Ricomincio da tre

Maurizio Martina corre per la segreteria parlando di scuola. Non è una buona notizia. Anche Renzi iniziò dicendo la scuola è al centro dei miei pensieri. Sappiamo tutti com’è andata a finire.

Martina vuole ripartire dai docenti. Anche questa non è una buona notizia. Il suo programma si articola in 4 punti: buona formazione, migliore selezione, valutazione adeguata e aumento di stipendio. Si legge: ripristino del FIT triennale abolito dal governo gialloverde, chi ce la fa dopo tre anni di tirocinio (e quanti crediti?) a superare un concorso diventa un docente di ruolo, si fa valutare dal dirigente (e forse anche scegliere, nello stile della Buona Scuola che il buon Martina non mette in discussione), e pertanto viene pagato di più. Continua a leggere “Ricomincio da tre”

Lasciamoli lavorare (13)

Una riforma epocale no. Ma urge cambiare le regole sulla governance della scuola (il testo unico è vecchio di 25 anni. E allora la Costituzione?). Urge «un’opera imponente di semplificazione che porterà a una maggiore chiarezza del quadro normativo». Riassumendo: «Vogliamo dare maggiore efficienza al sistema» (dice il ministro in un’intervista al Messaggero). Esauriti i contentini (ambiti, chiamata diretta, che non costavano niente), smaltiti torroni, panettoni, capitoni, pane e nutella, tartufi dolci e salati (il pandoro no, è senz’anima) il governo del cambiamento è al lavoro per mettere le mani su quello che rimane della scuola pubblica.

Per prima cosa, sia chiaro, è stato il PD Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (13)”

Chi ha rubato la marmellata? (2)

Reazioni inesistenti alla notizia del taglio dei 4 miliardi all’istruzione. Il documento della Cgil sulla legge di bilancio è datato 29 dicembre. Dice: «Per la scuola non ci sono investimenti, ma solo piccoli aggiustamenti con misure a costo zero». Lamenta tra l’altro il taglio di finanziamenti per l’alternanza scuola-lavoro. La Uil produce una scheda dove si complimenta con il governo per il superamento della 107 ma giudica la manovra poco organica (in chiaroscuro, dice). Bussetti, in un discorso del 31 dicembre, molto elegantemente, nega. Continua a leggere “Chi ha rubato la marmellata? (2)”

Chi ha rubato la marmellata?

Da una lettura delle voci riguardanti la scuola nella Legge di Bilancio sembrava trattarsi di poca roba: 20 milioni di qua, 2000 maestri di là, uno zero virgola qualcosa in più per il fondo di istituto. E invece, all’improvviso arriva lo scoop del Corriere della Sera:

Altro capitolo molto pesante nel bilancio pubblico è quello assorbito dall’istruzione scolastica. Che si riduce, a legislazione vigente, di 4 miliardi nel triennio, cioè di circa il 10%. Si passa da 48,3 a 44,4 miliardi nel giro di tre anni, con una riduzione delle risorse sia per l’istruzione primaria (da 29,4 a 27,1 miliardi di euro) che per quella secondaria (da 15,3 a 14,1 miliardi). A determinare la flessione contribuisce in modo decisivo la riduzione dei fondi per gli insegnanti di sostegno, un miliardo nel ciclo primario, 300 milioni in quello secondario. In compenso si spenderà qualcosa in più per l’Istruzione universitaria (da 8,3 a 8,5 miliardi tra il ’19 e il ’21).

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Lasciamoli lavorare (12)

Mentre decido a quale albo professionale iscrivermi, leggo le anticipazioni sulle misure a favore della scuola (o contro, secondo i punti di vista) contenute nella manovra del popolo. L’emendamento che aumentava i finanziamenti alle scuole paritarie non è passato. Le scuole paritarie riceveranno i soliti 500 milioni all’anno. Anche loro continueranno a scaldarsi con la legna che hanno.

L’alternanza scuola lavoro è abolita. O meglio, è stata rinominata Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Il monte ore ridotto in modo drastico (da questo anno scolastico) Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (12)”

Lasciamoli lavorare (11)

Non si vede perché, se così piace al cliente, il ragioniere non possa fare il mestiere del dottor commercialista, il geometra quello dell’agronomo ed il contadino attento e capace quello del diplomato in viticultura ed enologia.
Luigi Einaudi

I condoni andranno di moda. Condono per Ischia, il saldo a stralcio per gli evasori, la sanatoria per 11.500 bancarelle abusive al centro di Roma, e ultimo solo in ordine di tempo, un emendamento alla legge di Bilancio, voluto dal Movimento 5 Stelle, «prevede che chi ha svolto una professione sanitaria per 36 mesi negli ultimi dieci anni, anche non continuativamente e in modo dipendente o autonomo, possa continuare a farlo iscrivendosi entro il 2019 a un albo speciale» (Il Post).

La questione, come al solito, è più complessa di come sembra. Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (11)”

Lasciamoli festeggiare

Riassumo la letterina di auguri di Natale del ministro Bussetti alle scuole.

Oggetto: S. S. Natale 2018. Preghiamo.

Agli studenti, alle famiglie, seguono altri 25 destinatari, tra cui i dirigenti degli ambiti territoriali (aboliti), i dirigenti degli istituti paritari (in allegato un regalo di 150 milioni), i docenti (quart’ultimi), le oo. ss. (ultimo posto).

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Lasciamoli lavorare (10)

L’opinione di Salvini sulla scuola in 5 punti in una conversazione con skuola.net riassunta da scuola informa. Aria fritta, rifritta e riscaldata.

Autogestioni studentesche: è favorevole. Anche lui, come Faraone, a 15 anni ha autogestito: «sì dunque all’autogestione come strumento di espressione, purché non sia accompagnato da atti vandalici». Se cade in questo periodo dell’anno, come spesso succede, si può fare il presepe autogestito.

Sicurezza. Grandi numeri. Trovati 7 miliardi per la manutenzione delle scuole. Di cui 2 milioni e mezzo già spesi per sindaci e presidi in difficoltà. In tema di sicurezza-sicurezza, Salvini vanta il sequestro di 5 kg di droga nelle scuole. Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (10)”

Lasciamoli firmare

Questa settimana tiene banco l’aumento di stipendio dei dirigenti. 540 euro al mese lordi contro i 540 euro in 48 mesi, lordi, dei docenti. Che sono, il va sans dire, indignati. Qualcuno ha scoperto che i sindacati firmano tutto e non tutelano i lavoratori.

Ma pochi hanno notato un documento che è girato in questi giorni in cui i sindacati, gli stessi che firmano tutto, difendono la buona alternanza contro i tagli alle ore e ai fondi ventilato dal governo del cambiamento Continua a leggere “Lasciamoli firmare”

Lasciamoli lavorare (9)

Il decreto semplificazione prevede la revisione degli organi collegiali. Da quel poco che si è capito (leggi qua) la revisione degli organi collegiali, «fermo restando il principio di autonomia scolastica, dovrà definire competenze e responsabilità dei vari organi collegiali della scuola, al fine di superare duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni. Dovranno, infine, essere ridefiniti ruolo, competenze e responsabilità dei dirigenti scolastici, all’interno dei predetti organi». Il governo dice «un altro passo verso lo smantellamento della 107». Strano perché gli organi collegiali sono l’unica cosa che la 107 non ha toccato. Ce stanno, ce fanno, tutt’e due, non so non rispondo. Continua a leggere “Lasciamoli lavorare (9)”