JONATHAN SWIFT Li presi tutti nella mano destra

[da Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, nella traduzione di Lidia Storoni Mazzolani, Einaudi, Torino 1989, pp. 22-23]

La statura di lui supera quella di chiunque a corte quasi dl un’unghia, e questo solo basta ad ispirare reverenza in chi lo guarda; ha fattezze marcate e virili, labbro austriaco, naso aquilino, colorito olivastro, un’espressione intrepida, corpo ben proporzionato, movenze aggraziate, e portamento maestoso. Aveva ormai superato la prima giovinezza, poiché aveva già ventotto anni, e regnava da sette, tra i successi militari e la generale prosperità. Mi distesi sul fianco, in modo da tenere il viso all’altezza del suo, per guardarlo più comodamente, mentre stava in piedi, alla distanza di tre metri. Ma, in seguito, l’ho preso in mano più volte, e perciò posso esser certo che la mia descrizione è esatta. Continua a leggere “JONATHAN SWIFT Li presi tutti nella mano destra”

GUIDO BARBUJANI L’uomo postumano

[«Repubblica Robinson», 26 agosto 2018]

Il futuro già tra noi ci regala chip nel cervello e modifiche nel dna. Sicuri siano le scelte migliori?

È sempre così: quando si parla di futuro ci sono ottimisti e pessimisti. C’è chi vede rosa, per esempio Ray Kurzweil che annuncia molecole intelligenti in giro per il nostro corpo alla caccia di cellule cancerose e una durata senza limiti della vita umana; e c’è invece chi subodora piani per introdurci nel cervello sensori che trasmetteranno ogni nostro pensiero a un’oligarchia nascosta e onnipotente. Può darsi, può darsi. Ma secondo me c’è un punto debole, debolissimo, in entrambi i ragionamenti: l’idea che le cose debbano andare necessariamente in quel modo lì. Continua a leggere “GUIDO BARBUJANI L’uomo postumano”