ALBERTO ASOR ROSA La scuola nelle mani dei barbari

[la Repubblica, 26 agosto 2017]

È INFATTI ufficiale che con l’anno scolastico prossimo inizierà la sperimentazione per ridurre gli anni delle scuole medie superiori italiane da cinque a quattro. È la riprova che siamo nelle mani dei barbari. Anzi, più esattamente, di barbari incolti.

Siccome nessuno può persuadere qualcuno che sia possibile studiare meglio la stessa mole di contenuti ed esperienze scientifico- disciplinari in un tempo più breve, restano tre motivazioni, abbondantemente propagandate, e cioè: 1. La minore spesa d’investimento; 2. Il più rapido avvio dei giovani al mercato del lavoro; 3. Il cosiddetto “allineamento” all’Europa. Continua a leggere “ALBERTO ASOR ROSA La scuola nelle mani dei barbari”

Verità (per Giulio)

Ringrazio in questa occasione tutti i gruppi per l’attenzione costante che hanno riservato a queste tematiche, soprattutto per aver assunto un atteggiamento responsabile. Un atteggiamento reso coeso dalla profonda condivisione dell’obiettivo di fondo che unisce tutti noi, ossia giungere alla verità sulle circostanze che hanno condotto alla morte di Giulio Regeni: una verità vera e non di comodo che identifichi i responsabili.
Angelino Alfano, audizione sui rapporti tra l’Italia e l’Egitto alle commissioni riunite di Camera e Senato, 3 settembre 2017

Ci fermeremo solo davanti a una verità vera, non una verità di comodo.
Matteo Renzi a Chicago risponde ai genitori di Giulio Regeni, 30 marzo 2016

Lettera ai giornalisti da una Quinta del Virgilio

[Noi tutti. Il sito della comunità del Liceo Statale Virgilio di Roma, 23 novembre 2017]

Cari giornalisti,
più di 1000 sono i giorni che abbiamo vissuto al Virgilio. Innumerevoli sono le ore passate sui banchi di questa scuola che tanto ci ha insegnato e tanto ancora ci insegna. Conosciamo queste mura, questi corridoi, questo cortile che ora voi, dall’alto della vostra posizione, criticate.
Nessuna scuola è perfetta, pubblica o privata, del centro o di periferia che sia. C’è sempre qualcosa, ogni anno, che rompe l’equilibrio agognato proposto dalla comunità scolastica all’inizio di settembre. Continua a leggere “Lettera ai giornalisti da una Quinta del Virgilio”

UBIK Nella storia del Virgilio, noi stiamo dalla parte del «mostro»

[DinamoPress, 23 novembre 2017]

Potremmo fare un ‘factchecking’ di tutte le idiozie scritte e lette in giro sul Virgilio, uno dei licei del centro di Roma diventato in una manciata di giorni postribolo di perdizione, casamatta degli irriducibili violenti di estrema sinistra, centrale della droga, territorio di un clan mafioso. Ricostruire minuziosamente come è iniziata e andata avanti la vicenda, sezionarla e smontarla pezzo per pezzo, ridicolizzare i giornalisti e gli opinionisti. Ma servirebbe davvero a qualcosa? Forse no, tanto la girandola è partita e la ‘non notizia’ sarà spremuta fino all’ultima goccia di niente e fino all’ultimo boccone di luogo comune trito e ritrito. Continua a leggere “UBIK Nella storia del Virgilio, noi stiamo dalla parte del «mostro»”

ROBERTO CALOGIURI Del carcere e della scuola. Perché l’insegnante è tra gli esseri umani più odiati

[Limonate, 9 giugno 2015]

Carceri, ospedali e scuole hanno qualcosa in comune. Forse è per questo che l’insegnante accusa le conseguenze di un’identificazione che ha molte scomodità e nessun vantaggio.

Le istituzioni di cui sopra in comune hanno almeno un aspetto fondamentale: in ognuno di questi luoghi si entra malvolentieri e si è contenti quando si esce. Con gradazioni di intensità variabile e con sfumature di sentimento variamente distribuite.

Questo, ovviamente, per le persone sane di mente, per quelle che non accusano disturbi della personalità, nevrosi o manie sadomasochiste. Continua a leggere “ROBERTO CALOGIURI Del carcere e della scuola. Perché l’insegnante è tra gli esseri umani più odiati”

MARCO MAGNI Come la scuola rafforza le diseguaglianze (su “Una scuola di classe” di Marco Romito)

[Micromega, 25 agosto 2016]

Il rimosso della diseguaglianza
I libri dedicati alla scuola ne ignorano quasi sempre il carattere sociale. I tratti dominanti del discorso sono costituiti, da un lato dall’idealizzazione del merito, dell’efficienza, della razionale allocazione della spesa, della libertà di scelta tra pubblico e privato o, per converso, dalla istanza della difesa della natura “pubblica” e democratica della scuola, dalla valorizzazione della passione per l’insegnamento e della sua (platonica) dimensione erotica. Continua a leggere “MARCO MAGNI Come la scuola rafforza le diseguaglianze (su “Una scuola di classe” di Marco Romito)”