poche righe sgangherate e un fiume di propaganda il diritto allo studio e, in futuro, a scegliere liberamente il proprio futuro. Nonostante tutto io credo che possiamo fermare questa riforma non solo con ricorsi, referendum, appelli, altre manifestazioni e scioperi, ma soprattutto continuando a credere in quello che facciamo, tutti i giorni, intralciando scuola per scuola, collegio per collegio, consiglio di istituto per consiglio di istituto tutte le assurdità che un governo di incompetenti pretende di calare dall’alto per compiacere i noti appetiti di lobby che premono da anni per la privatizzazione della scuola pubblica, non piegandoci ai ricatti (meschini), denunciando gli abusi, rifiutando di collaborare, controinformando tutti, sempre, dovunque, a partire dai nuovi assunti. Continua a leggere “Diario di una waterlooscuola (un anno dopo)”

MARIO AMBEL Qualcuno mette i voti

(da Memorbalia)

Qualcuno mette i voti…
perché così almeno si capisce com’è andata.
Qualcuno mette i voti…
anche se così non si capisce com’è andata.

Qualcuno mette i voti…
perché sta seduto nelle ultime file del collegio docenti
e di qui non si sente che cosa dicono là davanti.
Qualcuno mette i voti…
perché sta seduto nelle prime file del collegio docenti
e tanto dietro non ascoltano che cosa si dice qua davanti.

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Collettivismo

Il collettivismo è impotente a produrre quella rivoluzione, quella profonda trasformazione morale dell’uomo, in seguito alla quale ciascuno non farà e non vorrà fare una cosa che potrebbe portar danni ad altri […]. Esso è incompatibile con l’anarchia: avrebbe bisogno di un potere regolatore e moderatore, che poi viceversa diventerebbe oppressore e sfruttatore.

Errico Malatesta, Programma e organizzazione dell’Associazione internazionale dei lavoratori, 1884

Libertà di stampa

In Italia crescono le minacce contro i giornalisti, soprattutto nel Mezzogiorno, ma anche a Roma: è l’allarme lanciato da Reporters sans frontières che nel rapporto 2018 sulla libertà di stampa come l’anno scorso punta il dito contro il Movimento 5 Stelle. Nonostante questo, nella classifica realizzata annualmente dall’Ong il nostro Paese progredisce di 6 punti rispetto al ranking dello scorso anno sulla libertà di stampa, in 46/a posizione sui 180 Paesi esaminati. Al primo posto c’è la Norvegia, mentre la Corea del Nord figura in ultima posizione […]. L’Ong parigina deplora un «sempre più marcato clima di odio” al livello globale. «L’ostilità dei dirigenti politici nei confronti dei media non è più appannaggio esclusivo dei Paesi autoritari come la Turchia (157/a posizione) o l’Egitto (161/a), sprofondati nella ‘mediafobia’ al punto da generalizzare le accuse di ‘terrorismo’ contro i giornalisti e incarcerare arbitrariamente tutti coloro che non prestano fedeltà». «Sempre più leader democraticamente eletti – fa osservare l’Ong – vedono la stampa non più come fondamento essenziale della democrazia bensì come un avversario al quale mostrano apertamente la loro avversione. Paese del primo emendamento, gli Usa di Donald Trump figurano ormai in 45/a posizione, indietro di due punti. E il presidente Usa abbonato al ‘media-bashing’ bolla senza complessi i reporter come ‘nemici del popolo’, formula usata a suo tempo da Stalin».
Il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2018

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Amore

Se Guido degli Anastagi s’era ammazzato, peggio per lui! L’amore è una passione spontanea che vive di libertà. E la donna, che si ostina a dirmi di no, mi farà infelice; ma della mia infelicità ella non può essere né accusata né condannata da legge veruna. La massima che le donne sieno in obbligo di riamare chi le ama, è uno de’ sofismi usati da’ seduttori.
Giovanni Berchet, Lettera semiseria (1816)

A quindici anni ti ritrovi a studiare la metafisica dell’amore. la donna angelicata, il cor gentile al quale rempaira sempre amore, quando non sai neanche lontanamente cosa siano, cosa sia l’amore, figuriamoci le sue declinazioni estreme, distillate da poeti medievali sull’orlo della pazzia, al termine di complicatissime astrazioni che sono costate secoli di pensiero e migliaia di chilometri di sistema nervoso bruciati.
Edoardo Albinati, La scuola cattolica

La mia amata più la conosco e più sento che di lei mi sfugge sempre qualcosa.
Marcello Sensini