SALVATORE PRINZI Lettera di un insegnante precario al ministro Bussetti

Caro Ministro dell’Istruzione Bussetti,
chi ti scrive è un insegnante e ricercatore precario, uno che tutti i giorni si “impegna forte”, come ti piace dire. Ieri sei venuto ad Afragola, dove nelle ultime settimane sono esplose le bombe della camorra, e non abbiamo sentito una parola su quanto la Scuola sia importante nel contrasto alle mafie, o su come lo Stato debba garantire quel primo articolo della Costituzione che parla di lavoro, principale antidoto alle mafie. In compenso hai detto che non c’è bisogno di “investimenti” – che, ti ricordo, non sono un tuo regalo: si tratta di soldi pubblici che noi cittadini versiamo con le tasse – e c’è invece bisogno, secondo te, che ieri sembravi piuttosto Ministro della Padania, che noi primitivi meridionali ci diamo da fare, lavoriamo duro, facciamo sacrifici.

Caro Ministro, sono decenni che facciamo i sacrifici. Sono decenni che quelli che tu dovresti rappresentare – gli insegnanti, i ricercatori – fanno sacrifici Continua a leggere “SALVATORE PRINZI Lettera di un insegnante precario al ministro Bussetti”

Amaldi senza frontiere: il Liceo di Tor Bella Monaca prende parola sui migranti

[Roma Levante, 4 febbraio 2019]

Un’altra settimana di fatica è quasi giunta al termine, venerdì 25 gennaio, quando un gruppetto di professori dell’Istituto d’istruzione superiore Edoardo Amaldi di Tor Bella Monaca innesca un processo interno informale di dibattito sui migranti, che nell’arco di due giorni diviene un appello virale. E oggi, a distanza di una settimana, tutta l’Italia ne parla. Siamo andati al Liceo di Via Parasacchi per incontrare alcuni professori che hanno animato lo “sciopero alla rovescia” per farci spiegare da quali esigenze e riflessioni ha preso le mosse questa iniziativa.

Gli estranei non esistono. Esistono solo versioni di noi stessi: molte non le abbiamo accolte, dalla maggior parte cerchiamo di proteggerci. Perché l’estraneo non è straniero, è lì per caso Continua a leggere “Amaldi senza frontiere: il Liceo di Tor Bella Monaca prende parola sui migranti”

Cellulare (epidermico)

La prossimità col device aumenta inevitabilmente e si pensa di attaccarlo al corpo, tatuandoselo addosso, incorporando il modem, magari alimentandolo con gli zuccheri metabolizzati dal fegato. E da nanotecnologo posso dire che il cellulare epidermico può arrivare entro i prossimi decenni.

Roberto Cingolani

Confronto

Bologna. 60 docenti del Liceo Copernico hanno risposto all’appello del liceo Amaldi di Roma e faranno lezione per spiegare cosa accade sui migranti. Scrivono, tra l’altro: «La considerazione che il Mediterraneo sia tornato a essere una barriera fra civiltà e sia diventato il grande cimitero di chi è senza speranza costringe a ripensare i temi e i motivi della nostra stessa storia. Siamo convinti che in questo contesto non sia possibile per noi docenti far finta di niente e continuare a ignorare nella nostra attività didattica i fatti che si muovono intorno a noi, perché una scuola che non riesce a facilitare la comprensione e la rielaborazione di quello che accade al di fuori non svolge la propria funzione».  L’iniziativa non è piaciuta alla senatrice leghista Lucia Bergonzoni. Dice che vuole insegnare agli insegnanti cosa sta facendo il governo riguardo ai migranti Continua a leggere “Confronto”

LEONARDO SCIASCIA Il lungo viaggio

[da «Il mare colore del vino»]

Era una notte che pareva fatta apposta, un’oscurità cagliata che a muoversi quasi se ne sentiva il peso. E faceva spavento, respiro di quella belva che era il mondo, il suono del mare: un respiro che veniva a spegnersi ai loro piedi.

Stavano, con le loro valige di cartone e i loro fagotti, su un tratto di spiaggia pietrosa, riparata da colline, tra Gela e Licata; vi erano arrivati all’imbrunire, ed erano partiti all’alba dai loro paesi; paesi interni, lontani dal mare, aggrumati nell’arida plaga del feudo. Qualcuno di loro, era la prima volta che vedeva il mare: e il pensiero di dover attraversarlo tutto, da quella deserta spiaggia della Sicilia, di notte, ad un’altra deserta spiaggia dell’America, pure di notte. Perché i patti erano questi

– Io di notte vi imbarco – aveva detto l’uomo Continua a leggere “LEONARDO SCIASCIA Il lungo viaggio”

CONSTANZE REUSCHER Abbandonati in strada senza un’alternativa

[Die Welt, Germania, tradotto da Internazionale 1292, 1 febbraio 2019]

II centro d’accoglienza di Castelnuovo di Porto è stato chiuso all’improvviso. Alcuni ospiti sono stati trasferiti, altri sono rimasti senza un alloggio. Il reportage della Welt

Fa freddo, la temperatura sfiora lo zero, e il vento soffia da nord nella valle attraversata dal Tevere vicino a Roma, quando due uomini e una donna neri si mettono in cammino. La giovane nigeriana, che non vuole dire il suo nome, ha i piedi nudi e indossa delle ciabatte infradito. Ha una giacca a ento leggera e un berretto, presi da un pacco della Caritas. Lei e i suoi amici si incamminano per una strada di campagna trascinando pesanti valigie. Hanno il vento contro. Sono appena stati cacciati dal loro alloggio, il centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto, un comune alle porte di Roma. Continua a leggere “CONSTANZE REUSCHER Abbandonati in strada senza un’alternativa”

Rompere l’indifferenza e la rassegnazione. Non era che un inizio

[Spazio Amaldi, 30 gennaio 2019]

Si ampliano le adesioni all’appello che abbiamo lanciato nei giorni scorsi per rompere il silenzio rispetto alla drammatica violazione dei diritti delle persone migranti nel nostro Paese.
I/le docenti firmatari, solo nel liceo “E.Amaldi”, sono oltre cento e a questi si sono aggiunti i rappresentanti degli/le studenti.
Sono inoltre moltissimi i colleghi e le colleghe di altre scuole che ci stanno contattando per aderire all’iniziativa. L’intero collegio docenti dell’Istituto Isabella D’este di Tivoli e del Liceo Orazio; il dipartimento di Filosofia del liceo Righi, molti insegnanti del Buonarroti di Frascati, del Liceo Benedetto da Norcia, del Liceo Tullio Levi Civita, dell’IC Luca Ghini, del Liceo Morgagni, del Liceo Socrate e di innumerevoli altre scuole romane e di altre città italiane, nonché l’amministrazione del Comune di Latina
Continua a leggere “Rompere l’indifferenza e la rassegnazione. Non era che un inizio”

Frattanto i pesci

Comune di Latina

Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
AI dramma collettivo
Di questo mondo
Che a loro indubbiamente
Doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare.

La dignità della vita è indiscutibile. Stiamo assistendo inermi e in molti casi indifferenti ad un dramma di cui dovremmo tutti rendere conto alle future generazioni Continua a leggere “Frattanto i pesci”

Vietnam

Volevo veder finire il conflitto e la ribellione per poter essere finalmente felice. Perché tutti potessimo essere finalmente felici. Se finiva la ribellione tutti avremo finalmente fatto pace con l’America e saremmo vissuti di nuovo felici e contenti. Io credo nella vita. Non voglio vedere la gente che butta via la vita. E non voglio nemmeno vedere i figli dell’America avvelenati dal senso di colpa. La colpa è un veleno nero. Un tempo me ne stavo seduto in biblioteca e sentivo la colpa nera che mi ridacchiava per le vene. Si stava impossessando di me. Non ero più padrone di me stesso. Era insostenibile. La colpa entrava nelle nostre case attraverso le Tv via cavo. Consumavamo i nostri pasti al bagliore diffuso dall’occhio di vetro di quella bestia rannicchiata nell’angolo più buio. Le buone cose che mandavamo giù finivano in pozze di corrosione. Era innaturale sopportare quella sofferenza.

J. M. Coetzee, Progetto Vietnam, in «Terre al crepuscolo»

ARTHUR CONAN DOYLE Le deduzioni di Sherlock Holmes

Nel caso narrato nel romanzo Uno studio in rosso (1827) Sherlock Holmes è stato chiamato a investigare sull’omicidio di Enoch J. Drebber. Dopo che, grazie alle indagini dell’acuto investigatore, il colpevole, Jefferson Hope, è stato catturato e ha reso piena confessione — si era voluto vendicare dell’ignobile Drebber che, vent’anni prima, gli aveva rapito la fidanzata e, obbligandola a sposarlo, l’aveva fatta morire di dolore — il lettore, cosi come il dottor Watson, non è ancora soddisfatto: in quale modo Sherlock Holmes è riuscito a risolvere l’enigma? I vari indizi devono essere messi in ordine e spiegati ed è quanto si appresta a fare il detective, con quel pizzico di compiacimento che gli è proprio.

Eravamo citati a comparire dinanzi ai magistrati il mercoledì mattina. Ma quando giunse il mercoledì non c’era più bisogno che andassimo a testimoniare. Continua a leggere “ARTHUR CONAN DOYLE Le deduzioni di Sherlock Holmes”