GIOVANNI CAROSOTTI La scuola come panopticum: il docente sorvegliato – Parte I

[Roars, 29 giugno 2018]

Un recente documento pubblicato dal MIUR, intitolato Sviluppo professionale e qualità della formazione in servizio, rappresenta probabilmente la chiusura di un cerchio, come in modo suggestivo sembra indicare un grafico, contenuto in un articolo che intende sostenere il carattere progressista di questo testo. L’idea è quella di costruire un’implacabile organizzazione gerarchica, il cui compito è trasmettere alcuni principi non negoziabili, ricavati ed elaborati da fantomatici «scienziati dell’educazione». Ciò che colpisce del documento in oggetto è in primo luogo il linguaggio: una strategia argomentativa con cui si vuole giustificare un quadro organizzativo sostanzialmente distopico e panoptico, affermando all’opposto che sarebbe la più naturale espressione di una valorizzazione della libertà individuale del docente. Lo scopo ultimo è obbligare i docenti ad adottare quella discussa metodologia che è la «didattica per competenze», per cui ogni sapere non possiede valore se non nella misura è in grado di trasformarsi in «pratiche sociali», la cui aleatorietà è oggetto ormai di discussione da più di due decenni. Il docente è invitato a una continua autocritica rispetto alla propria inadeguatezza a fare proprie le metodologie proposte: «analizzare e riflettere sui presupposti e sugli assunti sottesi al proprio agire» in presenza di una figura esterna, il facilitatore. Non si parla più di docente ma di «operatore»; non gli si riconosce più alcuna autonomia ma, laddove ci sia una contrapposizione tra la propria visione della didattica e quella del facilitatore, il docente deve mettere in discussione se stesso e collaborare. Per concretizzare tale obiettivo, diventa necessario obbligare i docenti a seguire tali corsi di formazione, al fine di «destrutturare le loro sinapsi cerebrali»; è difficile trovare esempi di retorica simili se non in contesti in cui il processo democratico è a rischio.

Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI La scuola come panopticum: il docente sorvegliato – Parte I”

Indignazione

Il comunicato ufficiale dei 5s (buonista): «L’aggressione a #DaisyOsakue avvenuta a Moncalieri è atto INDEGNO che condanniamo con fermezza, chi lo ha compiuto deve provare vergogna di fronte a tutto il nostro Paese».

La precisazione di Grillo (realista): «Tanta INDIGNAZIONE per un uovo in faccia».