Folla

Moltitudine di persone addensata in un luogo.
Vocabolario Treccani

I lettori dei giornali, gli auditori dei programmi radiofonici, i membri di un partito, anche se non fisicamente riuniti in gruppo, tendono a divenire, dal punto di vista psicologico, una folla, a cadere in uno stato di eccitazione in cui ogni tentativo di ragionamento logico ha il solo effetto di stimolare impulsi bestiali.
Joseph Alois Schumpeter, Capitalismo, socialismo e democrazia

Pier Paolo negli anni dell’università schiacciato sulla porta di un tram della linea 19 allo Scalo San Lorenzo che non riesce a chiudersi e quando ci vede sul marciapiede dice venite c’è posto. Il fiato di migliaia di turisti sudati sul 40 express negli anni del Virgilio. Il fiume di gente che manifesta contro la 107 il 5 maggio 2015. Il concerto dei Sisters of Mercy al Tenax nel 1986. In 5 nella Panda di Giorgio di ritorno dalla casa del popolo di Grassina. La spiaggia di Mondello nell’estate del 1990. Le ore di attesa davanti ai cancelli della Curva Fiesole negli anni ottanta. Il treno da Milano Porta Garibaldi a Bologna la notte tra il 31 luglio e il primo agosto del 1988. Le lezioni di letteratura latina del professor Gamberale alla Sapienza nel 1991 seduti sui davanzali. Le assemblee rock nel cortile del Makia. Un collegio docenti al liceo Pertini di Ladispoli dentro un’aula. Il servizio d’ordine degli studenti dell’Amaldi che cerca di smistare i partecipanti al corso su Faber perché in un’aula c’è troppa gente, gli ultimi giorni di febbraio di quest’anno, una settimana prima che chiudessero le scuole.
Alerino Valerio Palma, post su facebook, 25 aprile 2020

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