Libertà di stampa

In Italia crescono le minacce contro i giornalisti, soprattutto nel Mezzogiorno, ma anche a Roma: è l’allarme lanciato da Reporters sans frontières che nel rapporto 2018 sulla libertà di stampa come l’anno scorso punta il dito contro il Movimento 5 Stelle. Nonostante questo, nella classifica realizzata annualmente dall’Ong il nostro Paese progredisce di 6 punti rispetto al ranking dello scorso anno sulla libertà di stampa, in 46/a posizione sui 180 Paesi esaminati. Al primo posto c’è la Norvegia, mentre la Corea del Nord figura in ultima posizione […]. L’Ong parigina deplora un «sempre più marcato clima di odio” al livello globale. «L’ostilità dei dirigenti politici nei confronti dei media non è più appannaggio esclusivo dei Paesi autoritari come la Turchia (157/a posizione) o l’Egitto (161/a), sprofondati nella ‘mediafobia’ al punto da generalizzare le accuse di ‘terrorismo’ contro i giornalisti e incarcerare arbitrariamente tutti coloro che non prestano fedeltà». «Sempre più leader democraticamente eletti – fa osservare l’Ong – vedono la stampa non più come fondamento essenziale della democrazia bensì come un avversario al quale mostrano apertamente la loro avversione. Paese del primo emendamento, gli Usa di Donald Trump figurano ormai in 45/a posizione, indietro di due punti. E il presidente Usa abbonato al ‘media-bashing’ bolla senza complessi i reporter come ‘nemici del popolo’, formula usata a suo tempo da Stalin».
Il Fatto Quotidiano, 26 aprile 2018

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