RAFFAELLA MONTANI Le 5 fasi della DAD

Diario della didattica in quarantena: giorno 47

Noi docenti stiamo elaborando il lutto della perdita della scuola.
Qualcuno è rimasto alla fase 1 (negazione) e continua a far finta che questo simulacro di scuola, che stiamo recitando da due mesi, sia perfettamente sovrapponibile alla realtà precedente.
Molti sono passati alla fase 2 (patteggiamento) e vi si sono trovati così bene che lì permangono: sono quelli che ossessivamente ripetono «non c’è alternativa»; ammettono che vi sono dei problemi materiali, che pensano di risolvere con qualche tablet in comodato d’uso, un po’ di giga a prezzo scontato e soprattutto sommergendo i colleghi con videotutorial su tutto lo scibile appinformatico esistente e futuribile. Continua a leggere “RAFFAELLA MONTANI Le 5 fasi della DAD”

JACOPO ROSATELLI I conti non tornano, la scuola smart pensata per pochi

[il manifesto, 21 aprile 2020]

Il rientro a scuola sarà complesso. Nei ragionamenti sulla fase due si evocano lezioni nei giardini degli istituti o nei musei, aule rimodulate, mix virtuosi di didattica online e in presenza: bello e impossibile. O meglio, possibile solo per chi ha risorse, spazi adatti, contesti accoglienti: insomma, per chi è avvantaggiato, e magari anche prima del virus riusciva a fare scuola in maniera «creativa». L’entusiasmo per le magnifiche sorti e progressive generate dalla crisi ignora che il sistema già fatica a funzionare in condizioni normali. Dilaga il precariato, mancano presidi e direttori amministrativi: non è certo l’ideale per affrontare tutti gli adempimenti che la riapertura imporrà. Continua a leggere “JACOPO ROSATELLI I conti non tornano, la scuola smart pensata per pochi”

RETE BESSA Brodo di DAD. Appunti per non farsi bollire a scuola durante e dopo l’emergenza coronavirus

[Giap, 20 aprile 2020]

con fotografie di Michele Lapini e una postilla di Wu Ming

1. Distopia

«Ora come ben saprà ci sono le restrizioni, tutto bloccato, non ci possiamo fare niente!»
Quest’anno ho fatto solo supplenze intermittenti, un paio di mesi di seguito al massimo e tanti giorni sparsi. Ma da tre giorni ci sono le restrizioni. Con la chiusura delle scuole, niente più chiamate di presa in carico, niente stipendio, unica via l’indennità di disoccupazione. Ma servono gli ultimi contratti, appunto, e i rispettivi pagamenti. Che mancano.
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CARLO SCOGNAMIGLIO Stato e Chiesa (Lezioni sulla Costituzione 8)

[MicroMega, 30 gennaio 2020]

Tra i temi più delicati nel dibattito intorno al testo costituzionale vi è certamente quello relativo alla regolamentazione dei rapporti tra Stato e Chiesa. La questione ha alle spalle un lungo conflitto non solo politico e militare, ma anche filosofico.

Nel mondo occidentale l’equilibrio tra autorità politica e autorità religiosa è maturato in modo assai contorto, e forse si è sedimentato nella coscienza collettiva trascinando con sé gran parte della propria ambiguità. La costituzione non lineare di una complementarità tra potere politico e potere religioso, a partire da Carlo Magno e fino al XVIII secolo, ha fatto sì che la storia europea sia leggibile e interpretabile quasi esclusivamente attraverso la lente della lotta tra il temporale e lo spirituale, tra i guelfi e i ghibellini. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Stato e Chiesa (Lezioni sulla Costituzione 8)”

Outside the dawn is breaking but inside in the dark I’m aching to be free

La stampa internazionale ci informa che in Germania le scuole riapriranno gradualmente dal 4 maggio: «la chiusura fa crescere le disparità sociali» scrive lo Spiegel. Classi di 15 studenti al massimo potrebbero riprendere le lezioni di tedesco e matematica. In Francia dall’11 maggio asili e scuole, chiuse da metà marzo riapriranno gradualmente. Scelta dettata da preoccupazione per le ricadute morali, psicologiche ed educative della chiusura e delle disparità sempre maggiori tra gli alunni. Come ormai risaputo, in Italia non si tornerà a scuola prima di settembre, Facciamo una bella indigestione di dad, con il rischio della buffonata degli esami di stato on line. A proposito della dad (e dell’entusiasmo che la circonda) Save the Children avverte che il 42 per cento dei minori abita in case sovraffollate e il 7 per cento è vittima di un grave disagio abitativo.

PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI La scuola che verrà? Una mappa per prepararsi

[La scuola e noi, 6 aprile 2020]

In questo periodo di social distancing si sta sviluppando un profluvio di interpretazioni sull’emergenza Covid19. La quarantena crea un vuoto di relazioni sociali che si cerca di riempire tecnologicamente mediante le digital technologies e simbolicamente mobilitando una molteplicità dei framework culturali. Vi sono, dunque, diverse letture su ciò che sta accadendo e su ciò che accadrà, quando l’emergenza finirà e si potrà ritornare alla normalità. Un eccesso che compensa una assenza e che può sedare, oppure moltiplicare le ansie. Si tratta di un meccanismo che si sviluppa in ogni dinamica della emergenza e soprattutto quando si tratta di assorbire ciò che appare come radicalmente altro rispetto a ciò che ci è familiare. Continua a leggere “PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI La scuola che verrà? Una mappa per prepararsi”

Uova

Un giorno il Re arrivò inaspettatamente alla casa da tè che era stata lasciata sotto la responsabilità di Nasreddin. Voleva far colazione insieme ai suoi servitori, dopo aver partecipato a una battuta di caccia.
«Avete uova di quaglia?» chiese il Re.
«Sono sicuro di poterne trovare» rispose Nasreddin.
Il Re ordinò un’omelette di dodici uova. Nasreddin corse fuori a cercarle. Dopo che il Re e i suoi ebbero mangiato Nasreddin portò un conto di cento pezzi d’oro. Il Re inarcò le sopracciglia. «Le uova devono essere molto costose qui. Scarseggiano così?». «Non sono le uova che scarseggiano qui, Maestà, sono le visite dei re».
Racconto popolare turco, da David Graeber, Debito

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ANNA ANGELUCCI Pedagogia dell’emergenza

[Medicina e società, 1 aprile 2020]

Al lock down della popolazione si è accompagnato un lock in digitale altrettanto radicale. Che, se da una parte consente lo svolgimento di molte attività e importanti forme di comunicazione, dall’altra desta riflessione e preoccupazione per le sue implicazioni psicologiche e sociali. Rispetto alla scuola, in questo momento nessuna fuga in avanti sembra auspicabile. Nessuna frettolosa equiparazione o sostituzione definitiva della didattica digitale alle attività in presenza può apparire ragionevole o estranea a logiche extrascolastiche, in questo frangente. In cui la cautela è d’obbligo. In cui è d’obbligo che addetti ai lavori e decisori politici non plachino le loro ansie da prestazione o le angosce causate dalla gestione dell’emergenza con dichiarazioni d’intenti e investimenti faraonici che appaiono del tutto fuori luogo, in una condizione di crisi economica epocale. In cui è d’obbligo che non si ascoltino le sirene mortifere dei “piazzisti dell’istruzione” che pretenderebbero di imporre, come spiega bene Rossella Latempa (qui), distopiche forme di educazione e rieducazione digitale di massa (qui). Proviamo invece a disegnare i contorni emotivi di questa emergenza e l’orizzonte pedagogico in cui declinarla.

La relazione educativa è, nella sua dimensione sociale, interpersonale e intersoggettiva. Si fonda sull’incontro tra il Sé e l’Altro Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Pedagogia dell’emergenza”