Razza umana

I

La parola razza è tornata a farsi sentire. Una parola carica di storia, e perciò non innocente. Si può parlare di specie. E in effetti esiste la specie umana, ma come ha spiegato bene Darwin, deriva tutta da un gruppo di africani vissuto 200.000 anni fa. In quanto al colore nero, deriva da una difesa della pelle contro la forza del sole. Una semplice questione di melanina. La scoperta del Dna oltre tutto ha chiarito molte cose. Se esistessero le razze umane, infatti,ci sarebbe un Dna degli Ebrei, un Dna del popolo zingaro, un altro dei cosiddetti Ariani bianchi e uno dei neri africani. Ma così non è. Tutti gli esseri umani sono dotati dello stesso tipo di Dna. Non esistono razze in senso biologico. Esistono differenze, e moltissime, ma sono storiche, geografiche, culturali, economiche, filosofiche, religiose. Qualsiasi persona informata lo sa. Sembrerebbe tutto chiaro, ma purtroppo non lo è. La ragione e la consapevolezza storica non sembrano guidare chi cerca soluzioni ai suoi problemi.

Ma la cosa più grave è che coloro che dovrebbero guidare gli umiliati e offesi, accantonano anche loro la ragione per soffiare sul fuoco di un legittimo ma spesso cieco scontento. Affidati a noi che siamo i migliori e sappiamo risolvere i problemi. E come? chiedono gli umiliati e offesi. Chiudendoci nella nostra bella casa, prendendo un fucile per sparare a chiunque si avvicini, alzando un bel muro attorno alla città che abitiamo in modo che i barbari e i delinquenti non possano entrare. Ma io a chi vendo le patate che coltivo, chiede l’umiliato? Non ti preoccupare, faremo a meno delle patate che non servono a niente. Servono le patate? Il nazismo e di seguito il fascismo hanno inventato l’eugenetica, ovvero il miglioramento sistematico della razza bianca ariana, considerata pura e superiore. L’eugenetica e l’igiene razziale hanno giustificato la soppressione dei deformi e dei pazzi, che sono stati i primi a morire gassati. La razza superiore doveva produrre donne e uomini bianchi di pelle, sani di corpo e di mente. Tutti gli altri erano considerati impuri e perciò potevano essere trattati come inferiori e quindi resi schiavi, gettati via come scarti dell’umanità e se possibile, eliminati. Questa è la storia che si porta dietro la parola RAZZA. E per questo chi ha consapevolezza storica l’ha eliminata. Cerchiamo di non cancellare la memoria che è il motore della nostra coscienza.
Dacia Maraini, La parola “razza” non è innocente, Corriere della Sera, 22 gennaio 2018

II

Lui ha gli occhi e gli zigomi degli antenati iberici, sefarditi, askenaziti, kazari, magiari, uralici, tartari, cosacchi, mongoli. Tutti quelli che non varcarono il gelido stretto di Bering, che non navigarono il mite oceano Pacifico. Ognuno di loro aveva due genitori, quattro nonni, otto bisnonni, sedici, trentadue, sessantaquattro, centoventotto stirpi diverse attorcigliate fra loro e con altre. Razza umana, che viene da dove per ora vengono tutti, oriunda dell’utero, originaria della vagina, uscita di vulva.
Luigi Lollini, La Controfigura

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