DANTE Il volgare illustre

[De vulgari eloquentia, I xvii-xviii]

A questo punto occorre esporre con ordine le ragioni per cui chiamiamo con gli attributi di illustre, cardinale, regale e curiale questo volgare che abbiamo trovato: procedimento attraverso il quale ne faremo risaltare in modo più limpido l’intrinseca essenza. 2. E in primo luogo dunque mettiamo in chiaro cosa vogliamo significare con l’attributo di illustre e perché definiamo quel volgare come illustre. Invero, quando usiamo il termine “illustre” intendiamo qualcosa che diffonde luce e che, investito dalla luce, risplende chiaro su tutto: ed è a questa stregua che chiamiamo certi uomini illustri, o perché illuminati dal potere diffondono sugli altri una luce di giustizia e carità, o perché, depositari di un alto magistero, sanno altamente ammaestrare: come Seneca e Numa Pompilio. Continua a leggere “DANTE Il volgare illustre”

GIUSEPPE CALICETI Smart working

[Da La scuola senza andare a scuola]

Io, mia moglie, mia figlia. Non andiamo a scuola, ma ogni giorno le nostre scuole entrano nel nostro appartamento, che si popola di voci e di volti inaspettati. È l’ebrezza dello smart working.
Mi sento a disagio. Non esiste più confine tra vita pubblica e vita privata, tra lavoro e non lavoro, tra casa e scuola.
Mi sento un ventriloquo e mi sento spiato. Non ho più privacy.
Prima di scambiarci due parole, io e mia moglie ci guardiamo intorno con sospetto, controlliamo che microfono e webcam non siano accesi Continua a leggere “GIUSEPPE CALICETI Smart working”

Fico

Il fico fa bene alla vista…
Stupiti! Vi vedo stupiti…
gli uccelli ne mangian quintali
e… quasi nessuno ha gli occhiali,
ma questo è un segreto di poc.

Ma questo è soltanto uno scherzo
di quello che giova in salute:
su in Svezia che han larghe vedute…
anche sui 30, 40 centimetri
i fichi la mutua li dà…

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I buoni propositi per il 2021 (aggiornamento):

Vincere un premio
Per quanto riguarda togliere il saluto a: come comportarsi con chi non risponde al tuo saluto?
La prima volta era distratto
La seconda si è girato dall’altra parte
La terza volta vado dritto
Per quanto riguarda il premio va bene anche se lo vince qualcuno a cui tengo grazie a me
Epicuro, se avesse avuto i social, avrebbe spesso pigiato il tasto «non seguire più»
Per quanto riguarda i buchi nelle mattonelle l’ideale sarebbe trovare qualcuno che deve ristrutturare casa
Il premio potrebbe essere anche la gloria?
Leggere Perrault in lingua originale: fatto. A breve lo schema della bella addormentata alla stazione di Anagnina.

PABLO NERUDA Restare in silenzio

Ora conteremo fino a dodici
e tutti resteremo fermi.
Una volta tanto sulla faccia della terra,
non parliamo in nessuna lingua;
fermiamoci un istante,
e non gesticoliamo tanto.

Che strano momento sarebbe
senza trambusto, senza motori;
tutti ci troveremmo assieme
in un’improvvisa stravaganza.

Nel mare freddo il pescatore
non attenterebbe alle balene Continua a leggere “PABLO NERUDA Restare in silenzio”

CARLO SCOGNAMIGLIO La didattica digitale va compresa, prima di essere attivata

[Roars, 16 gennaio 2021]

Marco Gui è probabilmente uno dei più attenti osservatori delle dinamiche sociali innescate dai nuovi media digitali. Una curiosa circostanza ha fatto sì che desse alle stampe, proprio alla vigilia del tragico 2020, un volumetto di grande interesse. Circa un anno fa, infatti, veniva pubblicata una sua accurata riflessione, per la casa editrice Il Mulino, con il titolo: Il digitale a scuola. Rivoluzione o abbaglio?

Al di là della raffinata qualità della scrittura e di una non frequente profondità d’analisi tra chi si occupa di temi educativi, il libro di Gui ci traghetta nel cuore di una discussione oggi diventata ancora più pregnante, alla luce dell’accelerazione obbligata, in termini di didattica digitale, determinata dalla pandemia. Gli attribuisco un merito in particolare: quello di ragionare su un tema apparentemente ovvio in modo seriamente critico, mai pregiudiziale, capace di mettere sul tappeto luci e ombre di una trasformazione in atto, che va capita, prima di essere contrastata o cavalcata.

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ITALO CALVINO La bambina venduta con le pere

[Favola del Monferrato]

Una volta un uomo aveva un pero, che gli faceva quattro corbe di pere all’anno. Accadde che un anno gliene fece solo tre corbe e mezzo, e al Re bisognava portarne quattro. Non sapendo come riempire la quarta corba, ci mise dentro la più piccina delle sue figliole, e poi la coprì di pere e foglie. Le corbe furono portate nella dispensa del Re, e la bambina rotolò insieme alle pere e si nascose. Stava lì, nella dispensa, e non avendo altro da mangiare, rosicchiava le pere. Dopo un po’ i servitori s’accorsero che la provvista di pere scemava, e trovarono anche i torsoli. Dissero: – Ci dev’essere un topo o una talpa che rosicchia le pere: bisogna guardarci, – e frugando tra le stuoie trovarono la bambina e le dissero: – Che fai qui? Vieni con noi, e servirai nella cucina del Re. La chiamarono Perina Continua a leggere “ITALO CALVINO La bambina venduta con le pere”

Topi

«I topi, — pensava il signor gatto, abbandonandosi alla piú cupa tristezza e lasciando spenzolare dal banco la coda come una bandiera a mezz’asta in un giorno di lutto nazionale, — hanno una vita meschina e senza gloria. Io voglio dar loro un avvenire migliore, metterli in vetrina, sotto gli occhi di tutti. Io procuro loro, a mie spese, scatole di latta solide e ben sigillate, con suvvi (dico suvvi, e scusate se è poco!) etichette dipinte da un primario artista, nelle quali i topi sono perfino piú belli di quanto non siano in realtà. Io offro l’apriscatole, i buoni punto, stabilisco un prezzo alla portata di tutte le borse. Ed ecco il risultato. Essi mi oppongono il piú cieco sabotaggio e corrompono il giudice con il parmigiano per ottenere la mia condanna. Non c’è piú onestà a questo mondo. Non c’è piú religione. Tanto varrebbe che io mi mettessi a fare il bandito».

Gianni Rodari, Gli affari del signor Gatto

LINDA CAVADINI Raccontare Dante a chi non conosce Dante

[La scuola e noi, 11 gennaio 2021]

Un giorno in classe

“Ma prof. Questa è una vera friendzone!”

Il cuore della vecchia studiosa ha un sobbalzo, sto per urlare, poi l’insegnante vince e l’abitudine a lavorare con quello che c’è, per trasformarlo in insegnamento, ha il sopravvento:

“Morgan, io non so cosa vuol dire friendzone: puoi provare a spiegare quello che intendi a una persona di un’altra generazione? Quando parli in questa classe, devi usare parole che tutti possano capire. In questo caso chi non conosce sono io”

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JOY DIVISION L’amore ci separerà ancora (Love will tear us apart)

Quando la routine si farà pesante, e le ambizioni scemeranno
E i rancori si solleveranno ma le ambizioni non cresceranno
E cambieremo strade, prendendole diverse
L’amore, l’amore ci separerà ancora
L’amore, l’amore ci separerà ancora
L’amore, l’amore ci separerà ancora
L’amore, l’amore ci separerà ancora

Perché il letto è così freddo
Girato dalla tua parte?
E perché fallisco il calcolo del tempo, perché il nostro rispetto si inaridisce?
Eppure c’è ancora questa attrazione
L’abbiamo mantenuta nel corso della nostra vita
L’amore ci separerà ancora

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