Lasciamoli lavorare (5)

Premessa: il nuovo esame di Stato è regolato dal decreto 62 del 2017, nel quadro delle deleghe alla 107. Quindi è stato il PD. Il governo del cambiamento si è solo limitato a passarlo. Probabilmente il ministro non l’ha nemmeno letto. Qualcuno ha scritto cosa doveva dire.

Una novità importante è che il nuovo esame, finalmente, sarà aderente ai programmi scolastici: «Prosegue il lavoro di accompagnamento verso il nuovo Esame – ha detto il ministro Marco Bussetti -. Il Miur, anche alla luce delle nuove regole, lavorerà affinché le tracce siano davvero corrispondenti con quanto fatto dai ragazzi durante il percorso di studi, fornendo apposite indicazioni agli esperti che dovranno produrre i testi».

Ma soprattutto, griglie uguali per tutti. Tutte le prove sono predisposte dal ministero, le griglie sono allegate. Manca poco che forniscano anche le domande da fare nel colloquio («Le indicazioni complete sul colloquio saranno fornite nel decreto con le discipline scelte per la seconda prova, che sarà emanato a gennaio»). L’invalsi è sempre dietro l’angolo. Per esempio, la seconda prova per i classici, traduzione e quesiti (per ora a risposta aperta) di comprensione del testo. Oggettività.

Vedo se riesco a sfogliare queste fantastiche griglie. Sulla pagina del ministero dedicata all’Esame di Stato c’è scritto che le prove sono tre. Grazie a Educazione&scuola scopro che il documento del ministero sulla prima prova è stato trasmesso con dm del 26 novembre 2018. Ma non è una griglia. Si tratta piuttosto di istruzioni per costruire una griglia. Dividere la valutazione in due parti, 60 per le indicazioni generali. 40 per la tipologia specifica. Gli indicatori sono quelli che usano tutti da sempre, in ogni ordine di scuola: ideazione, pianificazione e organizzazione del testo; coesione e coerenza testuale; ricchezza lessicale ecc. Hanno chiamato, e pagato profumatamente, degli esperti per stendere un compitino.

Sorpresa: «Nel corso del colloquio, il candidato esporrà, con una breve relazione o un elaborato multimediale, le esperienze di Alternanza Scuola-Lavoro svolte», Un collega suggerisce un modello standard di relazione dove si dice: siccome l’alternanza era facoltativa io non l’ho svolta. Se c’è l’accompagnamento musicale potrebbe anche essere definito elaborato multimediale. Altrimenti portatevi una chitarra e cantategliela.

Last but not least: «Il colloquio accerterà anche le conoscenze e le competenze maturate nell’ambito delle attività di Cittadinanza e Costituzione». Quando cominciano queste attività?

Per saperne di più: Maturità 2019, ecco come saranno le prove: il Miur sceglie la trasparenza con griglie di valutazione nazionali

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