COORDINAMENTO VENETO PER LA SCUOLA PUBBLICA Insegnanti e antifascismo. Lettera aperta al Mattino di Padova

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All’attenzione della redazione de Il Mattino di Padova,
del giornalista Enrico Ferro e di tutti i cittadini e le cittadine

In qualità di insegnanti ci sentiamo in dovere di esprimere la nostra solidarietà alla prof.ssa M. G., in seguito alla campagna mediatica violenta e diffamatoria messa in atto nei suoi confronti.

Di fronte alla pessima ricostruzione dei fatti fornita dal vostro giornale, si impone la necessità di riassumerli in breve. Venerdì sera a Padova il partito dichiaratamente fascista Forza Nuova, guidato dal suo leader Roberto Fiore, ex militante dell’organizzazione terroristica della peggior destra eversiva Terza Posizione, ha indetto una manifestazione contro la legge 194. Il questore ha concesso ai fascisti antiabortisti di sfilare per le vie cittadine. Continua a leggere “COORDINAMENTO VENETO PER LA SCUOLA PUBBLICA Insegnanti e antifascismo. Lettera aperta al Mattino di Padova”

ANTON PAVLOVIČ ČECHOV Uno scherzetto

È un sereno meriggio d’inverno… Il gelo è rigido, la neve scricchiola e a Nàden’ka, che mi ha preso per il braccio, si coprono di una brina argentea i riccioli sulle tempie e la lanugine sul labbro superiore. Siamo sulla cima di una montagnola. Dai nostri piedi fino al piano si stende una superficie levigata, in cui il sole si mira come in uno specchio. Accanto a noi è una piccola slitta foderata di panno vermiglio.
«Andiamo giù, Nadezda Petrovna!» imploro io. «Una sola volta! Vi assicuro, arriveremo sani e salvi».
Ma Nàden’ka ha paura. Lo spazio che corre dalle sue piccole calosce fino ai piedi della montagnola di ghiaccio le sembra spaventoso, un abisso d’insondabile profondità. Quando guarda in giù, si sente morire e le si mozza il respiro, non appena le propongo di sedersi nella slitta: e che cosa accadrà quando si arrischierà di volare in quell’abisso! Morirà, impazzirà. Continua a leggere “ANTON PAVLOVIČ ČECHOV Uno scherzetto”

Salviamo sto paese

Sciopero della scuola del 17 maggio revocato da Cgil, Cisl, Uil. Gilda e Snals. I sindacati che siedono al tavolo delle trattative con il Miur hanno raggiunto l’accordo (alle sei del mattino di ieri l’altro): più spicci in tasca ai docenti («troveremo le risorse» e «gli stipendi vanno adeguati alle responsabilità»), l’autonomia regionale svuotata: la scuola resta «La scuola del Paese», il reclutamento dei docenti uniforme, lo stato giuridico non si tocca, il premier Conte continuerà a visitare le scuole italiane «nella consapevolezza del ruolo fondamentale che esse svolgono, in una prospettiva inclusiva e solidale, nella costruzione di un futuro migliore». Dubbio: quando è che si è già sentito dire di qualcosa svuotato?

Pasqua (Pèsah)

Pèsah

Pasqua è voce del verbo ebraico “pèsah”, passare.
Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio. Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste.
Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell’energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza.
Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi.
Perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo “pèsah”, passaggio. Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca, è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s’azzarda nell’altrove assetato del credente. Continua a leggere “Pasqua (Pèsah)”

ROSARIA MAIETTA Divide et impera. L’autonomia differenziata

[La scuola e noi, 8 aprile 2019]

Da quando le Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno richiesto al Governo forme ulteriori e condizioni specifiche di autonomia in materia di istruzione e formazione si sono accesi i riflettori sulla scuola statale e sui suoi meccanismi di finanziamento.

La questione attiene a quella che per qualcuno è una vera e propria secessione delle Regioni più ricche in una materia che la Costituzione Repubblicana affida allo Stato: questa richiesta, se accettata, porterà alla regionalizzazione del sistema scolastico statale.

Le Regioni richiedenti dimenticano che la scelta dello Stato Italiano è stata quella di mantenere il controllo dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e che tale garanzia verrebbe ovviamente messa in discussione dalla regionalizzazione del sistema, come è già avvenuto ad esempio per le Università. Continua a leggere “ROSARIA MAIETTA Divide et impera. L’autonomia differenziata”

Terrore

Una cronaca dell’epoca descrive lo sterminio a cui si abbandonò un re assiro nei confronti di una città ribelle:

Davanti alla porta della città innalzai un monticello di terra, scorticai tutti i capi dei ribelli e disposi le loro pelli lì sopra; alcuni li seppellii vivi, altri li impalai… molti prigionieri li bruciai, molti li presi vivi: ad alcuni tagliai le mani e le dita, ad altri il naso e le orecchie, ad altri cavai gli occhi. Feci un mucchio dei vivi e un mucchio dei morti; legai le loro testé ai pali, tutto intorno alla città. Bruciai con il fuoco i loro figli e le loro figlie. Distrussi e devastai la città, la bruciai con il fuoco, la annientai completamente.

La differenza fondamentale tra le forme totalitarie e quelle tiranniche tradizionali è che il terrore non viene più usato principalmente come un mezzo per intimidire e liquidare gli avversari, ma come uno strumento permanente con cui governare masse assolutamente obbedienti. Il terrore moderno non aspetta, per colpire, la provocazione degli oppositori, e le sue vittime sono perfettamente innocenti anche dal punto di vista del persecutore.

Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo

JONATHAN SWIFT Li presi tutti nella mano destra

[da Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, nella traduzione di Lidia Storoni Mazzolani, Einaudi, Torino 1989, pp. 22-23]

La statura di lui supera quella di chiunque a corte quasi dl un’unghia, e questo solo basta ad ispirare reverenza in chi lo guarda; ha fattezze marcate e virili, labbro austriaco, naso aquilino, colorito olivastro, un’espressione intrepida, corpo ben proporzionato, movenze aggraziate, e portamento maestoso. Aveva ormai superato la prima giovinezza, poiché aveva già ventotto anni, e regnava da sette, tra i successi militari e la generale prosperità. Mi distesi sul fianco, in modo da tenere il viso all’altezza del suo, per guardarlo più comodamente, mentre stava in piedi, alla distanza di tre metri. Ma, in seguito, l’ho preso in mano più volte, e perciò posso esser certo che la mia descrizione è esatta. Continua a leggere “JONATHAN SWIFT Li presi tutti nella mano destra”