Sovranità alimentare

La sovranità alimentare è la libertà dei singoli territori di scegliere cosa e come coltivare e mangiare, ed è un diritto che rende tutti più forti.
Carlo Petrini, Il gusto dell’impegno, in «MicroMega», 5, 2022

La sovranità alimentare è il diritto dei popoli ad alimenti sani, culturalmente appropriati e prodotti con metodi sostenibili e il loro diritto di definire il proprio sistema agricolo e alimentare.

La sovranità alimentare si presenta come un processo di costruzione di movimenti sociali e di responsabilizzazione dei popoli per organizzare le loro società in modi che trascendono la visione neoliberale di un mondo di merci, mercati e attori economici egoisti. Non esiste una soluzione unica per la miriade di problemi complessi che dobbiamo affrontare nel mondo di oggi. La sovranità alimentare è invece un processo che si adatta alle persone e ai luoghi in cui viene messa in pratica. Sovranità alimentare significa solidarietà, non concorrenza, e costruzione di un mondo più giusto dal basso verso l’alto.

Essa si declina in modelli plurali che permettono a tutte e tutti di beneficiare di produzioni agricole ad una scala sostenibile per le persone e il loro ambiente. La sovranità alimentare mette i bisogni, le aspirazioni e il sostentamento di coloro che producono, distribuiscono e consumano alimenti nel cuore delle politiche e dei sistemi alimentari, piuttosto che le esigenze dei mercati e del business.

La sovranità alimentare dà priorità ad una produzione alimentare locale e di consumo territoriale. Essa dà ad ogni paese il diritto di proteggere i suoi produttori locali da importazioni a basso costo, assicurando che i diritti di utilizzo e gestione di terre, territori, acqua, sementi, bestiame e della biodiversità siano nelle mani di chi produce il cibo e non delle imprese.

Associazione Rurale Italiana

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