Grammar nazi

I quattro più grandi romanzieri di tutti i tempi – Tolstoj, Balzac, Dostoevskij e Dickens – scrivevano nelle rispettive lingue in modo estremamente trascurato; Dickens non si prendeva neppure la briga di rispettare le regole grammaticali di base.
William Somerset Maugham

La denominazione grammar nazi identifica le persone che, soprattutto in rete, esibiscono in modo pedante e plateale la loro intolleranza verso chiunque commetta errori di grammatica, e soprattutto di ortografia.

Marina Beltramo, Ortografia, in Le Olimpiadi di italiano, a cura di Ugo Cardinale, Paolo Corbucci, Massimo Fagotto

Consultazioni

Vedendo questi giovani esponenti del PD che vanno a dire a Mattarella che loro dopo i danni che hanno fatto vogliono rimanere all’opposizione, non posso fare a meno di ripensare a quei giorni da maggio a luglio del 2015 quando di fronte a manifestazioni e presidi quasi giornalieri dei docenti contro la buona scuola il PD faceva approvare la 107 a colpi di fiducia, strozzando con un maxiemendamento il dibattito in commissione e in aula. E l’unica risposta pubblica di un rifiuto organico renziano era l’invito a picchiare gli insegnanti che manifestavano per le vie del centro.

Ma forse sarebbe divertente rileggere le biografie politiche di Orfini, Delrio, Marcucci e Martina per vedere se hanno mai smentito le uscite di Rondolino su insegnanti da picchiare, insegnanti meridionali che non sanno parlare la lingua italiana ecc.

FRANCESCO MELE Alternanza scuola-lavoro: insegnare a chinare il capo

Uno studente di Carpi si permette di scrivere un post critico nel suo profilo Fb sulla sua esperienza di Alternanza Scuola Lavoro.

Apriti cielo!

La sua scuola decide di punire il suo comportamento dandogli un 6 in condotta, per insegnargli a stare al mondo e per piegare ogni sua resistenza.

Il preside della sua scuola, intervistato dalla stampa, spiega molto bene lo spirito dell’alternanza scuola lavoro … che il grande Edoardo Bennato aveva già stigmatizzato in una delle sue “canzonette”.

Continua a leggere “FRANCESCO MELE Alternanza scuola-lavoro: insegnare a chinare il capo”

Biodiversità

[comp. di bio- e diversità]. – In biologia, la coesistenza (misurabile con specifici metodi statistici) di varie specie animali e vegetali in un determinato ecosistema; è detta anche diversità biologica.
Vocabolario Treccani

La biodiversità «è fondamentale non solo per la nostra sopravvivenza, ma anche per la nostra cultura e identità», sottolinea l’Ipbes (Piattaforma intergovernativa tecnico-scientifica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici) […]. Secondo l’Ipbes in Europa la principale causa del declino della biodiversità è il modello agricolo dominante, basato sull’impiego di agenti chimici (insetticidi, erbicidi, fertilizzanti sintetici). In America i principali fattori distruttivi sono le immense monoculture di soia e mais.
Da «Le Monde» Continua a leggere “Biodiversità”

GRUPPO NoINVALSI ROMA Liceo Mamiani: un NO all’Invalsi lungo 8 anni

[Genitore attivo, 24 febbraio 2018]

Gli insegnanti del Liceo Mamiani di Roma stanno impartendo una lezione, oltre che ai loro studenti, anche al Paese, all’INVALSI, ai ministri, ai politici. La stanno dando anche ai tantissimi loro colleghi, ai genitori e cittadini che non riescono a sottrarsi alle angheria delle “somministrazione dei quiz INVALSI”, soprattutto a tutti quelli che si lamentano, mugugnano, vociferano di preferenza nei corridoi delle scuole anziché alle riunioni dei Collegi dei Docenti.
Continua a leggere “GRUPPO NoINVALSI ROMA Liceo Mamiani: un NO all’Invalsi lungo 8 anni”

Globalizzazione (e disuguaglianze)

La globalizzazione viene in generale presentata come un fenomeno governato da cause «oggettive», intrinseche alla dinamica del sistema economico. In realtà si tratta di un lucido disegno politico volto a distruggere i rapporti di forza del proletariato americano ed europeo attraverso l’arruolamento di sterminate masse di neo-salariati a basso costo nei paesi in via di sviluppo.
Carlo Formenti, La variante populista

Continua a leggere “Globalizzazione (e disuguaglianze)”

GIANLUCA BRIGUGLIA Invece studiare

[Il Post, 31 gennaio 2018]

Esistono alcune naturali forme di invidia tra generazioni (o istinto a mettere sotto tutela), che si esprimono soprattutto in determinati momenti. Una di queste si manifesta in modo evidente quando una generazione più vecchia invita la generazione più giovane a non studiare, a lasciar perdere i libri, cercando di convincerla che sia tempo perso e che non serva a nulla.
Continua a leggere “GIANLUCA BRIGUGLIA Invece studiare”

Bene e male, al di là del

Le grandi epoche della nostra vita si hanno quando noi abbiamo il coraggio di ribattezzare il nostro male come quel che abbiamo di meglio.
Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male

Quelli che non potevano aiutare, facevan coraggio con gli urli; ma nello stesso tempo, con lo star lì a pigiare, impicciavan di più il lavoro già impicciato dalla gara disordinata de’ lavoranti: giacché, per grazia del cielo, accade talvolta anche nel male quella cosa troppo frequente nel bene, che i fautori più più ardenti divengano un impedimento.
Alessandro Manzoni, I promessi sposi, cap. XIII

Continua a leggere “Bene e male, al di là del”

MARCO MAGNI Il molitore di lenti (Che senso ha l’alternanza scuola-lavoro?)

Minima et moralia, 20 novembre 2017

Baruch Spinoza poté mantenersi dopo la sua espulsione dalla Sinagoga di Amsterdam grazie al fatto che era richiesto a tutti i membri della comunità di avere un mestiere manuale per le mani. Lui – che frequentava la scuola rabbinica, riservata ad un’élite – era anche divenuto “molitore di lenti”, ovvero ottico, e fu un ottico-filosofo per tutta la vita. Eugenio Finardi, in una sua canzone poco nota, dal titolo per l’appunto “Scuola”, dice più o meno la stessa cosa: “Perciò va’ pure a scuola per non far scoppiar casino / studia la matematica, ma comprati il violino / impara a lavorare il legno o ad aggiustare ciò che si rompe / che non si sa mai nella vita un talento serve sempre”. Continua a leggere “MARCO MAGNI Il molitore di lenti (Che senso ha l’alternanza scuola-lavoro?)”

Razza umana

I

Il concetto di razza nella specie umana non ha ottenuto alcun consenso dal punto di vista scientifico, e non è probabilmente destinato ad averne, poiché la variazione esistente nella specie umana è graduale. Si potrebbe obiettare che gli stereotipi razziali hanno una certa consistenza, tale da permettere anche all’uomo comune di classificare gli individui. Tuttavia gli stereotipi più diffusi, tutti basati sul colore della pelle, sul colore e l’aspetto dei capelli e sui tratti facciali, riflettono differenze superficiali che non sono confermate da analisi più appropriate fatte su caratteri genetici (molto più attendibili); l’origine di tali differenze è relativamente recente ed è dovuta soprattutto all’effetto del clima e forse della selezione sessuale. Un’analisi statistica Continua a leggere “Razza umana”