DAVIDE BORRELLI Dire qualcosa di sociologico sulla valutazione

[Roars, 28 gennaio 2020]

Il post contiene il testo dell’intervento di Davide Borrelli alla sessione «La valutazione: Sociologia e Ingegneria Gestionale». XII Congresso Nazionale AIS Sociologia in dialogo. Algoritmo, cervello, valutazione, Napoli, 23-25 gennaio 2020

Oggi non parlerò degli effetti perversi, delle devastanti conseguenze sistemiche, o delle grottesche falle metodologiche (ma perfino logiche) del dispositivo di valutazione premiale dell’università.

Del resto, una disputa tecnica tende a fare il gioco del dispositivo perché, risucchiata all’interno del suo codice, rischia di stemperare ogni radicalità, cioè di non aggredire le radici del problema. Continua a leggere “DAVIDE BORRELLI Dire qualcosa di sociologico sulla valutazione”

Calcio

È uno scandalo, il terzino ha messo a terra il centravanti
entusiasmo tra le folle per un dribbling fulminante
un inchino alla moviola, il Padre Nostro è sul rigore
e alla fine tutti pronti per andare in processione.
Modena City Ramblers, Santa Maria del Pallone

Stregone: Il gioco che vi libera dalle tensioni… detto del calcio – pallone – football… sfoga, scarica, non fa pensare! Vi sentite oppressi in una società ingiusta, sfruttati, umiliati, sfottuti, truffati? perché buttarvi a capofitto nella lotta? ribellarvi, col rischio di farvi bastonare? di finire in questura o peggio all’obitorio? ma prendetevela con l’arbitro!
Coro (urlando): Arbitro cornuto. Venduto! Ladro!
Stregone: Oh come si sta meglio dopo… intontiti… felici… senza voce.
Dario Fo, Grande pantomima

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PINK FLOYD Un altro mattone nel muro (Another Brick in the Wall)

[da «The Wall», traduzione di Legendary Cover]

I

Papà è volato attraverso l’oceano
Lasciando solo un ricordo
Un’istantanea nell’album di famiglia
Papà cos’altro mi hai lasciato?
Papà, cosa lasceresti alle spalle per me!?!
Tutto sommato era solo un mattone nel muro.
Tutto sommato erano tutti solo mattoni nel muro. Continua a leggere “PINK FLOYD Un altro mattone nel muro (Another Brick in the Wall)”

CARLO SCOGNAMIGLIO L’articolo 1 tra liberalismo e democrazia (Lezioni sulla Costituzione 4)

[da Micromega, 2 dicembre 2019]

Secondo l’attuale formulazione dell’articolo 1, “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Ma nel progetto originario la formula era diversa: “L’Italia è una Repubblica democratica. La Repubblica italiana ha per fondamento il lavoro e la partecipazione effettiva di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. La sovranità emana dal popolo ed è esercitata nelle forme e nei limiti della Costituzione e delle leggi”.

Se la sovranità “emana”, scherzava il liberale e monarchico Lucifero, “c’è il rischio che non torni indietro” Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO L’articolo 1 tra liberalismo e democrazia (Lezioni sulla Costituzione 4)”

Another hero, another mindless crime

Una prof di una scuola media di Firenze (della periferia) snocciola una serie di scemenze su Liliana Segre. Dice che non sopporta Liliana Segre, che cerca solo pubblicità (ma anche: guardatevi da questi personaggi). Dice che suo nonno è stato in campo di concentramento ma non è andato a dirlo a tutti. Dice che però non sono nazista o antisemita. I reati contestati: apologia, negazionismo, vilipendio della memoria dei campi di sterminio. Probabilmente incitamento all’odio razziale. Possibili sanzioni. Non è solo uno scivolone lessicale. Non può insegnare. La ministra Azzolina si aspetta che il gesto venga verificato e valutato con la massima attenzione. Tutto giusto. Ma. Continua a leggere “Another hero, another mindless crime”

Operaio

Operaio: L’operaio conosce trecento parole, il padrone mille…
Tutti: …Per questo lui è il padrone?
Dario Fo, L’operaio conosce 300 parole il padrone 1000 per questo lui è il padrone

Ogni centro industriale e commerciale dell’Inghilterra possiede ora una classe lavoratrice divisa in due campi ostili, i proletari inglesi e i proletari irlandesi […]. L’operaio inglese comune odia l’operaio irlandese in quanto concorrente che abbassa il proprio livello di vita […]. Ha pregiudizi religiosi, sociali e nazionali nei confronti dell’operaio irlandese. Continua a leggere “Operaio”

PETER FREEMAN La parola d’ordine è: performance

La storia dell’Istituto Comprensivo di via Trionfale e del modo in cui questa scuola si presenta al pubblico è esemplare. Ma le ragioni per cui questa vicenda è esemplare sono omesse dai resoconti giornalistici e relativi commenti dei principali quotidiani italiani. Provo a riassumerle.

1. Da anni la nostra scuola pubblica è stata ridotta a un prodotto commerciale. Le «presentazioni» sui siti web e gli «open day» durante i quali ogni istituto cerca di attrarre nuove iscrizioni – spesso attraverso descrizioni delle proprie attività in buona parte non corrispondenti al vero e comunque infiocchettate – sono parte integrante di questo processo. Chiunque abbia preso parte a un «open day» si è potuto rendere conto di questa cosa. Continua a leggere “PETER FREEMAN La parola d’ordine è: performance”

Drink (un altro)

«Le strategie certe volte funzionano» dissi. «Certe altre, invece, quello che funziona è rimestare nel calderone… se si  duri abbastanza da sopravvivere, e capaci di tenere gli occhi aperti per vedere quello che si deve vedere al momento giusto».
«Qui ci vuole un altro drink» concluse Dinah Brand.

Dashiell Hammett, Raccolto rosso

LUISA MIRONE Il latino alle Crociate

[La scuola e noi, 18 novembre 2019]

Renitenti al latino

Eccoli qui. Ventotto tra allieve e allievi di prima liceo scientifico. Ho appena congedato una quinta classe e inizia con loro un altro ciclo; a volte una storia d’amore. Il problema sarà farli innamorare di quello che insegno: perché io insegno (anche) latino. Impopolare quasi quanto il confratello greco (lo sanno bene i colleghi dei licei classici, uniti in rete come da nuovissimo epos); inutile quanto e più della già inutilissima letteratura di qualsiasi epoca e nazionalità.

«Prof, ma se io lo sapevo che alle scienze applicate non c’era latino, non ci venivo al tradizionale…» – mi dice Riccardo dal secondo banco.

«Se tu lo avessi saputo, non ci saresti venuto» – trovo appena la pedante prontezza di mormorare a fior di labbra al secondo giorno di scuola. Continua a leggere “LUISA MIRONE Il latino alle Crociate”