Lasciamoli lavorare (12)

Mentre decido a quale albo professionale iscrivermi, leggo le anticipazioni sulle misure a favore della scuola (o contro, secondo i punti di vista) contenute nella manovra del popolo. L’emendamento che aumentava i finanziamenti alle scuole paritarie non è passato. Le scuole paritarie riceveranno i soliti 500 milioni all’anno. Anche loro continueranno a scaldarsi con la legna che hanno.

L’alternanza scuola lavoro è abolita. O meglio, è stata rinominata Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Il monte ore ridotto in modo drastico (da questo anno scolastico) così come i finanziamenti, dirottati su altre priorità.

Alla voce generalizzazione del tempo pieno (la legge di bilancio dice in maniera più sobria: «ampliare le possibilità di tempo pieno») si prevede l’assunzione di 2000 maestri. Si sono sprecati. Per far muovere la macchina della propaganda ne bastavano un centinaio. Per raggiungere l’obiettivo della generalizzazione del tempo pieno ne servirebbero svariate migliaia.

Trovate le risorse per un misero ma consistente aumento di stipendio dei docenti (40 euro lordi in media). Misero rispetto alle aspettative decennali. Consistente rispetto ai 14 euro ventilati inizialmente nel discorso della legna. Questo però l’ho letto da un’altra parte, nella legge non si dice una parola.

Il FIT, a cui stranamente non hanno cambiato il nome, portato da tre anni a uno. Ma dopo un concorso a cattedra vinto. Abolizione degli ambiti territoriali. Tutti titolari su scuola. E infine qualche briciola per il fondo di istituto, ma per la maggior parte dal 2020. E dal 2020 i servizi di pulizia saranno svolti esclusivamente da personale dipendente.

Per saperne di più sfogliare il Dossier del Servizio Studi del Senato, in particolare pagg. 103 sgg.