Un genio assoluto

[La solitudine del satiro, 20 aprile 2012]

Una collega intrattiene una conversazione con me su Facebook. Parliamo di un’altra collega. Lei ne parla male in realtà, ma io non la difendo. A un certo punto si raccomanda di non riferire all’interessata le battute precedenti su di lei, tra cui una dove dice: «sta rovinando la sezione tal dei tali insieme a quell’altro coso». Poi modera: «non è male, solo è un po’ moscia». Io trascrivo tutta la conversazione nel mio diario, chi ne ha uno in genere lo fa con tanto di nomi e cognomi. Un giorno questo diario diventa pubblico e la collega di cui si parla male lo legge. Facebook ha infranto il sottile diaframma tra verba volant e scripta manent. Continua a leggere “Un genio assoluto”

Propaganda

Rientrano nella p. alcune forme di comunicazione pubblica istituzionalizzata come l’attività di pubbliche relazioni di organi governativi, grandi imprese e altre istituzioni, le campagne politiche, le campagne di pubblica informazione. Assai più forte che nell’antichità (che pure non la ignorava), la necessità della p. si è affermata in tempi recenti, in relazione con la sempre maggiore partecipazione delle masse e con il riconoscimento dell’opinione pubblica come forza agente nella storia.
Vocabolario Treccani

Ogni propaganda è efficace solo in quanto si accorda con le aspirazioni profonde delle masse. La propaganda che riscuote maggior successo non è quella che dispone di mezzi maggiori, ma quella che sa meglio adattarsi alle tendenze delle masse.
Piero Melograni, Saggio sui potenti Continua a leggere “Propaganda”

RAFFAELE IOSA Bertagna/Moratti: ovvero tra Erode e Iva Zanicchi

[Educazione&Scuola, 16 dicembre 2001]

Non si inganni il lettore: la proposta Bertagna non è il frutto perverso di un unico pedagogista, visto che ha già lo smacco di 5 dei colleghi della commissione dissociati da un documento pur fatto (si diceva) insieme. Troppo reazionario e perfino rancoroso il documento Bertagna per non pensare che, ancora nascosto, non vi sia il “vero documento”, più morbido, che il ministro lancerà come segno dell’arte di mediazione.
Ma l’anima culturale di questo documento è molto chiara, il fatto solo di portarlo agli Stati Generali di Foligno è una “prova di forza”, poi la mediazione cercherà di spostare il più a destra possibile la filosofia della scuola, pur concedendo pezzettini a tutti di consolazione (per esempio sul tempo scuola e gli organici). Continua a leggere “RAFFAELE IOSA Bertagna/Moratti: ovvero tra Erode e Iva Zanicchi”

VINICIO CAPOSSELA Ovunque proteggi

Non dormo ho gli occhi aperti per te,
guardo fuori e guardo intorno
come è gonfia la strada
polvere e vento nel viale del ritorno…

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l’angolo del cielo
dove è scritto il tuo nome,
dove è scritto nel ferro…

Nel cerchio d un anello…
dove ancora mi innamoro
e mi fa sospirare così…
adesso e per quando tornerà l’incanto Continua a leggere “VINICIO CAPOSSELA Ovunque proteggi”

SALVATORE SETTIS Salviamo il latino, la lingua più parlata del mondo

[da «la Repubblica», 10 agosto 2016]

Senza contare le numerose lingue minori (come il ladino). Poco meno dei “parlanti cinese”, che però si suddividono anch’essi in numerose lingue diverse, non sempre mutuamente intellegibili se parlate, ma unificate concettualmente da una scrittura ideografica che non rispecchia direttamente la pronuncia. E il latino ha una presenza capillare anche fuori dell’ambito propriamente romanzo: in inglese (terza lingua materna più parlata al mondo, con 350 milioni) il 58% del lessico deriva dal latino o da lingue neolatine, specialmente francese. Lo stesso è vero di tutte le lingue europee, dal tedesco al russo: forse nessuna lingua più del latino ha mostrato forza di penetrazione e tendenza a radicarsi in sistemi linguistici di altra origine. Continua a leggere “SALVATORE SETTIS Salviamo il latino, la lingua più parlata del mondo”

Le domande per il compito di storia

[La solitudine del satiro, 20 marzo 2012]

1) Che fine ha fatto Vercingetorige?
2) Con chi aveva fatto i buffi Cesare?
3) Dove si incontrano Cesare Crasso e Pompeo per firmare il primo triumvirato?
4) Cosa fanno dopo
5) Traduci la seguente frase: «veni vidi vici» (un punto per ogni errore)
6) Che numero è uscito ai dadi quando Cesare dice alea iacta est?
7) In che piazza di Roma rimane la curia dove Cesare è stato pugnalato?
8) Di che squadra era Cesare, della Roma o della Lazio? Continua a leggere “Le domande per il compito di storia”

LUCIA OLINI – CRISTINA NESI Le tipologie A e B all’esame di stato

[La scuola e noi, 27 gennaio 2020]

Sintesi degli interventi di Lucia Olini e Cristina Nesi alla Fiera Didacta Italia (Firenze, 9 ottobre 2019; panel ADI SD «La prima prova nel contesto del nuovo esame di Stato MIUR»)

LUCIA OLINI – Riflessioni a margine della tipologia A

Oggi siamo inondati dalla scrittura, ma le nuove tecnologie, usate compulsivamente, potrebbero deformarne la funzione, esaltando la velocità di esecuzione a scapito della complessità della riflessione.

Affrontare il problema dell’apprendimento della scrittura oggi, alla ricerca di tecniche efficaci per favorire buone pratiche, implica perciò ripensare la lettura e rivalutare l’approccio cognitivista che fa della scrittura un’attività di produzione di senso. Continua a leggere “LUCIA OLINI – CRISTINA NESI Le tipologie A e B all’esame di stato”

Folla

Moltitudine di persone addensata in un luogo.
Vocabolario Treccani

I

Ne’ tumulti popolari c’è sempre un certo numero d’uomini che, o per un riscaldamento di passione, o per una persuasione fanatica, o per un disegno scellerato, o per un maledetto gusto del soqquadro, fanno di tutto per ispinger le cose al peggio; propongono o promovono i più spietati consigli, soffian nel fuoco ogni volta che principia a illanguidire: non è mai troppo per costoro; non vorrebbero che il tumulto avesse né fine né misura. Ma per contrappeso, c’è sempre anche un certo numero d’altri uomini che, con pari ardore e con insistenza pari, s’adoprano per produr l’effetto contrario Continua a leggere “Folla”

ANGELO MINCUZZI Disuguaglianze, in 26 posseggono le ricchezze di 3,8 miliardi di persone

[Il sole-24 ore, 21 gennaio 2019]

A dieci anni dall’inizio della crisi finanziaria i miliardari sono più ricchi che mai e la ricchezza è sempre più concentrata in poche mani. L’anno scorso soltanto 26 individui possedevano la ricchezza di 3,8 miliardi di persone, la metà più povera della popolazione mondiale. Nel 2017 queste fortune erano concentrate nelle mani di 46 individui e nel 2016 nelle tasche di 61 miliardari. Il trend è netto e sembra inarrestabile. Una situazione che tocca soltanto i paesi in via di sviluppo? No, perché anche in Italia la tendenza all’aumento della concentrazione delle ricchezze è chiara.
GUARDA IL VIDEO. Davos: ecco i rischi del 2019

A metà 2018 il 20% più ricco tra gli italiani possedeva circa il 72% dell’intera ricchezza nazionale. Continua a leggere “ANGELO MINCUZZI Disuguaglianze, in 26 posseggono le ricchezze di 3,8 miliardi di persone”

Autosuggestione

[La solitudine del satiro, 25 novembre 2011]

Assemblea straordinaria in aula magna con studenti e prof circa 300 presenti più un numero imprecisato di spettatori sul balcone del secondo piano.

Come da circolare ogni volta che c’è un’assemblea si fa presente che qualora lo studente chieda di utilizzare la magna aula essa non può contenere al più di 120 studenti. E qualcuno è seduto sul parapetto con vista lungotevere.

Proteste e proposte.

Una prof va e chiede qual è il motivo alla base di un’eventuale occupazione. Non avrà alcuna risposta. Continua a leggere “Autosuggestione”