Acqua

Se l’acqua è facilmente disponibile nessuno ci si arricchisce, ma se è controllata da aziende private i proprietari di queste aziende si arricchiscono. Di conseguenza, dal punto di vista tecnico esiste più ricchezza in una società dove si paga per l’acqua, poiché l’acqua liberamente disponibile non è conteggiata come ricchezza.
Slavoi Zizek

Vorrei essere come l’acqua
che si lascia andare,
che scivola su tutto,
che si fa assorbire,
che supera ogni ostacolo
finché non raggiunge il mare
e lì si ferma a meditare
per scegliere
se esser ghiaccio o vapore,
se fermarsi o
se ricominciare…
Eugenio Finardi, La canzone dell’acqua Continua a leggere “Acqua”

ROBERTO CALOGIURI Quanto costa corrompere un prof? (secondo il listino ministeriale)

[ilfriuliveneziagiulia, 5 novembre 2017]

Trieste – Quanto costa corrompere un insegnante? Quanto occorre ungere un professore per influenzare voti e giudizi o per manovrare promozioni?

Viene da rispondere nulla, considerato che ultimamente gli insegnanti vengono presi a cestinate in faccia, botte, sputi e contumeliePer il  loro status sociale, sembra che non sia necessario lusingarli con bustarelle per chiedere e ottenere condiscendenza e docilità.

Ma nel caso a qualcuno saltasse in mente di offrire o ricevere una mazzetta in cambio di un favore, il nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici, successivo alla normativa anticorruzione, è molto chiaro nel calmierare i prezzi. Continua a leggere “ROBERTO CALOGIURI Quanto costa corrompere un prof? (secondo il listino ministeriale)”

Pallone

Ma quanto pensi che ancora possiamo continuare a giocare, eh? due tre anni e dopo? dopo che facciamo? Noi non sappiamo fare un cazzo Antò sappiamo solo giocare a pallone e fino a che giochiamo a pallone dobbiamo cercare di raccattare quanti più soldi è possibile.

da L’uomo in più di Paolo Sorrentino

FILIPPO GRENDENE La razionalità dell’Alternanza

[La letteratura e noi, 2 aprile 2018]

L’appello per una scuola pubblica, redatto e fatto girare da otto docenti qualche mese fa, ha una serie di pregi di non poco conto. Innanzitutto, riesce a porre in evidenza le intersezioni, in modo semplice ma non semplicistico, fra i punti chiave delle riforme e le tendenze ideologiche che, a partire dalla strategia di Lisbona (obiettivo per il capitalismo europeo: «diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo»[i]) orientano le direzioni di sviluppo della scuola. Inoltre, a partire da questo, considera complessivamente l’arco ventennale degli sviluppi scolastici: in prospettiva, la 107 è solo l’ultimo tassello di un cambiamento di lunga durata. Continua a leggere “FILIPPO GRENDENE La razionalità dell’Alternanza”

Vitalizi

I vitalizi, leggo, hanno i giorni contati. E, aboliti i vitalizi, risorgerà la democrazia l’occupazione crescerà, lo stato sociale rifiorirà, i diritti conculcati saranno ripristinati, la devastazione della scuola pubblica sarà arrestata, dagli alberi pioverà zucchero filato e miele. E un giorno qualcuno dirà, i vitalizi, non era che un inizio, ce n’était qu’un début.

FRANCESCA COIN Chi aiuta chi? L’Alternanza-Scuola-Lavoro e la grande farsa delle politiche sull’occupazione in Italia

[Effimera, 2 ottobre 2017]

«Piccoli snob radical-chic», è questa la formula usata dal segretario generale della Fim-Cisl Marco Bentivogli per definire gli studenti scesi in piazza contro l’Alternanza Scuola-Lavoro. Ne avessimo sentito l’esigenza, potremmo affiancare a questa definizione un’altra perla, quella di Giancarlo Loquenzi, giornalista di Radio 1, che ci ha tenuto a precisare che gli studenti impiegati nell’alternanza non sono «schiavi delle aziende», ma più semplicemente persone da aiutare in quanto “non in grado» anche semplicemente di «arrivare puntuali, […] comprendere la struttura gerarchica dell’ufficio, fare un caffè come si deve, ricordarsi il giorno dopo delle cose che gli erano state dette il giorno prima». Continua a leggere “FRANCESCA COIN Chi aiuta chi? L’Alternanza-Scuola-Lavoro e la grande farsa delle politiche sull’occupazione in Italia”

Grammar nazi

I quattro più grandi romanzieri di tutti i tempi – Tolstoj, Balzac, Dostoevskij e Dickens – scrivevano nelle rispettive lingue in modo estremamente trascurato; Dickens non si prendeva neppure la briga di rispettare le regole grammaticali di base.
William Somerset Maugham

La denominazione grammar nazi identifica le persone che, soprattutto in rete, esibiscono in modo pedante e plateale la loro intolleranza verso chiunque commetta errori di grammatica, e soprattutto di ortografia.

Marina Beltramo, Ortografia, in Le Olimpiadi di italiano, a cura di Ugo Cardinale, Paolo Corbucci, Massimo Fagotto

Consultazioni

Vedendo questi giovani esponenti del PD che vanno a dire a Mattarella che loro dopo i danni che hanno fatto vogliono rimanere all’opposizione, non posso fare a meno di ripensare a quei giorni da maggio a luglio del 2015 quando di fronte a manifestazioni e presidi quasi giornalieri dei docenti contro la buona scuola il PD faceva approvare la 107 a colpi di fiducia, strozzando con un maxiemendamento il dibattito in commissione e in aula. E l’unica risposta pubblica di un rifiuto organico renziano era l’invito a picchiare gli insegnanti che manifestavano per le vie del centro.

Ma forse sarebbe divertente rileggere le biografie politiche di Orfini, Delrio, Marcucci e Martina per vedere se hanno mai smentito le uscite di Rondolino su insegnanti da picchiare, insegnanti meridionali che non sanno parlare la lingua italiana ecc.

FRANCESCO MELE Alternanza scuola-lavoro: insegnare a chinare il capo

Uno studente di Carpi si permette di scrivere un post critico nel suo profilo Fb sulla sua esperienza di Alternanza Scuola Lavoro.

Apriti cielo!

La sua scuola decide di punire il suo comportamento dandogli un 6 in condotta, per insegnargli a stare al mondo e per piegare ogni sua resistenza.

Il preside della sua scuola, intervistato dalla stampa, spiega molto bene lo spirito dell’alternanza scuola lavoro … che il grande Edoardo Bennato aveva già stigmatizzato in una delle sue “canzonette”.

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