How I feel when I decline

Mancano le risorse ma i docenti sono nel cuore delle famiglie italiane, scrive Ilvo Diamanti su Repubblica, commentando un sondaggio dell’Osservatorio Demos-Coop. La spesa per l’istruzione in Italia è circa l’8% per cento della spesa pubblica. La media Ue è del 10,2%: «Siamo, cioè, in fondo alla graduatoria europea». La tendenza non è cambiata nonostante il ministro Fioramonti abbia minacciato di incatenarsi davanti al ministero dell’Economia.

Le famiglie pensano tuttavia che la professione di insegnante sia ancora prestigiosa, specialmente gli insegnanti della secondaria di secondo grado e i maestri (57%). Un po’ più degli insegnanti della scuola media (52%). Più di avvocati, giornalisti, impiegati (di che?), commercianti. Molto più dei dirigenti della pubblica amministrazione e dei politici. Molto meno di medici, docenti universitari, giudici (in una causa per lo meno sanno da che parte stare), operai, dirigenti di impresa. Quasi alla pari con chef e cuochi. Continua a leggere “How I feel when I decline”

Bicicletta

Ok, arrivi, al lavoro sudato, ma ci arrivi in forma e senza inquinare.
Le regole di Internazionale

Io vado in bicicletta per sentirmi vivo
alle cinque di mattina con la nebbia nei polmoni
però non c’è più Agnese seduta sul manubrio
a cantar canzooooooni, a cantar canzoooooooni
Ivan Graziani, Agnese

Ma dove vai bellezza in bicicletta,
così di fretta pedalando con ardor,
le gambe snelle, tornite belle,
m’hanno già messo la passione dentro al cuor. Continua a leggere “Bicicletta”

STEFANO BENNI L’orobilogio

da «Saltatempo»

«Questa è vita» dice il Dio stirandosi, e con lo sguardo divino individua un fungo prataiolo, e sì che lì non è zona, lo coglie e se lo pappa metà lui e metà il cane.
«Buon appetito» dico io.
«Grazie» dice lui «è una giornata meravigliosa per andare a pescare, o anche perché accada uno stromenamento temporale e si crei uno spazio di Filler-Gauss oppure che uno si innamora di colpo e se ne accorge il giorno dopo».
«Proprio così» dico io.
«Bene, come ti chiami, ragazzo che non vuole andare mai a scuola?»
«Mi chiamano Lupetto.
«Piccolo lupo del bosco» dice il Dio alzando al cielo un dito sozzo e magnifico «goditi la libertà e un giorno avrai l’onore di uccidere l’imperatore. Hai un pezzo di paneterno?». Continua a leggere “STEFANO BENNI L’orobilogio”

CARLO SCOGNAMIGLIO Prudenza e rigidità del testo costituzionale (Lezioni sulla Costituzione 3)

[MicroMega, 15 novembre 2019]

Tenendo a mente l’esigenza del compromesso, e la volontà di lasciarsi definitivamente alle spalle l’esperienza della dittatura, possiamo dunque comprendere l’impegno, unanime, di disegnare un sistema in tutto opposto al modello fascista, ma altrettanto distante dalla cornice istituzionale che aveva favorito la nascita del fascismo. La governabilità fu sacrificata, a vantaggio di una rassicurante intelaiatura di equilibri e contrappesi, in ragione anche di un’istanza anticomunista: una misura di tutela dei partiti moderati di fronte all’eventualità di una conquista della maggioranza da parte delle formazioni di sinistra. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Prudenza e rigidità del testo costituzionale (Lezioni sulla Costituzione 3)”

Leopardi fulminato sulla via di Tormarancia

[Da La solitudine del satiro, 21 ottobre 2013]

Le fasi del pessimismo leopardiano sono ridiventate tre. La prima è quella del pessimismo soggettivo ed è una fase dell’adolescenza che prevede la presa di coscienza del pessimismo cosmico. Chiedo a Anais dove l’ha letto. Dice: l’ho sempre saputo. La fonte continua a sfuggirmi. Comunque, ribadisco, vi proibisco di schematizzare le fasi del pessimismo.
Tommaso ha detto che quando Leopardi è stato a Roma ne ha tratto un’impressione molto negativa. Sposando di conseguenza il pessimismo nella versione cosmica. Ecco, non è che Leopardi sia stato fulminato sulla via di Damasco.
Ma in do’ sta la via di Damasco? chiede una
Me sa forse dae parti de Tormarancia dice un’altra

Avvocati

Esiste tra noi una classe di persone addestrate fin dalla giovinezza nell’arte di provare con artificiosa prolissità che il bianco è nero e il nero è bianco, a seconda di chi li paga.
Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver

All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare, a noi tocca poi a imbrogliarle.
Dottor Azzeccagarbugli, Promessi sposi, cap. 3

Si sa che gli avvocati hanno strappato a riluttanti giurie trionfanti verdetti di non colpevolezza per i loro clienti anche quando questi clienti, come spesso accade, erano chiaramente e indiscutibilmente innocenti.
Oscar Wilde Continua a leggere “Avvocati”

To everything turn, turn, turn (16)

Quale effetto mai potrà sortire un’ora di «Educazione civica» o di «Educazione alla Cittadinanza attiva», in un contesto così profondamente trasformato e forse anche irrimediabilmente compromesso rispetto alla sopravvivenza della nostra idea di comunità politica e dello Stato costituzionale di diritto è dubbio.
Roberta Calvano, Scuola e Costituzione, tra autonomie e mercato

Le grandi conquiste del Miur nell’era del ministro Fioramonti. Tutti sanno che l’Italia si trova tipo al 72mo posto nell’area Ocse per la spesa a favore dell’istruzione, ci attaccano con statistiche minuziose perché i nostri studenti non capiscono quello che leggono, lo stipendio dei docenti è il più basso d’Europa, e non so cos’altro. Ma c’è un primato di cui possiamo vantarc Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (16)”

MARCELLA RAIOLA L’Invalsi è violenza

I maturandi faranno l’Invalsi, altrimenti non accederanno all’esame. Dovranno fare doppio sforzo: studiare per l’esame e addestrarsi per non cadere nelle trappole dei quiz, per genuflettere la mente pluridimensionale alla logica unidirezionale del test, per capire gli umori dell’algoritmo, come lo schiavo che scruta il padrone per vedere se è calmo o adirato. Faranno uno sforzo irrelato, perché se avranno messo bene o male le crocette, nello stesso tempo concesso ai topi che devono trovare l’uscita dal labirinto, non lo sapranno nemmeno, come noi non sapremo chi e con che criteri “tabulerà” le prove per dirci le cose che sappiamo da sempre, e che in parte sono il marcio frutto dell’aziendalizzazione.
Lo saprà il branco di magnaccia che hanno messo il collare alla Scuola e la fanno prostituire per lucrare sul suo stupro continuo.
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Cane

«Allora» si girò di scatto verso Rocco, «ci racconta qualcosa o chiudiamo qui la riunione?».
Rocco si passò le mani sul viso. Guardò i due inquisitori. «Tre cose: tempo…».
«E quello ne abbiamo quanto ne vuole» disse Baldi.
«Caffè…».
«Faccio portare… la terza cosa?».
«Voglio qui il mio cane».
Antonio Manzini, 7-7-2007

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ROBERTO SAVIANO Io so e ho le prove

da «Gomorra», pp. 234-40

Io so e ho le prove.
Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria.
Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E La verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente.
Io so e ho le prove.
Io so dove le pagine dei manuali d’economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti. Continua a leggere “ROBERTO SAVIANO Io so e ho le prove”