Catechismo

«…O fai come tutti, e allora vai bene, o sennò se sei un po’ diverso ti danno addosso mazzate, pure. Mo’ faccio un esempio. Mio padre, buonanima, aveva una sola mano, che l’altra l’aveva persa sul trinciaerba. ‘Mbè, ogni volta che passava a la piazza con i pacchi gli strillavano: “Umbe’ , che ti serve una mano?”, e ridevano. Mio padre non si incazzava mai. Quando poi ha vinto i regionali di filotto, con una mano sola, che nella mancante si era fatto montare una testa a ponte, tutti si so’ stati zitti a porta’ rispetto a patreme. Si’ capite, mo’ ?».«Gli racconto questo fatto a mio cugino?».
«Sì. Secondo me è un bel prologo».
«Che vuoi dire?».
«Gli esempi che raccontava Gesù pe’ fa’ capi’ alla gente le cose difficili».
«Parabola, no prologo» lo corresse Deruta. «Manco il catechismo hai fatto?».
«Due volte, al primo tentativo non ce l’ho fatta».
«Come fa uno a essere bocciato al catechismo?».
«Ho vomitato l’ostia. Lu prete a Mozzagrogna mi voleva fa’ l’esorcismo».

Da Antonio Manzini, Vecchie conoscenze