ALDO NOVE L’amore ci dividerà di nuovo

(da “Amore mio infinito”, Einaudi, Torino 2000, pp. 85-8)

Alle otto meno dieci si abbassava il ponte del liceo ginnasio e si muovevano gli eserciti accampati nel piazzale dentro i corridoi entravano gli opposti schieramenti sotto l’occhio vigile del bidello pugliese tra le grida wild boys, wild boys!
Io sono arrivato il primo giorno fuori dalla scuola superiore c’era questo spettacolo ho visto ciellini paninari fascisti comunisti dark, tutti assieme ricompattati dal suono della campana dal rumore dei registri blu chiaro alle otto e dieci del mattino nelle classi chiuse a metà degli anni Ottanta per imparare l’aoristo l’ottativo mi sentivo un’isola che sfiorava le altre, e c’erano tutti contro tutti.
C’erano i ciellini in maglioncino slavato a collo alto.
Nell’intervallo si ritrovavano per pregare con il rosario in mano correvano dappertutto con i giubbotti gialli da oratorio ti fermavano sulle scale per dirti che anche tu avevi un posto tra loro continuavano a dirtelo.

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