ELIZABETH KOLBERT La Groenlandia si scioglie

[Internazionale, 1208, 9 giugno 2017]

Non molto tempo fa ho assistito a una cerimonia sulla calotta glaciale groenlandese in memoria di un uomo che non conoscevo. Era una cerimonia intima a cui erano presenti solo quattro persone e temevo di essere considerata un’intrusa, così ho pensato di allontanarmi. Ma ero legata a una corda, e comunque volevo esserci.
La cerimonia era dedicata a uno scienziato della Nasa di nome Alberto Behar, che lavorava al Jet propulsion laboratory di Pasadena e potrebbe essere definito un
esploratore del ventunesimo secolo. Non andava in luoghi ancora inesplorati, ma ci
mandava delle sonde.

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CLAUDIA PEPE La vera rivoluzione? Insegnare davvero

[Alganews, 28 settembre 2018]

Io sono un’insegnante precaria nel cuore e di ruolo da pochi anni. Sono una docente che insegna musica, che lotta ogni giorno per la scuola pubblica, per quella scuola scolpita nel cuore di Calamandrei e Don Milani. Un’insegnante non più giovanissima, ma con il cuore innamorato del suo lavoro, degli occhi dei suoi studenti e di quelle emozioni fortissime che solo loro sanno darmi. Di solito, parto la mattina presto svegliando i barboni nella stazione delle corriere. Continua a leggere “CLAUDIA PEPE La vera rivoluzione? Insegnare davvero”

ItaGlia

«Itaglia», con la g, non è solo una licenza scolastica. C’è davvero gente che grida, anzi, scandisce: «I-ta-glia», «I-ta-glia», con una brutta g in più, cioè con un eccesso nazionalistico e un tantino fascistico dentro. L’Italia non ha bisogno di una g in più, ma di gente onesta e pulita. E semmai di intelligenti rivoluzionari.

Gianni Rodari, Grammatica della fantasia

Democrazia (diretta)

Il lancio della piattaforma Rousseau, per le suggestioni che la finzione di «democrazia diretta» attraverso il ricorso alla votazione online cerca di accreditare nell’immaginario collettivo, resta paradossalmente un’operazione insidiosa. E il paradosso sta nel fatto che neppure il post-ideologico può farsi beffa di un limite logico. Cosa ci potrà mai essere, infatti, di «diretto» in un dispositivo d’intermediazione digitale brevettato che registra e profila gli elettori mettendo sia le chiavi informatiche sia il codice fonte saldamente in mano — hacker permettendo! – a un’azienda capitalistica privata che ne detiene la proprietà e opera sul mercato?

Renato Curcio, La società artificiale

ALONA ARMSTRONG Come far piovere nel deserto

[«Internazionale», 1273, 14 settembre 2018]

Per contrastare il cambiamento climatico è necessario passare dai
combustibili fossili alle energie rinnovabili. Ma è importante farlo
analizzando a fondo le politiche ambientali, perché anche queste possono avere conseguenze sul clima. Per esempio, cosa succederebbe se il deserto del Sahara diventasse una gigantesca centrale solare ed eolica?

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Stoccolma (sindrome di)

Tutti ricordano che nell’agosto del 1973, nella capitale svedese, Jan-Erik Olsson appena evaso di prigione aveva assaltato un’agenzia della Kreditbanken, preso in ostaggio quattro impiegati e ottenuto di essere raggiunto dal suo compagno di cella Clark Olofsson. Non era stato facile liberare i prigionieri giacché questi avevano molto legato con Olsson e Olofsson e alla fine non volevano più separarsene: schierandosi dalla loro
parte poi rifiutandosi di testimoniare contro di loro durante il processo, li avevano invece difesi poi, una volta emesso il verdetto e tornati in prigione Jan-Erik e Clark, erano andati assiduamente a trovarli.

Jean Echenoz, Inviata speciale

FERNANDA MAZZOLI Alternanza scuola-lavoro e cultura d’impresa

[Roars, 12 settembre 2018]

Il problema non è che gli studenti del Classico vadano a fare i gommisti e quelli del Tecnico si ritrovino a fare fotocopie. L’alternanza scuola-lavoro, resa obbligatoria per tutti gli istituti Superiori dalla legge 107, meglio nota come Buona Scuola, è il dispositivo centrale di un’operazione propagandistica: la disoccupazione giovanile nascerebbe da un disallineamento tra le competenze dei diplomati e le richieste del mondo del lavoro. Spariti d’incanto decenni di ristrutturazione selvaggia dei processi produttivi e dell’organizzazione del lavoro su scala internazionale, la responsabilità delle difficoltà occupazionali delle giovani generazioni viene attribuita ad una presunta inadeguatezza della scuola. Agli studenti e alle loro famiglie si fornisce da un lato l’illusione che qualche settimana in azienda faciliterà, poi, l’inserimento lavorativo, dall’altro la percezione che le materie oggetto di studio sono lontane dalla realtà e non sono realmente importanti per la vita. Intanto, la scuola pubblica, divenuta fornitrice di mano d’opera a costo zero, è sottoposta ad una vera invasione di campo da ditte, terzo settore, banche, assicurazioni, studi professionistici, che propongono agli studenti “pacchetti formativi”, talora persino a pagamento. Sfatiamo un luogo comune: non esiste una buona alternanza, perché non è emendabile un dispositivo strategico di adattamento sociale e di stravolgimento delle finalità educative. È necessario chiedere alle forze politiche una moratoria nell’applicazione dell’alternanza, dispositivo che compromette gravemente la dignità e lo spessore culturale del percorso educativo, la libertà di insegnamento, la necessaria indipendenza della scuola dalle pressioni del mercato.

Nell’ambito del processo di aziendalizzazione che, da almeno due decenni, investe il sistema della pubblica istruzione  l’alternanza scuola-lavoro, resa obbligatoria per tutti gli istituti superiori dalla legge 107, meglio nota come buona scuola, rappresenta uno snodo cruciale, sia per le sue implicazioni -pratiche e teoriche- sia per il suo carattere strategico. Continua a leggere “FERNANDA MAZZOLI Alternanza scuola-lavoro e cultura d’impresa”