Le conversazioni d’Italia sono un ginnasio dove colle offensioni delle parole e dei modi s’impara per una parte e si riceve stimolo dall’altra a far male a’ suoi simili co’ fatti. Nel che è riposto l’esizio (rovina, ndr) e l’infelicità sociale e nazionale. E questa è la somma della pravità e corruzion de’ costumi.
Giacomo Leopardi, Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli italiani Continua a leggere “Corruzione”
Autore: alerinovaleriocom
Sberle
Al muretto ho sentito due tizi che rimpiangevano il tempo in cui gli insegnanti davano sberle agli studenti. E le portavano a casa e mamma e papà gliene davano altre due a testa. Ora, premesso che io questo tempo non me lo ricordo il loro discorso di primo acchito mi è sembrato ridicolo, anacronistico e anche triste. Volevo dirgli che il modello autoritario della scuola è passato da un po’. Anche la famiglia, per dire. Ma questo non è un motivo per cui le sberle dovrebbero darle gli insegnanti. Stavo andando fuori tema. Il tema è che la scuola è sotto schiaffo. La categoria ha subito riforme di tutti i generi. Ogni riforma ha divelto qualcosa di buono che c’era. Renzi ha finito il lavoro. E noi, ogni volta, cercare di adattarci, adattare delle norme assurde, renderle meno assurde. E beccarsi gli insulti. E la faccia di Renzi che tronfio dice gli insegnanti devono tornare al centro. Ma al centro di cosa, di una piazza, di un bersaglio, di un ring?
GIOVANNI CAROSOTTI Il docente di filosofia, un intellettuale organico della Buona Scuola
[Roars, 19 aprile 2018]
Anche solo sfogliando il «documento aperto» del MIUR intitolato Filosofia a scuola oggi, se ne avverte la totale continuità, stilistica e contenutistica, con le proposte precedenti: l’uso strategico della coppia «conservazione\innovazione», per screditare tutti coloro non in linea con la “didattica innovativa”; il riferimento alla «Società della Conoscenza» come condizione epocale che renderebbe inevitabile la «didattica per competenze»; la necessità di riconfigurare radicalmente la professione docente, considerando in qualche modo frenanti le competenze professionali sino a ora acquisite. Il Sillabo della filosofia non intende solo applicare la didattica per competenze alla filosofia, ma giustificare attraverso quest’ultima il quadro teorico alla base dell’intero impianto della Legge 107. Una disciplina messa al servizio della legge, e dell’esecutivo che l’ha prodotta. Ciò che più irrita del testo in esame è la caricatura della figura dell’alunno di cui si dà per scontata la mancanza di curiosità se non sono in gioco attività pratico-ludiche, e la definizione del docente quale «attivatore delle potenzialità dello studente». C’è anche il portfolio filosofico dello studente, con tanto di presunte competenze filosofiche, da testimoniare in uno specifico libretto. Un documento che costituisce un lavoro intellettuale di compiacimento verso le tesi governative e che rappresenta quanto di più ostile possa esserci all’essenza stessa (libera, dialogica, pluralista, etica) della filosofia.
Il «documento aperto» del MIUR intitolato Filosofia a scuola oggi, pubblicato sul sito dell’INDIRE inaugura un nuovo percorso verso l’attuazione effettiva della Legge 107.
Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Il docente di filosofia, un intellettuale organico della Buona Scuola”
Convergenze
Il contrattino di Di Maio per fare un governo con la Lega o il PD (uno vale uno) è stato scritto dal prof. Giacinto Della Cananea. Non so chi sia. Un leguleio di Tor Vergata. La prima cosa che ho fatto è stata andare a vedere se si chiede l’abolizione della #buonascuola (anche di altre leggi, si capisce). Non ho trovato niente. Allora cerco le corrispondenze con la parola «scuola». Siccome il documento è in pdf me le devo cercare a mano. Ovvero devo leggere tutta la pappardella. Cultura.
Nel primo documento allegato si parla delle divergenze tra le forze politiche. La scuola non è tra le divergenze. Continua a leggere “Convergenze”
Partito politico
Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
Costituzione della Repubblica Italiana, art. 49
Un partito politico è una macchina per fabbricare passione collettiva.
Il fine primo e, in ultima analisi, l’unico fine di qualsiasi partito politico è la sua propria crescita, e questo senza alcun limite […]. Ogni partito è totalitario in nuce e nelle aspirazioni.
L’espressione dottrina di un partito politico non può mai, per la natura delle cose, avere alcun significato. È inevitabile che in realtà il partito sia esso stesso il suo proprio fine.
La soppressione dei partiti costituirebbe un bene quasi allo stato puro.
Simone Weil, Manifesto per la soppressione dei partiti politici
Capitolare di Quierzy-sur-Oise (KK 2, cc. 9- 10)
Il Capitolare di Quierzy (o Capitolare di Kiersy) è un testo normativo promulgato il 14 giugno 877 nella città di Quierzy-sur-Oise da Carlo il Calvo che concesse, di fatto, il passaggio per eredità delle cariche feudali maggiori (Wikipedia)
Se sarà morto un conte, il cui figlio sia con noi, nostro figlio, insieme con gli altri nostri fedeli disponga di coloro che furono tra i più familiari e più vicini al defunto, i quali insieme con i ministeriali della stessa contea e col vescovo amministrino la contea fino quando ciò sarà riferito a noi. Se invero avrà un figlio piccolo, questo stesso insieme con i ministeriali della contea e il vescovo, nella cui diocesi si trova, amministri la medesima contea, finché non ce ne giunga notizia. Se invece non avrà figli, nostro figlio, insieme con i rimanenti nostri fedeli, decida chi, insieme con i ministeriali della stessa contea con il vescovo, debba amministrare la stessa contea, finché non arriverà la nostra decisione. Continua a leggere “Capitolare di Quierzy-sur-Oise (KK 2, cc. 9- 10)”
PIETRO CATALDI Encomio della scuola pubblica
[Sinistra in rete, 8 aprile 2015]
Le domande di un pastore
Nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, Leopardi affida alla voce di un pastore nomade le grandi domande sul senso della vita e dell’universo. Solo, sotto il cielo stellato, il pastore tenta di spiegare la condizione umana, il ripetersi dell’esistenza di generazione in generazione, il succedersi dei giorni e delle notti, il susseguirsi delle stagioni; cerca di capire il perché del dolore e di quell’inquietudine angosciosa definita dalle parole “tedio” e “fastidio”, un’inquietudine che è infine tutt’uno proprio con il bisogno di senso. La spiegazione è tentata dapprima guardando la vita dal punto di vista della luna, dall’alto, e poi guardandola invece dal punto di vista delle pecore, dal basso. Continua a leggere “PIETRO CATALDI Encomio della scuola pubblica”
STUDENTI GENITORI INSEGNANTI CONTRO L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO L’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento
[No alternanza, 9 aprile 2018]
All’attenzione di studenti, genitori, personale docente e ATA, dirigenti scolastici del liceo classico «Vittorio Emanuele II», Napoli e dell’ITIS «Leonardo da Vinci«, Carpi
Ai volontari, ai lavoratori, ai responsabili del Fondo Ambiente Italiano (FAI)
Oggetto: l’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento!
Cerchiamo di capirci qualcosa.
Una domenica mattina gli studenti e le studentesse di una classe di Napoli, durante le ore di alternanza scuola-lavoro, hanno scelto di denunciare lo sfruttamento subito. Continua a leggere “STUDENTI GENITORI INSEGNANTI CONTRO L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO L’alternanza scuola-lavoro è sfruttamento”
Acqua
Se l’acqua è facilmente disponibile nessuno ci si arricchisce, ma se è controllata da aziende private i proprietari di queste aziende si arricchiscono. Di conseguenza, dal punto di vista tecnico esiste più ricchezza in una società dove si paga per l’acqua, poiché l’acqua liberamente disponibile non è conteggiata come ricchezza.
Slavoi Zizek
Vorrei essere come l’acqua
che si lascia andare,
che scivola su tutto,
che si fa assorbire,
che supera ogni ostacolo
finché non raggiunge il mare
e lì si ferma a meditare
per scegliere
se esser ghiaccio o vapore,
se fermarsi o
se ricominciare…
Eugenio Finardi, La canzone dell’acqua
ROBERTO CALOGIURI Quanto costa corrompere un prof? (secondo il listino ministeriale)
[ilfriuliveneziagiulia, 5 novembre 2017]
Trieste – Quanto costa corrompere un insegnante? Quanto occorre ungere un professore per influenzare voti e giudizi o per manovrare promozioni?
Viene da rispondere nulla, considerato che ultimamente gli insegnanti vengono presi a cestinate in faccia, botte, sputi e contumelie. Per il loro status sociale, sembra che non sia necessario lusingarli con bustarelle per chiedere e ottenere condiscendenza e docilità.
Ma nel caso a qualcuno saltasse in mente di offrire o ricevere una mazzetta in cambio di un favore, il nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici, successivo alla normativa anticorruzione, è molto chiaro nel calmierare i prezzi. Continua a leggere “ROBERTO CALOGIURI Quanto costa corrompere un prof? (secondo il listino ministeriale)”