Chi ha rubato la marmellata?

Da una lettura delle voci riguardanti la scuola nella Legge di Bilancio sembrava trattarsi di poca roba: 20 milioni di qua, 2000 maestri di là, uno zero virgola qualcosa in più per il fondo di istituto. E invece, all’improvviso arriva lo scoop del Corriere della Sera:

Altro capitolo molto pesante nel bilancio pubblico è quello assorbito dall’istruzione scolastica. Che si riduce, a legislazione vigente, di 4 miliardi nel triennio, cioè di circa il 10%. Si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi). A determinare la flessione contribuisce in modo decisivo la riduzione dei fondi per gli insegnanti di sostegno, un miliardo nel ciclo primario, 300 milioni in quello secondario. In compenso si spenderà qualcosa in più per l’Istruzione universitaria (da 8,3 a 8,5 miliardi tra il ’19 e il ’21).

La notizia viene ripresa da Next, che chiosa: per ingrassare il reddito di cittadinanza e riformare le pensioni era inevitabile risparmiare su qualcosa e da Mila Spicola, che dopo aver candidamente ammesso che «il PD può aver sbagliato alcuni provvedimenti sulla Scuola» (ma naturalmente non dice quali), si lancia in un’invettiva contro il governo dei sovranisti che non crede nella scuola e nemmeno negli insegnanti. E denuncia: «Un miliardo e 300 milioni tolti ai disabili». Tutto il contrario di quello che ha detto Salvini in un’intervista per Skuola.net (ne parlavo qua): abbiamo sbloccato 7 miliardi… assumeremo 40.000 insegnanti di sostegno. Ma veri insegnanti di sostegno, non il primo che passa, eh.

Tutti gli altri, per ora, tacciono.

Perché non la trovo una notizia stupefacente?