Cosa (non) ho letto nel 2018

Il migliore del 2018 per me è stato Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti, ma non posso fare a meno di menzionare La controfigura di Luigi Lollini, per l’impegno che l’autore, Lollo, ha profuso in questo lavoro e perché è riuscito a farmi dimenticare, leggendolo, che si tratta di una storia vera. E anche tosta. Il peggiore Cosa resta di noi di Giampaolo Simi (ma forse ho sbagliato libro). Così giocano le bestie feroci di Davide Longo e Inviata speciale di Jean Echenoz fino a tre quarti del libro. Discreto La guerra dei cafoni di Carlo D’Amicis. Importante Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda Continua a leggere “Cosa (non) ho letto nel 2018”

Lo specchio (fiaba popolare romana)

C’era una volta un padre che aveva una figlia tanto bella, ma così bella che quelli che la vedevano dovevano chiudere gli occhi. Il padre, che era vedovo e giovane, un giorno decise di pigliar moglie. Infatti si innamorò e prese una donna che era assai bella anche lei. Sul principio le cose andarono bene, ma poi la matrigna cominciò a essere gelosa, perché tutti dicevano che la figlia era più bella di lei. Allora la donna, per vederci chiaro, un giorno chiede allo specchio:

“Specchio mio caro, specchio mio bello,
Chi è più bella, la madre o la figliarella?” Continua a leggere “Lo specchio (fiaba popolare romana)”

Chi ha rubato la marmellata?

Da una lettura delle voci riguardanti la scuola nella Legge di Bilancio sembrava trattarsi di poca roba: 20 milioni di qua, 2000 maestri di là, uno zero virgola qualcosa in più per il fondo di istituto. E invece, all’improvviso arriva lo scoop del Corriere della Sera:

Altro capitolo molto pesante nel bilancio pubblico è quello assorbito dall’istruzione scolastica. Che si riduce, a legislazione vigente, di 4 miliardi nel triennio, cioè di circa il 10%. Si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi). A determinare la flessione contribuisce in modo decisivo la riduzione dei fondi per gli insegnanti di sostegno, un miliardo nel ciclo primario, 300 milioni in quello secondario. In compenso si spenderà qualcosa in più per l’Istruzione universitaria (da 8,3 a 8,5 miliardi tra il ’19 e il ’21).

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Lasciamoli lavorare (12)

Mentre decido a quale albo professionale iscrivermi, leggo le anticipazioni sulle misure a favore della scuola (o contro, secondo i punti di vista) contenute nella manovra del popolo. L’emendamento che aumentava i finanziamenti alle scuole paritarie non è passato. Le scuole paritarie riceveranno i soliti 500 milioni all’anno. Anche loro continueranno a scaldarsi con la legna che hanno.

L’alternanza scuola lavoro è abolita. O meglio, è stata rinominata Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Il monte ore ridotto in modo drastico (da questo anno scolastico) Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (12)”

Sessismo

Il primo provvedimento del mio esecutivo sarà l’immediata depenalizzazione dello stupro, così finalmente abbattiamo l’ideologia dei mitomani della sinistra, il popolo sa benissimo che alle donne piace ed è quello che cercano.
Jair Bolsonaro nel suo ultimo comizio elettorale (2018) Continua a leggere “Sessismo”

Lasciamoli lavorare (11)

Non si vede perché, se così piace al cliente, il ragioniere non possa fare il mestiere del dottor commercialista, il geometra quello dell’agronomo ed il contadino attento e capace quello del diplomato in viticultura ed enologia.
Luigi Einaudi

I condoni andranno di moda. Condono per Ischia, il saldo a stralcio per gli evasori, la sanatoria per 11.500 bancarelle abusive al centro di Roma, e ultimo solo in ordine di tempo, un emendamento alla legge di Bilancio, voluto dal Movimento 5 Stelle, «prevede che chi ha svolto una professione sanitaria per 36 mesi negli ultimi dieci anni, anche non continuativamente e in modo dipendente o autonomo, possa continuare a farlo iscrivendosi entro il 2019 a un albo speciale» (Il Post).

La questione, come al solito, è più complessa di come sembra. Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (11)”

Lasciamoli festeggiare

Riassumo la letterina di auguri di Natale del ministro Bussetti alle scuole.

Oggetto: S. S. Natale 2018. Preghiamo.

Agli studenti, alle famiglie, seguono altri 25 destinatari, tra cui i dirigenti degli ambiti territoriali (aboliti), i dirigenti degli istituti paritari (in allegato un regalo di 150 milioni), i docenti (quart’ultimi), le oo. ss. (ultimo posto).

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