STEFANO BENNI L’orobilogio

da «Saltatempo»

«Questa è vita» dice il Dio stirandosi, e con lo sguardo divino individua un fungo prataiolo, e sì che lì non è zona, lo coglie e se lo pappa metà lui e metà il cane.
«Buon appetito» dico io.
«Grazie» dice lui «è una giornata meravigliosa per andare a pescare, o anche perché accada uno stromenamento temporale e si crei uno spazio di Filler-Gauss oppure che uno si innamora di colpo e se ne accorge il giorno dopo».
«Proprio così» dico io.
«Bene, come ti chiami, ragazzo che non vuole andare mai a scuola?»
«Mi chiamano Lupetto.
«Piccolo lupo del bosco» dice il Dio alzando al cielo un dito sozzo e magnifico «goditi la libertà e un giorno avrai l’onore di uccidere l’imperatore. Hai un pezzo di paneterno?». Continua a leggere “STEFANO BENNI L’orobilogio”

CARLO SCOGNAMIGLIO Prudenza e rigidità del testo costituzionale (Lezioni sulla Costituzione 3)

[MicroMega, 15 novembre 2019]

Tenendo a mente l’esigenza del compromesso, e la volontà di lasciarsi definitivamente alle spalle l’esperienza della dittatura, possiamo dunque comprendere l’impegno, unanime, di disegnare un sistema in tutto opposto al modello fascista, ma altrettanto distante dalla cornice istituzionale che aveva favorito la nascita del fascismo. La governabilità fu sacrificata, a vantaggio di una rassicurante intelaiatura di equilibri e contrappesi, in ragione anche di un’istanza anticomunista: una misura di tutela dei partiti moderati di fronte all’eventualità di una conquista della maggioranza da parte delle formazioni di sinistra. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Prudenza e rigidità del testo costituzionale (Lezioni sulla Costituzione 3)”

Leopardi fulminato sulla via di Tormarancia

[Da La solitudine del satiro, 21 ottobre 2013]

Le fasi del pessimismo leopardiano sono ridiventate tre. La prima è quella del pessimismo soggettivo ed è una fase dell’adolescenza che prevede la presa di coscienza del pessimismo cosmico. Chiedo a Anais dove l’ha letto. Dice: l’ho sempre saputo. La fonte continua a sfuggirmi. Comunque, ribadisco, vi proibisco di schematizzare le fasi del pessimismo.
Tommaso ha detto che quando Leopardi è stato a Roma ne ha tratto un’impressione molto negativa. Sposando di conseguenza il pessimismo nella versione cosmica. Ecco, non è che Leopardi sia stato fulminato sulla via di Damasco.
Ma in do’ sta la via di Damasco? chiede una
Me sa forse dae parti de Tormarancia dice un’altra

Avvocati

Esiste tra noi una classe di persone addestrate fin dalla giovinezza nell’arte di provare con artificiosa prolissità che il bianco è nero e il nero è bianco, a seconda di chi li paga.
Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver

All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare, a noi tocca poi a imbrogliarle.
Dottor Azzeccagarbugli, Promessi sposi, cap. 3

Si sa che gli avvocati hanno strappato a riluttanti giurie trionfanti verdetti di non colpevolezza per i loro clienti anche quando questi clienti, come spesso accade, erano chiaramente e indiscutibilmente innocenti.
Oscar Wilde Continua a leggere “Avvocati”

To everything turn, turn, turn (16)

Quale effetto mai potrà sortire un’ora di «Educazione civica» o di «Educazione alla Cittadinanza attiva», in un contesto così profondamente trasformato e forse anche irrimediabilmente compromesso rispetto alla sopravvivenza della nostra idea di comunità politica e dello Stato costituzionale di diritto è dubbio.
Roberta Calvano, Scuola e Costituzione, tra autonomie e mercato

Le grandi conquiste del Miur nell’era del ministro Fioramonti. Tutti sanno che l’Italia si trova tipo al 72mo posto nell’area Ocse per la spesa a favore dell’istruzione, ci attaccano con statistiche minuziose perché i nostri studenti non capiscono quello che leggono, lo stipendio dei docenti è il più basso d’Europa, e non so cos’altro. Ma c’è un primato di cui possiamo vantarc Continua a leggere “To everything turn, turn, turn (16)”

MARCELLA RAIOLA L’Invalsi è violenza

I maturandi faranno l’Invalsi, altrimenti non accederanno all’esame. Dovranno fare doppio sforzo: studiare per l’esame e addestrarsi per non cadere nelle trappole dei quiz, per genuflettere la mente pluridimensionale alla logica unidirezionale del test, per capire gli umori dell’algoritmo, come lo schiavo che scruta il padrone per vedere se è calmo o adirato. Faranno uno sforzo irrelato, perché se avranno messo bene o male le crocette, nello stesso tempo concesso ai topi che devono trovare l’uscita dal labirinto, non lo sapranno nemmeno, come noi non sapremo chi e con che criteri “tabulerà” le prove per dirci le cose che sappiamo da sempre, e che in parte sono il marcio frutto dell’aziendalizzazione.
Lo saprà il branco di magnaccia che hanno messo il collare alla Scuola e la fanno prostituire per lucrare sul suo stupro continuo.
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Cane

«Allora» si girò di scatto verso Rocco, «ci racconta qualcosa o chiudiamo qui la riunione?».
Rocco si passò le mani sul viso. Guardò i due inquisitori. «Tre cose: tempo…».
«E quello ne abbiamo quanto ne vuole» disse Baldi.
«Caffè…».
«Faccio portare… la terza cosa?».
«Voglio qui il mio cane».
Antonio Manzini, 7-7-2007

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ROBERTO SAVIANO Io so e ho le prove

da «Gomorra», pp. 234-40

Io so e ho le prove.
Io so come hanno origine le economie e dove prendono l’odore. L’odore dell’affermazione e della vittoria.
Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E La verità della parola non fa prigionieri perché tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente.
Io so e ho le prove.
Io so dove le pagine dei manuali d’economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti. Continua a leggere “ROBERTO SAVIANO Io so e ho le prove”

FABRIZIO DE ANGELIS Latino a scuola, perché farlo studiare agli studenti

[Tecnica della scuola, 30 maggio 2018]

Il latino è una lingua morta? Falso. È una lingua che può solo portare benefici agli alunni a scuola, perché può aiutarli nella storia, nella logica e consente di avere un bagaglio culturale che nel tempo tornerà inevitabilmente utile.

Sono diversi in questi anni i personaggi del mondo delle istituzioni e della cultura che chiedono di non abbandonare lo studio di latino (e del greco) a scuola. Anche il cantautore Roberto Vecchioni, che di professioni fa pure l’insegnante, ha detto: studiare latino e greco? È rock!

Studiare il latino per…migliorare l’italiano

Gli insegnanti vogliono insistere sullo studio del latino a scuola anche e soprattutto per aiutare gli studenti ad avere consapevolezza dell’italiano. Continua a leggere “FABRIZIO DE ANGELIS Latino a scuola, perché farlo studiare agli studenti”

To everything turn, turn, turn (15)

Il ministro Fioramonti aveva detto: se le risorse per l’istruzione non aumentano (anche di poco) dimissioni (tranne, da mettere sempre in conto, la possibile caduta del governo). Ora, secondo una fonte autorevole, in due anni, compresa la previsione per il 2020, il ministero dell’istruzione ha subito tagli per tre miliardi e mezzo. A che punto siamo con l’aumento degli stipendi del personale della scuola?