Riassumendo

Il condono è diventato condonino, quota 100 è una fregatura, Mimmo Lucano è stato esiliato, ho dato 9 (il primo di quest’anno) a Stella nonostante l’anno scorso mi abbia dato buca alle Olimpiadi di italiano, la bandiera di Aldro all’Olimpico non è stata fatta entrare (e la Roma ha perso 2 a 0), le leggi razziali vengono emanate un po’ alla volta, adesso è il turno dei negozi etnici che devono chiudere alle 9 perché sono un ritrovo di spacciatori e casinisti. Last but not least, farsi impiantare un chip non è una grande trovata, c’è il rischio, leggo su «The Atlantic», che «le mani su cui è impiantato un chip potrebbero essere tagliate per poter scassinare le abitazioni».

LUISA MIRONE Parlare di scuola. Riflessioni a margine di Ultimo banco di Giovanni Floris

[La letteratura e noi, 8 ottobre 2018]

Insegnanti e superpoteri

«I professori vivono la straordinarietà dello spazio-tempo scolastico senza poter condividere questa fortuna. Loro sanno di essere protagonisti della fase più unica ed eccezionale della nostra vita, ma sanno anche che noi lo capiremo molto tardi e forse mai. (…) E l’importanza della dimensione in cui operano non verrà, quindi, mai riconosciuta davvero. Sono i classici supereroi, insomma. Vivono in incognito la missione più fondamentale e più rischiosa, mascherati da persone qualsiasi». (G. Floris, Ultimo banco, Solferino, 2018, p. 51). Continua a leggere “LUISA MIRONE Parlare di scuola. Riflessioni a margine di Ultimo banco di Giovanni Floris”