CHARLES PERRAULT Cappuccetto rosso

[traduzione di Carlo Collodi]

C’era una volta in un villaggio una bambina, la più carina che si potesse mai vedere. La sua mamma n’era matta, e la sua nonna anche di pìù.
La mamma che era molto buona le aveva fatto fare un cappuccetto rosso, il quale le tornava così bene al viso, che la chiamavano dappertutto Cappuccetto Rosso.
Un giorno sua madre, avendo sfornato delle frittelle, le disse:
«Va’ un po’ a vedere come sta la tua nonna, perché mi hanno detto che era un po’ ammalata: e intanto portale queste frittelle e questo vasetto di burro».

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JACOB E WILHELM GRIMM Cappuccetto rosso

[Traduzione di Tommaso Landolfi]

C’era una volta una piccola, dolce bimba di campagna, e l’aveva cara ciascuno che solo la vedesse, ma sopra tutti sua nonna, la quale non sapeva più che cosa regalarle. Un giorno le regalò un cappuccetto di velluto rosso, e poiché le stava a pennello ed essa non volle più portare nient’altro, la chiamarono soltanto Cappuccetto Rosso.
Una volta la mamma le disse: «Guarda, Cappuccetto Rosso, c’è qui un pezzo di focaccia e una bottiglia di vino, portali alla nonna; essa è malata e debole e questa roba le farà bene. Avviati prima che faccia troppo caldo, e quando sarai fuori, cammina seria e perbenino e non correre fuori della strada, sennò caschi e rompi la bottiglia e la nonna non avrà nulla. E quando entrerai nella sua stanza, non dimenticare di dir buongiorno, e non andar ficcando il naso in tutti gli angoli».

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