Tribalismo

Resta la domanda: che fare?

Ritorniamo da capo. Si sarà notato che tutti gli elementi del tribalismo stanno anzitutto nel «substrato» delle azioni e dei convincimenti sociali. Da lì occorre procedere. A chi pretende di parlare a nome degli «italiani» e della loro «identità», si opponga il dissenso; a chi esalta la forza, si oppongano il rispetto e la mitezza; a chi burocratizza la scuola e l’università per trasformarle in avviamento professionale, si oppongano i diritti della cultura; alle illegalità, si reagisca senza timore con la denuncia; alla cultura della discriminazione e della violenza, si contrappongano iniziative di solidarietà. Agli ignoranti che usano la vuota e spesso oscena neo-lingua, si chieda: ma che cosa dici mai, come parli? eccetera, eccetera. Fino al limite della resistenza ai soprusi e della disobbedienza civile che, in casi estremi, come ha insegnato don Milani, sono virtù.

Gustavo Zagrebelsky

FABIO GEDA In famiglia

[Da «Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari»]

La famiglia abitava fuori Torino, in una casa isolata, oltre le colline. Sceso dalla macchina — Danila era venuta a prenderci alla fermata di un autobus — sono stato circondato da tre cani, che tra tutti gli animali è forse il mio preferito, e ho pensato: Qui mi sa che andiamo d’accordo.

Marco era il padre, e di lui, anche se è un padre, posso pronunciare il nome, non come del mio, che ho chiamato solo padre. Danila era la madre, e anche di lei, e dei figli, Matteo e Francesco, mi sento di dire i nomi. Non sono nomi che mi fanno stare male, anzi. Continua a leggere “FABIO GEDA In famiglia”