Ma che schifo di prof siete (Dematerializzazione 5)

Una prof ha scritto in un gruppo: “il mio collegio ha votato a favore della sperimentazione del liceo in 4 anni”.

Ho letto bene. Un collegio, a maggioranza, ha votato per il taglio di un miliardo e mezzo all’istruzione, per un altro colpo di mannaia alla formazione. Forse sono tutti vecchietti che non vedono l’ora di andare in pensione, a cui non importa nulla se il taglio di un anno comporta l’espulsione di 35000 insegnanti. Forse vogliono vedere l’effetto che fa comprimere i programmi di 5 anni in 4. Oppure hanno capito che le competenze sono più importanti delle conoscenze, e per farsi le competenze serve molto, ma molto meno tempo, anche poco. Oppure pensano che la scuola sia una tortura che deve essere abbreviata. Oppure sono dei balordi. O si sono confusi. Oppure sono semplicemente abituati a dire sì. Forse erano distratti perché giocavano con lo smartphone.

O forse il collegio, come sede decisionale del corpo docente, si sta dematerializzando.

La scuola dell’autonomia

[dalla Relazione finale della SSIS, maggio 2002]

Ho scelto l’Amaldi perché è una scuola dell’estrema periferia romana, di cui si dice tutto il male possibile – basta il nome del quartiere, Torbellamonaca, a evocare immagini terrificanti anche a decine di chilometri. Ci si arriva con la macchina, sbagliando strada, attraversando incroci stretti e scoscesi tra torri immense di palazzi circondati da campi, prati e autostrade. E basso, esteso c’è anche l’Amaldi, edificio modernissimo la cui entrata informa della presenza di un cinema aperto al pubblico e da cui già si scorgono attrezzature non comuni: una pista di atletica, un ampio parcheggio. Continua a leggere “La scuola dell’autonomia”

Accoglienza

La Francia non può accogliere tutta la miseria del mondo.
Michel Rocard (1989)

Il voto agli immigrati? Un Paese civile non può far votare dei bingo-bongo che fino a poco fa vivevano ancora sugli alberi.
Roberto Calderoli

In Italia sono entrati 20.000 tunisini. Vagano per la penisola senza sapere una parola di italiano. In nessuno Stato del mondo questo è permesso con una tale serenità d’animo, da noi sì.
Beppe Grillo (2011) Continua a leggere “Accoglienza”

Programmazione (Dematerializzazione 4)

La programmazione di quest’anno tiene conto dei seguenti eventi:

  • riduzione del numero di ore per materie letterarie dettato da riforma nota come Gelmini (d’ora in poi Gelmini)
  • aumento del numero di alunni per classe dettato da politica governi da Berlinguer a oggi
  • progressiva dematerializzazione delle conoscenze a favore delle competenze dettato da cambiamento della mentalità
  • diffusione armi di distrazione di massa come smartphone, tablet e altri aggeggi dettato da logiche di mercato
  • ometto l’alternanza scuola-lavoro perché insegno al biennio
  • pertanto la presente programmazione si comporrà solo di obiettivi: specifici, generici, trasversali e, se avanza tempo, trascendenti.

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Il mio primo giorno di scuola

[Quando suona la campanella, 15 ottobre 2017]

Arrivo con un’ora di ritardo. I candidati stanno svolgendo il compito. La presidente di commissione, d’ora in poi Angela Boncristiano, dice: siccome siamo colleghi ci smezziamo i compiti di italiano così si fa prima. Al termine della prova si formano due sottocommissioni. Io sto con una collega di meteorologia e uno di elettronica. Dico: la presidente, siccome è una collega… Dicono: che collega, insegna inglese. Continua a leggere “Il mio primo giorno di scuola”

Anarchia

L’anarchia si differenzia da tutte le altre dottrine politiche proprio perché nega ogni forma di governo istituzionale gerarchico e combatte ogni forma di sfruttamento economico e sociale. Possiamo con serenità sostenere che è un’utopia, nel senso che non è mai stata realizzata e che forse non si realizzerà mai, ma allo stesso tempo essa esprime valori e principi che costituiscono una meta ideale che ogni essere umano dovrebbe perseguire.
Francesco Codello, Né obbedire né comandare

L’anarchia è l’ordine meno il potere.
Leo Ferré

Armiamoci e partite

Estrapolazioni da un’assemblea sindacale nell’era della Buona Scuola

La scuola è balcanizzata
La 107 ha dato una pistola in mano al dirigente
L’alternanza scuola-lavoro è un cannone contro la didattica
C’è un clima incandescente in questa scuola
Mi sento nudo di fronte alle intemperie
Il sindacalista promette di tornare presto. Ci alziamo e imbracciamo i fucili