Società dell’informazione

la tecnologia è certamente una parte fondamentale di come nei prossimi mesi e anni si proteggerà la salute pubblica. La domanda, tuttavia, è: tale tecnologia sarà soggetta alla disciplina della democrazia e del controllo o sarà lanciata nel bel mezzo della frenesia dello stato di eccezione, senza lasciare il tempo per un dibattito sulle questioni cruciali che modelleranno la nostra vita per i decenni a venire? Per esempio, se stiamo effettivamente constatando quanto sia importante la connettività digitale in tempi di crisi. le reti e i nostri dati devono davvero stare nelle mani di attori privati quali Google, Amazon e Apple? Se il pubblico sborsa notevoli risorse per buona parte della connettività, non dovrebbe anche possedere e controllare le reti e i dati? Se Internet è essenziale nella nostra vita, come chiaramente è, non dovrebbe essere considerato alla stregua degli altri servizi pubblici e non avere scopi di lucro?
Naomi Klein, La dottrina dello shock pandemico, «L’Espresso», 7 giugno 2020

Leggi anche:
Nicholas Carr, Il potere delle macchine, «Internazionale», 25 luglio 2014
Marcelo Rinesi, Le aziende non resisteranno alla tentazione di usare software che mentono, Ieet, 30 ottobre 2015
Federico Rampini, Ribellatevi ai re digitali, intervista con Franklin Foer , «Repubblica Robinson», 26 agosto 2018
Guido Barbujani, L’uomo postumano, «Repubblica Robinson», 26 agosto 2018
Fahrad Manjoo, La corsa sfrenata a mettere internet in tutte le cose, «Internazionale», 16 ottobre 2018
Zoltan Istvan, La cultura del chip sottopelle, «Internazionale», 31 maggio 2019
Naomi Klein, Screen New Deal, InfoAut, 20 giugno 2020
Marco Guastavigna, Democrazia (etero)diretta,  Nuovo Pavone Risorse, 24 giugno 2020