Caccia al tesoro

Giorno storico per la scuola italiana. Si apre la caccia. Al tesoro.
Leggo: Per la prima volta dopo decenni di dibattiti parte finalmente un progetto concreto che introduce il merito nel sistema d’istruzione italiano, per valutare e premiare le scuole e i docenti migliori.
Parole che evocano scenari sinistri, specie se a pronunciarle sono certi personaggi: introduce il merito, premiare le scuole, docenti migliori.
Ma voglio far finta per un giorno che questa sia una cosa bella.
Che la logica meritocratica spinga tutti a fare meglio. Il pensiero del premio. L’ambizione di essere considerato il migliore. Vedere i propri alunni che migliorano il proprio livello di apprendimento. Per far guadagnare soldi alla propria scuola o per arricchire i propri insegnanti, in modo del tutto disinteressato.
Che la scuola sia un locus amoenus, dove insegnanti di serie A e B possono convivere nello stesso istituto come una comunità della conoscenza. Scuole virtuose e scuole viziose nello stesso quartiere. Promozione e rerocessione. Continua a leggere “Caccia al tesoro”

Cerchio e botte 

A proposito della puntata di Report del 19 aprile 2009
Anche Report è diventato un programma cerchio e botte, o forse lo è sempre stato. Mi riferisco alla puntata del 19 aprile: un colpo alla Gelmini, ridicolizzata nei siparietti con la giornalista, un colpo agli insegnanti e alla scuola in genere. Non dico che mi aspettavo un programma anti Gelmini, sarebbe bastata un’informazione corretta. Ad esempio non inquinata da luoghi comuni facili da spendere come la valutazione degli insegnanti (da parte dei dirigenti), le strutture fatiscenti, i progetti truffaldini, gli immancabili assenteisti, gli sprechi del sistema. Tutte cose vere, certo, tra tante altrettanto vere. O forse anche di più.

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Numeri al lotto

Alla signora Margherita (Stella Gelmini), quando andava a scuola, hanno insegnato che bisogna sempre dire la verità. Non importa se è solo una parte della verità. Esempio: il tempo pieno sarà mantenuto. Sì, ma nei limiti delle risorse disponibili, tagliate del 30 per cento. Questo magari non lo dice. Si limita a scriverlo nella circolare, che poi noi la leggiamo e la commentiamo nei corridoi della scuola, ma fuori nessuno ci crede, anzi ci dicono tutti che il tempo pieno è stato salvato. Cioè la circolare la scrive un altro, un funzionario del dicastero su consiglio di un altro ministro più alto. E poi a lei dicono che deve dire: il tempo pieno sarà mantenuto. Continua a leggere “Numeri al lotto”

Dunque Veltroni, meglio quando sta zitto

Dunque Veltroni, meglio quando sta zitto. Dal 1° settembre al giorno di Natale nessun intervento del segretario del pd ha inciso in qualsiasi modo sull’opera del signor Giulio e della signora Margherita. Poteva, questa è un’altra storia. Vale la pena ricordare. Che il pd non ha un programma sulla scuola. In campagna elettorale aveva un programmino mingherlino che faceva ridere i polli articolato in tre punti: test per insegnanti e alunni e palestre nuove. E dopo l’ha messo via. E ha adottato la politica di valutare caso per caso quello che propone il governo e dire: questo sì può fare questo non si può fare. È molto più comodo. Si può fare quasi tutto, peraltro. Nessuna difesa della scuola, tanto meno pubblica, delle risorse. Tuttavia, al momento giusto, nel posto giusto, il pd c’è sempre. Dice quello che i suoi elettori si aspettano che dica un partito che si definisce democratico nell’era dei Berlusconi. Cioè quasi niente. E molto di più evita di dire. Continua a leggere “Dunque Veltroni, meglio quando sta zitto”

La logica del cocomero

Analisi delle bozze (clandestine) di riordino dei licei

Si chiamano bozze clandestine. Io l’ho trovate su diesse.org grazie a una soffiata di ReteScuole. Il presidente della repubblica emana un regolamento dei licei e uno dei tecnici con alcuni elementi molto contraddittori. Mi limito ad alcune osservazioni su classico, scientifico, linguistico e liceo cosiddetto delle scienze umane.
0) Secondo Tuttoscuola, rivista filoberlusconiana, le bozze saranno portate al prossimo consiglio dei ministri. Fa parte della strategia di saltare gli ostacoli e scongiurare il probabile rinvio delle novità (per non dover scrivere riforma) a cui corrispondono lo spostamento dei termini per le iscrizioni e certi bisbigliamenti su un acquazzone che sta per sciacquarci di nuovo proprio ora che molti credevano stesse tornando un po’ di sereno (i pareri di Camera e Senato, il salvataggio del tempo pieno ecc.). Continua a leggere “La logica del cocomero”

…anziché cercare lavoro altrove? (nel turismo)

prologo
MSG al Sole-24 Ore «Sono disposta ad avere un po’ di insegnanti in meno, ma più preparati e meglio pagati. In concreto, credo che in questo Paese, soprattutto per quanto riguarda la competenza di tipo umanistico, artistica e storica, ci sia anche la possibilità di creare nuove figure professionali. Non dico che dobbiamo lasciare la gente a casa, ma distribuiamo le risorse dove servono. Mi piacerebbe parlarne col sottosegretario al Turismo perché una parte di queste persone potrebbe avere un’opportunità di lavoro in un contesto di rilancio del sistema Paese».  Continua a leggere “…anziché cercare lavoro altrove? (nel turismo)”

Salto nel buio (con un contributo di LIVIA TESTA)

I

Spero che non dovrò annotare quanto segue in una rubrichetta dal titolo ipse dixerat ovvero le ultime parole famose. Il giorno è il 13 marzo corrente anno. La trasmissione è Otto e mezzo. Il personaggio che parla è Fioroni, ministro della pubblica istruzione. Incalzato dalla solita solfa degli esuberanti insegnanti malpagati – malpagati perché esuberanti, risponde con un discorso imparaticcio ma efficace: il problema è che nella scuola si risparmiano risorse fin dal 1990, la scuola è il comparto che da vent’anni
succhia di meno. Tagliare gli insegnanti non è la soluzione perché è vero che in Italia sono tanti, sì, ma sono tanti perché permettono l’integrazione del disabile e la sopravvivenza delle scuole di montagna.

Il copione si è ripetuto due ore dopo nel rinomato salotto di Bruno Vespa. Quello che piace tanto al Fausto Bertinotti presidenziale. E che non schifano neppure i Pecorario Scanio e i Diliberto. Continua a leggere “Salto nel buio (con un contributo di LIVIA TESTA)”

Il lungo autunno dei precari (romani)

Riflessioni in margine al primo giorno di scuola nel Lazio

C’è scritto autunno e non estate: il lungo autunno dei precari – romani e non so quali altri – che sta per cominciare, insieme alle nuove serie televisive e agli addobbi natalizi. Ma non è un divertissement. E nemmeno un palliativo. Intanto l’estate è finita, e questo è un fatto.

E l’estate è stata quante altre mai fastidiosa. Qualcuno prima o poi dovrà mettere mano alle carte del CSA di Roma, alla montagna di reclami che i molti supplenti hanno inoltrato durante il bel mezzo del mese di agosto. Dia un’occhiata alle date, se può anche al luogo da cui sono stati faxati. Ah, i precari vanno in villeggiatura? Buono a sapersi.

Comunque va tutto bene. Continua a leggere “Il lungo autunno dei precari (romani)”

Il dramma dei precari blue

Il primo stupido sono io. Pretendevo di farmi l’iscrizione elettronica, alla posta. Ho scaricato i moduli on line, ho ricevuto il telegramma, ho immesso i codici. Poi qualcosa, da qualche parte, è andato storto. La stampante inceppata sul blu (“deve essere blu” gracchiava la signora allo sportello. Mi sembra di sentirla: “Se l’originale è blu, deve essere blu”), la chiave incastrata nella toppa, i cd sputacchiati uno dopo l’altro dal masterizzatore, i codici che non corrispondevano, neppure dopo, quando, finalmente ispirata, la stampante mi ha partorito tre paginette di un blu pallido pallido. Ma gli uffici intanto erano chiusi. Un segno, chiaramente. Continua a leggere “Il dramma dei precari blue”

Riflessioni a margine di “Ballarò”

Il centro-sinistra a caccia di ombrelli – e i sindacati confederali, in primis la cgil – farebbe bene, invece che invocare l’unità di tutti gli uomini di buona volontà contro i “nostri avversari”, così dando ragione ai Bonaiuti di turno che l’unica vera unità del centro-sinistra è nell’anti-berlusconismo (e hanno ragione), a studiare a fondo i problemi della scuola.

Per la discussione, due o tre banali elementi:

– la signora Melandri, che ha iscritto i propri figli ad una costosa scuola privata, non è la persona più adatta a difendere la scuola pubblica in una trasmissione televisiva. Continua a leggere “Riflessioni a margine di “Ballarò””