Lasciamoli lavorare (15)

Improvvisa variazione sul tema crocifisso-educazione civica. Matteo Salvini vuole reintrodurre (quando è stato abolito?) il grembiule a scuola: «Almeno alle scuole elementari rimettere il grembiule farebbe bene ai bambini ed eviterebbe simboli di diversità» La domanda è: di che colore il grembiule? La collega Pescarolo suggerisce: rosso, è naturale.

Il m5s ha presentato una proposta di legge in commissione cultura per ridurre il numero di alunni per classe e cancellare le famose classi pollaio a partire dal 2020. Luigi Gallo sostiene che per attuare questa «battaglia di civiltà» verranno stanziati nel 2019 poco più di 400 milioni di euro. Il gatto con gli stivali esiste.

Dalla teoria alla prassi. Per debellare la piaga dell’assenteismo nella scuola un decreto già approvato dal Senato (Concretezza) estende al personale della scuola (compresi i dirigenti) il rilevamento dei dati biometrici. È finita la pacchia anche per i furbetti della scuola: telecamere che scrutano in ogni angolo, cani che abbaiano, tornelli con detector di impronte digitali e iride. Il collega Bentivoglio osserva che per rilevare la presenza di un insegnante in classe basta prendere l’impronta del culo sulla sedia.

Ultima ma non ultima ora. Insieme alle materie dell’esame filtrano informazioni sulle prove che lasciano sgomenti. Il colloquio, per esempio, sarà incentrato su un domandone. I candidati dovranno scegliere busta numero uno busta numero due busta numero tre e leggeranno una traccia, un input. «La commissione partirà proponendo agli studenti di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti, problemi che saranno, appunto, l’avvio del colloquio».

È il governo del cambiamento, bellezze. L’importante è cambiare. Il progetto prevede l’abolizione delle conoscenze in favore di alcune non definite conoscenze: parlare di qualcosa, in modo fluido, fare citazioni (il più possibile ampie). Insomma: fare bella figura in pubblico, dimostrare di essere un buon manager di se stessi. Il ministro ha annunciato la novità in una diretta facebook concludendo con una metafora sportiva: andiamo a meta. Ma dove? Tutto questo è spaventoso dice Silvia Ballestra.

 

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