A time to dance, a time to mourn

Il ministro Fioramonti ha mantenuto la parola. Aveva detto: «Troviamo i 3 miliardi per scuola e università, altrimenti mi dimetto». Le sue dimissioni sono state accolte di buon grado dal governo. Il ministro dell’economia Gualtieri ha detto: «Si voleva mettere tre miliardi nella manovra per scuola, università e ricerca ma poi si tennero. L’impegno è per la prossima manovra».

To everything turn, turn, turn (18)

Quando pensavo di avere esaurito gli argomenti che il ministro Fioramonti ha trattato da quando è diventato il ministro Fioramonti (To everything turn, turn, turn 17), ecco che ti esce una nuova trovata del ministro Fioramonti. L’educazione finanziaria farà parte dell’Educazione civica. Lo studente, futuro cittadino a tutto tondo, imparerà che il tempo è denaro, che una volta la legge di Bilancio si chiamava Finanziaria, perché spesso le banche fanno crac (solo gli studenti delle ultime classi), che lo Stato quando aiuta le banche lo fa per tutelare i risparmiatori. Ma soprattutto, che il risparampio è l’inizio del guadampio, come insegna l’insegnamento dell’Educazione civica che si dispiega su 33 ore all’anno senza incidere sul monte ore delle discipline e che può contenere in sé una varietà di argomenti pressoché infinita.

Dio

Tremo per il mio Paese, quando penso che Dio è giusto e che la sua giustizia non può restare sopita in eterno.
Thomas Jefferson

Io se fossi Dio farei
quello che voglio non sarei certo permissivo
bastonerei mio figlio
sarei severo e giusto stramaledirei gli Inglesi come mi fu chiesto
e se potessi anche gli africanisti e l’Asia e poi gli Americani e i Russi
bastonerei la militanza come la misticanza Continua a leggere “Dio”

LUIGI PIRANDELLO Il marito di mia moglie

Da «Tutt’e tre» (1913)

Il cavallo e il bue, ho letto una volta in un libro, di cui non ricordo più né il titolo né l’autore, – il cavallo e il bue…
Ma sarà meglio lasciarlo stare, il bue. Citiamo il cavallo soltanto.
Il cavallo, – dunque, – che non sa di dover morire, non ha metafisica. Ma se il cavallo sapesse di dover morire, il problema della morte diventerebbe alla fine, anche per lui, più grave assai di quello della vita.
Trovare il fieno e l’erba è, certo, gravissimo problema. Ma dietro questo problema sorge l’altro: “Perchè mai, dopo aver faticato venti, trenta anni per trovare il fieno e l’erba, dover morire, senza sapere per qual ragione si è vissuto?”. Continua a leggere “LUIGI PIRANDELLO Il marito di mia moglie”

ANTONIO CALABRÒ Gramsci e la cultura classica

[Huffington Post, 25 agosto 2016]

Perché studiare il latino e il greco? E che cultura di base deve dare la scuola, per formare innanzitutto persone, ragazzi e ragazze dotati di cultura e coscienza critica, cittadini? Dibattito antico. E continuamente riproposto, anche sulle questioni chiave della qualità dell’educazione, dell’utilità degli studi, del rapporto tra scuola e lavoro.

Perché studiare il latino e il greco? E che cultura di base deve dare la scuola, per formare innanzitutto persone, ragazzi e ragazze dotati di cultura e coscienza critica, cittadini? Dibattito antico. E continuamente riproposto, anche sulle questioni chiave della qualità dell’educazione, dell’utilità degli studi, del rapporto tra scuola e lavoro. Continua a leggere “ANTONIO CALABRÒ Gramsci e la cultura classica”

To everything turn, turn, turn (17)

Il ministro Fioramonti, da quando si è insediato al ministero dell’Istruzione, ha trattato i seguenti temi: sostenibilità ambientale, educazione civica (uno dentro l’altro), l’esame di stato non è un quiz a premi (di qui l’abolizione delle buste nel colloquio, motivo di stress e fastidio per i candidati, obbligatorietà del tema di storia tra le prove scritte (fatto), risorse per il personale della scuola (da fare), dimissioni nel caso di mancato stanziamento delle risorse per l’istruzione (non rassegnate), bonus per i meritevoli (abolito), cancellazione dell’obbligo dell’Invalsi (è diventato obbligatorio grazie al ministro Fioramonti), riduzione dei precari a massimo 100.000 unità (da fare), concorsi (da fare), docenti che devono fare centinaia di chilometri per insegnare (ha manifestato la propria solidarietà) Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (17)”

Prof, lei sta dalla parte delle guardie? (Faq 3)

Prof, qual è la giustificazione dell’esistenza della religione a prescindere dal bisogno di consolazione?
Prof, ma se cade una saponetta per terra si sporca la saponetta o si pulisce per terra? (dopo un’ora di lezione su La ginestra di Leopardi)
Prof, la carne di elefante si mangia?
Prof, può vedere su giallo zafferano se c’è la ricetta del caciucco?
Prof, Cavour portava gli occhiali tondi o quadrati?
Prof, perché si chiama spedizione dei Mille se erano 1087?
Prof, secondo lei oggi Dante sarebbe favorevole alla cannabis?

A me mi

A me mi e a te ti sono casi particolari di quel fenomeno sintattico (detto dislocazione) che consiste nell’anticipare o posticipare un elemento della frase riprendendolo tramite un pronome. Un fenomeno attestato nell’uso dell’italiano fin dalle sue origini. Qui la ripresa riguarda il pronome personale, usato prima nella forma tonica (me), poi in quella atona (mi). Non si tratta propriamente di un pleonasmo (cioè di una ripetizione inutile), ma di una sottolineatura ottenuta mettendo in evidenza l’elemento che si ritiene più importante.
Vocabolario Treccani

A me mi par di sì: potete domandare nel primo paese che troverete andando a diritta.
Alessandro Manzoni, I promessi sposi

Quella foto lì, a me mi piaceva molto.
Paolo Nori, Spinoza Continua a leggere “A me mi”

GIORGIO MONESTAROLO Buona a nulla. La scuola della riforma Renzi-Giannini

Da Nuvole, 10 giugno 2018]

La “buona scuola”, cioè la legge 107/2015, è stata una delle riforme simbolo della breve, ma assai distruttiva, stagione del renzismo. Doveva essere un chiaro successo: assunzioni, investimenti e innovazioni sembravano ottimi slogan per veicolare la legge, conquistare l’opinione pubblica, consolidare la leadership riformatrice del fiorentino in un settore, dal punto di vista elettorale, cruciale per il pd come la scuola. Invece, essa si è rivelata un boomerang, tanto che lo stesso Renzi nel governo fotocopia Gentiloni, dopo la batosta referendaria del 2016, non volle la Giannini al ministero dell’istruzione sostituendola con Veleria Fedeli, passato di sindacalista Cgil, con missione speciale di recupero consensi fra insegnanti e professori.

Prima di soffermarci sulle criticità della “buona scuola” è forse utile ricordare alcuni mutamenti introdotti che non hanno avuto tanta eco nell’opinione pubblica ma che sono importanti. Continua a leggere “GIORGIO MONESTAROLO Buona a nulla. La scuola della riforma Renzi-Giannini”