Terrore

Una cronaca dell’epoca descrive lo sterminio a cui si abbandonò un re assiro nei confronti di una città ribelle:

Davanti alla porta della città innalzai un monticello di terra, scorticai tutti i capi dei ribelli e disposi le loro pelli lì sopra; alcuni li seppellii vivi, altri li impalai… molti prigionieri li bruciai, molti li presi vivi: ad alcuni tagliai le mani e le dita, ad altri il naso e le orecchie, ad altri cavai gli occhi. Feci un mucchio dei vivi e un mucchio dei morti; legai le loro testé ai pali, tutto intorno alla città. Bruciai con il fuoco i loro figli e le loro figlie. Distrussi e devastai la città, la bruciai con il fuoco, la annientai completamente.

La differenza fondamentale tra le forme totalitarie e quelle tiranniche tradizionali è che il terrore non viene più usato principalmente come un mezzo per intimidire e liquidare gli avversari, ma come uno strumento permanente con cui governare masse assolutamente obbedienti. Il terrore moderno non aspetta, per colpire, la provocazione degli oppositori, e le sue vittime sono perfettamente innocenti anche dal punto di vista del persecutore.

Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo