Telefono

Ogni tuo contatto ha un trillo diverso? Carino. Ora però fatti una vita.
Le regole di Internazionale

Si innervosivano perché non avevano ancora ottenuto il telefono di cui avevano fatto richiesta da più di un anno. Gli altri lo trovavano inutile e per fare una telefonata continuavano ad andare alla posta, dove l’addetto componeva il numero per loro e li invitava a sistemarsi in un’apposita cabina.

Quando di fianco a noi si alzava la voce di uno sconosciuto che rispondeva a una chiamata, ci infastidiva essere schiavi di qualcuno che considerava nulla la nostra esistenza Continua a leggere “Telefono”

GIOVANNI ANSALDI Sviluppo insostenibile

«Internazionale», 14 settembre 2017

“Mentre a Houston le acque portate dall’uragano Harvey si ritirano, una cosa è chiara: una parte dei danni – umani ed economici – poteva essere evitata”, scrive il New York Times. Uno dei problemi principali è lo sviluppo urbanistico. Negli ultimi trent’anni il boom dell’industria petrolifera ha causato una forte crescita immobiliare: a Houston sono nati nuovi quartieri residenziali e di uffici in zone a forte rischio di inondazioni. In tutta la città sono stati costruiti parcheggi, strade ed edifici che hanno cancellato la vegetazione fondamentale per facilitare il drenaggio. A questo si aggiunge il fatto che le mappe della federal emergency management agency (Fema, l’agenzia statunitense che si occupa di gestire e prevenire le emergenze), create per evidenziare le zone a rischio in caso di catastrofe, non sono mai state aggiornate. Continua a leggere “GIOVANNI ANSALDI Sviluppo insostenibile”

ANGELO CANNATÀ A scuola lo smartphone non serve

[Micromega, 16 settembre 2017]

Primi giorni di scuola al liceo. Osservo e prendo qualche appunto. Innanzitutto le aule. Piccole, brutte, sovraffollate. Gli edifici pericolanti e gli ambienti angusti in cui si fa lezione sono, nonostante slide e proclami governativi, terribilmente identici al passato. Le carenze strutturali rendono difficili le innovazioni: copiamo “modelli didattici” dai Paesi anglosassoni (prevedono aule-laboratorio, spazi multimediali, biblioteche in classe) ma non abbiamo strutture adeguate. Mancano aule, laboratori, professori; e i presidi devono dirigere più scuole, spesso molto distanti tra loro. Si fanno corsi sulla sicurezza invece di mettere in sicurezza gli edifici; si nominano supplenti per simpatia (e amicizia) invece di seguire una graduatoria; si pongono barriere (24 crediti) per l’accesso ai concorsi invece di aprirli a tutti i laureati. Continua a leggere “ANGELO CANNATÀ A scuola lo smartphone non serve”

JONATHAN WATTS Un futuro pericoloso

[The Guardian, 9 settembre 2017]

I 64 miliardi di metri cubi di pioggia (più o meno l’equivalente di 26 milioni di piscine olimpioniche) rovesciati sul Texas dall’uragano Harvey alla fine di agosto hanno stabilito un nuovo record per un ciclone tropicale negli Stati Uniti. Ma è un record che difficilmente durerà a lungo, visto che le emissioni di anidride carbonica provocate dagli esseri umani stanno spingendo il clima in un territorio sconosciuto. Continua a leggere “JONATHAN WATTS Un futuro pericoloso”

Parole (male)

Entrano tra i lessemi del vocabolario fondamentale (presenti non solo nel parlato) parecchie male parole. Trionfano in spettacoli, parlato e stampa, in parte anche in letteratura (la saggistica per ora resiste). Eccole in ordine decrescente d’uso: cazzo, stronzo, coglione, cazzata, cagare e sfigato (entrambi i vocaboli dunque nella variante settentrionale sgradita a Nanni Moretti), minchia, pisciare, cacca e l’univerbato fanculo.

Tullio De Mauro, Storia linguistica dell’Italia repubblicana

Sulla scuola abbiamo sbagliato la comunicazione. Troppo bastone o troppa carota?

Non abbiamo sbagliato i contenuti, ma la comunicazione. Riassumendo, la riforma è buona – e non per caso si chiama buona scuola – ma è stata recepita in modo negativo e pertanto non funziona. Oppure funziona? Se è buona perché non funziona? Non funziona nel modo giusto anche se è buona. Non funziona perché i docenti non hanno capito che è buona. Funziona ma qualcosa non va. Le elezioni si avvicinano. Pensa di poter recuperare qualche voto. Vuole parlare con i docenti, Renzi, aprire un dialogo. Non l’ha mai aperto, un dialogo, con i docenti. Forse, provo a immaginare, con un manipolo di figuranti in uno di quegli incontri a porte chiuse. Continua a leggere “Sulla scuola abbiamo sbagliato la comunicazione. Troppo bastone o troppa carota?”