FRANCESCO GUCCINI Canzone delle domande consuete

Da «Quello che non» (1990)

Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
Come se il tempo per noi non costasse l’uguale
Come se il tempo passato ed il tempo presente
Non avessero stessa amarezza di sale.

Tu non sai le domande, ma non risponderei
Per non strascinare le parole in linguaggio d’azzardo
Eri bella, lo so, e che bella che sei
Dicon tanto un silenzio e uno sguardo.

Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
Quel che sono o sarei, quel che sarò domani
Non parlare non dire più niente se puoi
Lascia farlo ai tuoi occhi alle mani.

Non andare… vai.
Non restare… stai.
Non parlare… parlami di te.

Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse
Trascinate dai giorni come piena di fiume
Tante cose sembrate e credute diverse
Come un prato coperto a bitume.

Rimanere così annaspare nel niente
Custodire i ricordi, carezzare le età
È uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
Del diritto alla felicità

Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perché?
Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
Esser tutto, un momento, ma dentro di te
Aver tutto, ma non il domani.

Non andare… vai.
Non restare… stai.
Non parlare… parlami di te.

E siamo qui, spogli, in questa stagione che unisce
Tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove
Non so dire se nasce un periodo o finisce
Se dal cielo ora piove o non piove

Pronto a dire “buongiorno”, a rispondere “bene”
A sorridere a “salve”, dire anch’io “come va?”
Non c’è vento stasera. Siamo o non siamo assieme?
Fuori c’è ancora una città

Se c’è ancora balliamoci dentro stasera
Con gli amici cantiamo una nuova canzone…
…tanti anni, e sono qui ad aspettar primavera
Tanti anni, ed ancora in pallone

Non andare… vai.
Non restare… stai.
Non parlare… parlami di te.
Non andare… vai.
Non restare… stai.
Non parlare… parlami di noi