Lascia o raddoppia (i dubbi)

Nel primo comma dall’art. 2 del DM 18 gennaio 2019 si legge:

La commissione propone al candidato, secondo le modalità specificate nei commi seguenti, di analizzare testi, documenti, esperienze, progetti e problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline, nonché la capacità di utilizzare le conoscenze acquisite e metterle in relazione per argomentare in maniera critica e personale, utilizzando anche la lingua straniera.

Analizzare testi o documenti ci arrivo. Progetti un po’ mi sfugge. Ma cosa vuol dire, in concreto, analizzare esperienze e problemi? Che tipo di materiale deve inserire la commissione nelle buste? Fotografie, dvd, un link a You Tube, una mappa, un puzzle, degli indovinelli?

Facciamo conto che sia un modo di dire e andiamo avanti. Ci sono i materiali e c’è la domanda, che con tutta probabilità dice partendo da vai a passando per arrivi stop (probabile che prima dell’esame ci vengano forniti dei percorsi standardizzati). La domanda prevederà che da un dato punto del percorso a un dato punto il candidato parli in inglese o sarà il commissario di inglese a interrompere il candidato e dirgli: ripetimelo in inglese? E da questa specie di gioco dell’oca la commissione potrà giudicare l’acquisizione di contenuti, nonché la capacità di utilizzare le conoscenze eccetera?

Parte del colloquio è inoltre dedicata alle attività, ai percorsi e ai progetti svolti nell’ambito di «Cittadinanza e Costituzione», inseriti nel curriculum scolastico secondo quanto previsto all’articolo 1 del decreto legge 1 settembre 2008, n.137, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2008, n.169, illustrati nel documento del consiglio di classe e realizzati in coerenza con gli obiettivi del PTOF.

Va benissimo. Lo sapevate che Cittadinanza e Costituzione è obbligatoria. Prima o poi i nodi vengono al pettine. Ma, in buona sostanza, che cosa deve chiedere la commissione?
Sono passato al comma 2.

La commissione cura l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio e il coinvolgimento delle diverse discipline, evitando però una rigida distinzione tra le stesse

Nel comma 1 c’è scritto che il domandone, che per definizione è interdisciplinare, deve verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline. Poi, quando si coinvolgono le discipline, attenzione a evitare una rigida distinzione tra le stesse. Un esame al buio. Non si capisce se è più buio per la commissione o per gli studenti.
Passo al comma 5.

La commissione d’esame dedica un’apposita sessione alla preparazione del colloquio. Nel corso di tale sessione, la commissione provvede per ogni classe, in coerenza con il percorso didattico illustrato nel documento del consiglio di classe, alla predisposizione dei materiali di cui al comma 1 da proporre in numero pari a quello dei candidati da esaminare nella classe/commissione aumentato di due. Il giorno della prova orale il candidato sorteggerà i materiali sulla base dei quali verrà condotto il colloquio. Le modalità di sorteggio saranno previste in modo da evitare la riproposizione degli stessi materiali a diversi candidati.

Il ragionamento è: se la commissione predispone (in una classe putacaso di 25 alunni) 27 domandoni diversi (sottolineo diversi), ogni domandone si presume con un suo proprio materiale, come può succedere che nel corso della stessa giornata venga riproposto lo stesso materiale? Ma se questo passo deve intendersi che la commissione può riciclare il materiale per domandoni diversi (o gli stessi domandoni, purché non nello stesso giorno), quanto tempo ci metteranno gli studenti a capire il gioco? Non vorrei essere mai tra quelli che faranno l’esame per primi.

Leggi l’ordinanza

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