ROBERTO CONTU Basta (oggi) la Scuola?

[La scuola e noi, 25 marzo 2019]

A Recanati

Giovedì di marzo, accompagno insieme ad altri colleghi quattro seconde classi a Recanati. A inizio anno avevamo concordato in dipartimento un percorso tematico su Leopardi, c’eravamo detti di concluderlo con la visita alla biblioteca.

La giornata è splendida, c’è il sole, l’aria è chiara, anche i miei colleghi sono piacevoli, le lamentazioni dell’aula docenti mi paiono lontanissime. Scendiamo dall’autobus, poi via in fila indiana lungo le mura Continua a leggere “ROBERTO CONTU Basta (oggi) la Scuola?”

Ricomincio da tre virgola

Zingaretti è il nuovo segretario del PD. Zingaretti non fa abiure ma vuole voltare pagina. La scuola è al centro dell’agenda politica. Anche Renzi ha detto la stessa cosa quando è stato eletto segretario. Gli studenti sono al centro della scuola. La scuola deve offrire agli studenti la possibilità non solo di crescere, ma anche di emanciparsi e riscattarsi dalla propria eredità familiare. L’alternanza scuola lavoro sarà migliorata. Il tempo pieno sarà aumentato. La dispersione scolastica sarà contrastata. I docenti saranno migliorati e meglio pagati. La buona scuola sarà mantenuta. Per sconfiggere Salvini bisogna offrire soluzioni ai problemi che lui cavalca ma non risolve. Pubblicità.

Poveri

La principale preoccupazione dei senzatetto dovrebbe essere che i ricchi vivano felicemente nelle loro ville.
Noam Chomsky, Contenere la minaccia della democrazia

I poveri del mondo e i poveri locali svolgono il loro oscuro lavoro, minare la fiducia e la risolutezza di tutti coloro che hanno ancora un lavoro e un reddito regolare […]. La vita dei miserabili serve a ricordare a tutte le persone di buon senso e ragionevoli che anche la vita agiata è insicura, e che il successo di oggi non è una garanzia contro la rovina di domani.
Zygmunt Bauman, La solitudine del cittadino globale (1999)

ANNAMARIA PALMIERI Federalismo e autonomia rinforzata: i rischi senza paracadute di una secessione dai valori della Repubblica

[La scuola e noi, 11 marzo 2019]

Sono passate per tanto tempo pressoché inosservate, specie nel mondo della scuola, le possibili conseguenze sul sistema nazionale dell’istruzione dell’iniziativa delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, volta al conseguimento di una maggiore autonomia (autonomia rinforzata) ai sensi del terzo comma dell’art.116 della Costituzione, cosi come riformato dalla L.3 del 2001.

Non è possibile affrontare il tema, o comprendere fino in fondo il significato eversivo di questo processo di “secessione”, senza fare un passo indietro.

Il nostro paese ha costruito nel dopoguerra la sua unità attraverso la progressiva costruzione di una rete di servizi pubblici che dessero concretezza ai diritti di cittadinanza enunciati e garantiti dalla Costituzione, tra i quali prioritari il diritto all’istruzione e alla salute. Continua a leggere “ANNAMARIA PALMIERI Federalismo e autonomia rinforzata: i rischi senza paracadute di una secessione dai valori della Repubblica”

GIACOMO LEOPARDI Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez

[Dalle «Operette morali»]

Colombo. Bella notte, amico.
Gutierrez. Bella in verità: e credo che a vederla da terra, sarebbe più bella.
Colombo. Benissimo: anche tu sei stanco del navigare.
Gutierrez. Non del navigare in ogni modo; ma questa navigazione mi riesce più lunga che io non aveva creduto, e mi dà un poco di noia. Contuttociò non hai da pensare che io mi dolga di te, come fanno gli altri. Anzi tieni per certo che qualunque deliberazione tu sia per fare intorno a questo viaggio, sempre ti seconderò, come per l’addietro, con ogni mio potere. Ma, così per via di discorso, vorrei che tu mi dichiarassi precisamente, con tutta sincerità, se ancora hai così per sicuro come a principio, di avere a trovar paese in questa parte del mondo; o se, dopo tanto tempo e tanta esperienza in contrario, cominci niente a dubitare. Continua a leggere “GIACOMO LEOPARDI Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez”

Lasciamoli lavorare (19)

La revisione del Testo Unico potrebbe nascondere alcune insidie. La prima riguarda la ristrutturazione del consiglio di istituto sul modello disegno di legge Aprea (era nel contratto?): riduzione di membri, tappetino rosso per uno o più esponenti del territorio. Meno democrazia, privatizzazione. Reazioni molto tiepide da parte dei sindacati e del personale della scuola. Un’altra insidia è la possibilità dell’aumento di ore di lavoro per un (misero) aumento di stipendio. Misero l’ho scritto io, è una sorta di intuizione. Ci aveva provato Profumo ad aumentare l’orario di servizio, prevedeva di portare l’orario dei docenti a 24 ore a parità di stipendio. C’è anche l’ipotesi che l’aumento riguardi solo il Nord. Che sia in qualche modo legato alla regionalizzazione. I sindacati sono sul piede di guerra. Tra le altre forme di protesta leggo di un’iniziativa dei sindacati maggiori che si è tenuta in Campania il 22 marzo e che aveva uno slogan vibrante: «Per la scuola che unisce».

Cambiamento climatico

Un numero crescente di studiosi avverte che il cambiamento climatico rende più probabili i conflitti, in particolare in alcune aree del pianeta. L’aumento della frequenza e dell’intensità di fenomeni estremi come siccità e alluvioni, e la loro maggiore variabilità e imprevedibilità, rendono vulnerabili intere regioni, dal Ciad al Bangladesh, dalla Nigeria allo Yemen. Tutti posti dove l’emergenza climatica, unita a povertà e malgoverno, rischia di fare da detonatore. E di far precipitare i paesi in una spirale perversa, perché le guerre aumentano la povertà, che a sua volta alimenta le guerre. Con un altro fattore chiave: la disuguaglianza.
Giovanni De Mauro, «Internazionale»

Perfino il più moderato degli scienziati (non degli economisti) ti dirà che per fermare la catastrofe climatica bisogna ripensare l’economia globale e ridistribuire la ricchezza del pianeta.
Alyssa Battistoni, Jacobin Continua a leggere “Cambiamento climatico”

RENATA PULEO Prove tecniche di autonomia

[La scuola delle 3 i, 12 marzo 2019]

Nell’ultima bozza dell’intesa sottoscritta dai Governatori del Veneto e della Lombardia con il Presidente del consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, all’art 10 si chiede la potestà legislativa in materia di istruzione, prerogativa che non compare nel testo dell’Emilia Romagna. La scuola viene indicata da tutti i commentatori, favorevoli, contrari, prudenti e possibilisti, come uno dei nodi centrali in tutto questo processo avviato da alcuni anni e divenuto urgente con la Lega al governo. Per inciso, il fatto che Stefano Bonaccini, Governatore dell’Emilia Romagna, non abbia chiesto il trasferimento di questa materia, non denota scarsa attenzione o fiducia verso lo stato centrale, quanto la consapevolezza che la rete delle scuole della regione funziona bene così come si è andata configurando con i precedenti governi locali Continua a leggere “RENATA PULEO Prove tecniche di autonomia”

HANS CHRISTIAN ANDERSEN I vestiti nuovi dell’imperatore

Molti anni fa viveva un imperatore, il quale amava tanto possedere abiti nuovi e belli, che spendeva tutti i suoi soldi per abbigliarsi con la massima eleganza. Non si curava dei suoi soldati, non si curava di sentir le commedie, o di far passeggiate nel bosco, se non per sfoggiare i suoi vestiti nuovi; aveva un vestito per ogni ora del giorno, e mentre di solito di un re si dice: “È in Consiglio!” di lui si diceva sempre: “È nello spogliatoio!”
Nella grande città dove egli abitava, ci si divertiva molto; ogni giorno arrivavano stranieri, e una volta vennero due impostori; si spacciarono per tessitori e dissero che sapevano tessere la stoffa più straordinaria che si poteva immaginare. Non solo i disegni e i colori erano di singolare bellezza, ma i vestiti che si facevano con quella stoffa avevano lo strano potere di diventare invisibili a quegli uomini che non erano all’altezza della loro carica o che erano imperdonabilmente stupidi. Continua a leggere “HANS CHRISTIAN ANDERSEN I vestiti nuovi dell’imperatore”

Lasciamoli lavorare (18)

Leggo su Tecnica della Scuola una filza di dichiarazioni di Bussetti che fa tornare improvvisamente la voglia di dire: ma lasciamoli lavorare, perdio. Bussetti per prima cosa dice che gli studenti sono al primo posto (mentre chi ci ha preceduto aveva altre priorità: il sistema e l’organizzazione). Parla degli sforzi che sta facendo il governo per «efficientare il sistema e per rendere più qualificata la nostra università». È convinto che bisogna ripartire dal sapere (le conoscenze, eh, non le competenze) «valorizzando la cultura, per progettare un futuro di benessere per un nuovo corso per l’Italia e l’Europa». Se il pensiero del ministro è, come dovrebbe essere, riportato fedelmente, ripete ben tre volte benessere in un crescendo di emozioni: il futuro di benessere, la promessa del benessere collettivo, il benessere che scaturisce dal progresso economico reso possibile dalla ricerca.

Per le risorse stanziate in favore del benessere ripassate più tardi.