Damnatio memoriae

Odiatori anonimi, ma anche con nome e cognome (e faccia), parlamentari, ministri dell’istruzione in pectore, militanti del Movimento, giornalisti (o presunti tali) hanno espresso in modo vario la loro rabbia per le dimissioni di Fioramonti, intaccando quell’aureola che l’ex ministro si è tanto pazientemente costruito.

Fioramonti non ha versato i 70000 euro. Grazie a lui il bilancio del Movimento è in passivo. Un ladro, praticamente. Un ipocrita: chiedeva soldi per l’istruzione e intanto intascava i soldi del Movimento.

E poi, siamo sinceri, dove pensava di trovarli, Fioramonti, 3 miliardi per la scuola? (ci sono dei suggerimenti, qua e là: far pagare l’Imu al Vaticano, abolire quota 100 e/o il reddito di cittadinanza, sospendere per due anni il finanziamento alle scuole private. Con alcune di queste misure ne avanzavano, di soldi).

Fioramonti non ha fatto la marcia su Roma, non è mai stato un attivista del Movimento, è saltato sul carro del vincitore per fare carriera.

Lorenzo il Munifico – la definizione è dell’immancabile Travaglio – è un coerente incoerente, un vanitoso che ha pensato solo a salvare la propria faccia.

Fioramonti, toh, è un membro dell’European Council of Foreign Relations. Tradotto: è una spia di Soros. Peggio: la sua è una mossa ispirata da Italia Viva.

In conclusione: si è rivelato per quello che è: un paraculo come tanti altri. Altro che coraggio: un vigliacco, un miserabile parassita, un buffone, un cazzaro, un traditore, un pidiota travestito, una nullità (mancante: un quaquaraquà). Comunque è stato bello. Ciao.