I computer non mangiano i bambini

Ho fatto gli esami di stato “conclusivi” nella sezione “speciale” che si trova dentro il carcere di Rebibbia. Mi ha colpito – a tal punto che ho chiesto l’autorizzazione a riciclarla per gli usi che potessero derivarne, e questo è uno – la dichiarazione di un detenuto a proposito del suo rifiuto di imparare l’inglese: l’inglese è la lingua della globalizzazione. Se fossi stato libero sarei andato a Seattle a manifestare. Giusto. Ma forse, senza sapere l’inglese, avresti avuto non poche difficoltà a capire e farti capire. Continua a leggere “I computer non mangiano i bambini”

La condizione precaria nella scuola, le sue manifestazioni e alcuni possibili rimedi

Bell’argomento. Me l’avessero proposto quando ero scolaro, anziché insegnante precario, avrei pensato ai muri della scuola, alle strutture fatiscenti, ai laboratori dove pioveva dentro – ci piove ancora. Poi avrei pensato a quei supplenti che si autodefinivano precari. Che assimilavi alla precarietà generale.

E oggi sono anch’io precario. A tutti gli effetti anche se nelle graduatorie permanenti, quelle che hanno fatto – dicono – per tenere a bada i precari, non ci sono. Non c’ero neppure tra gli ammessi all’orale nella mia classe di concorso. Eppure ogni mattina me ne vado in una scuola dove insegno, il pomeriggio ne frequento una dove mi accomodo in un banco e ascolto delle lezioni e la sera ho ancora la testa che mi ronza dell’una e dell’altra, e di tutte le voci che ho sentito, di quelle che ho raccolto volontariamente e di quelle che mi sono cadute addosso. Continua a leggere “La condizione precaria nella scuola, le sue manifestazioni e alcuni possibili rimedi”

Il mio primo sit-in ad agosto

Svolgo alcune riflessioni che non sono particolarmente “corrette”. Antefatto: lunedì un po’ di gente (nell’ordine dei trenta o quaranta) al provveditorato agli studi di Roma decideva, dopo la novità che i risultati del concorso di abilitazione non sarebbero stati affissi, di proclamare un sit-in davanti al ministero della pubblica istruzione per questa mattina alle 10.30. Il comitato ha già un nome – Comicon – e uno slogan – abilitati o dimenticati? La “piattaforma” non sembra molto differente da quella a suo tempo ipotizzata dai precarissimi. Ma intervengono una serie di problemi e non tutti possono essere attribuiti al clima – un caldo bestiale su quella scalinata – o al fatto che molti sono in ferie – ma ci sono. Al sit-in partecipano infatti dodici persone. Continua a leggere “Il mio primo sit-in ad agosto”