De’

— De’ — disse Ampelio.
Da queste parti, il monosillabo in questione può avere uno spettro di significati pressoché autocompleto, a seconda di come lo si pronuncia, e riflette il bisogno ancestrale dell’essere umano di dire qualcosa anche quando non c’è veramente bisogno di dire niente. Si può esprimere ammirazione — de’ prolungato, in crescendo come tono ma in diminuendo come volume — disapprovazione — de’ corto, amaro e che lascia la bocca stretta e storta, come un caffè del distributore automatico — o anche mera accettazione dei fatti, con un de’ neutro, pronunciato scuotendo la testa, esattamente come aveva appena fatto Ampelio.

Marco Malvaldi, A bocce ferme

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...