RENATA PULEO Dematerializzazioni, algoritmi e profitti

[Roars, 30 ottobre 2020]

Sotto la voce “dematerializzazione” si definisce un complesso di processi di digitalizzazione burocratica. Con l’apparente scopo si semplificazione e trasparenza, i corpi cartacei vengono eliminati, ma con la carta se ne vanno anche i corpi dei lavoratori. Feroce riduzione di organici, smart working e telelavoro che hanno il gran pregio di eliminare la solidarietà fra lavoratori e i conflitti con la controparte padronale pubblica e privata, di incentivare la precarizzazione e il lavoro sottopagato sotto il velo della flessibilità. Se l’algoritmo imbroglia le carte, se crea problemi di mobilità dei docenti, se fa impazzire il sistema di accesso ai dati, se la vasta operazione in atto di smaterializzazione della scuola e di eliminazione dei corpi in presenza si millanta come innovazione, a monte ci sono la mente politica e il suo braccio burocratico. E svariati interessi e profitti.

Il 20 luglio scorso, sulle pagine della cronaca romana del Corriere delle Sera, un piccolo di articolo Continua a leggere “RENATA PULEO Dematerializzazioni, algoritmi e profitti”

Gentilezza

C’è poi la gentilezza, che è senza
spiegazioni, non ha ratio, è istanza
cellulare, è forza pura e disarmata,
si propaga come suono nello spazio.
Non appartiene solamente ai buoni,
è un accadimento di natura, è come
un rancore che si spezza. Non vale
niente, ma riscatta una giornata.

Andrea Bajani, Dimora naturale

Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (3)

Giovedì 29 ottobre 2020

“Ahò, ha chiamato la prof quella che vive in quel paese in Campania. Dice che è zona rossa e i carabinieri non la fanno uscire per venire a lavorare qui da noi. Hanno messo anche le barriere di cemento sulle strade, almeno così riferisce. Se prova a passare le fanno la multa da 400 euro. Preside come la dobbiamo trattare questa assenza?”

“Ma, non lo so. Perché la potremmo considerare in didattica a distanza, se ci si mette. In malattia non davvero. Però se non ha un qualcosa di scritto allora è un’assenza non giustificata. Non so che dire. Ma perché nessuno ci dà indicazioni? Continua a leggere “Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (3)”

MANFREDI ALBERTI – JACOPO ROSATELLI La cattiva retorica dell’insegnante eroe e missionario

[«il manifesto», 21 ottobre 2020]

Il faticoso e incerto avvio dell’anno scolastico sembra per il momento aver favorito l’archiviazione di una parte delle più inconsistenti e pericolose accuse verso il mondo della scuola, mosse da alcuni settori dell’opinione pubblica e del giornalismo di destra. Ci riferiamo ai commenti sprezzanti su una classe docente ritenuta ipertutelata, ipersindacalizzata, precaria per propria colpa, fannullona, analfabeta informatica e perennemente in vacanza. Continua a circolare, tuttavia, una retorica opposta, da cui occorre ugualmente prendere le distanze, che solo apparentemente sembra dare il giusto riconoscimento agli sforzi e all’impegno sin qui messi in campo dalla comunità scolastica (compreso il fondamentale personale ausiliario e amministrativo, troppo spesso dimenticato).

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CARLO SCOGNAMIGLIO Quando il singolo studente è in quarantena

[MicroMega, 21 ottobre 2020]

C’è un mantra che tutti i più recenti documenti ministeriali (restituiti poi in forma di monito dai dirigenti scolastici), ripetono meccanicamente dall’inizio di questa pandemia: l’attività didattica online non può essere una mera trasposizione di quanto si svolge in presenza. Si tratta di un’ovvietà, ma è particolarmente interessante, perché la forza con cui è ribadita risulta inversamente proporzionale al suo rispetto nella vita quotidiana della scuola. La dimensione comunicativa, laboratoriale e la strutturale natura relazionale del processo educativo in presenza, non possono essere riprodotti, se non in modo caricaturale, nella didattica online.

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LUIGI PIRANDELLO Lo strappo nel cielo di carta

[Da Il fu Mattia Pascal, cap. XII]

– La tragedia d’Oreste in un teatrino di marionette! – venne ad annunziarmi il signor Anselmo Paleari. – Marionette automatiche, di nuova invenzione. Stasera, alle ore otto e mezzo, in via dei Prefetti, numero cinquantaquattro. Sarebbe da andarci, signor Meis.
– La trageia d’Oreste?
– Già! D’après Sophocle, dice il manifestino. Sarà l’Elettra. Ora senta un po, che bizzarria mi viene in mente! Se, nel momento culminante, proprio quando la marionetta che rappresenta Oreste è per vendicare la morte del padre sopra Egisto e la madre, si facesse uno strappo nel cielo di carta del teatrino, che avverrebbe? Dica lei.
– Non saprei, – risposi, stringendomi ne le spalle. Continua a leggere “LUIGI PIRANDELLO Lo strappo nel cielo di carta”

PIER PAOLO PASOLINI Il pianto della scavatrice

Da Le ceneri di Gramsci

I

Solo l’amare, solo il conoscere
conta, non l’aver amato,
non l’aver conosciuto. Dà angoscia

il vivere di un consumato
amore. L’anima non cresce più.
Ecco nel calore incantato

della notte che piena quaggiù
tra le curve del fiume e le sopite
visioni della città sparsa di luci,

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Complotto

Un complotto è avvincente. Promette una risposta a problemi minimi come le lampadine illuminate o immensi come la nostra solitudine nell’universo. Ha una logica conclusiva e un effetto rassicurante: postula un mondo dove nulla succede per caso, la morale è evidente, ogni informazione ha un significato straordinario e ogni persona ha libertà d’azione. Fa del complotto un puzzle e di chi lo sostiene un eroe da serie tv.

Ellen Cushing, La mia vita da complottista, «Internazionale», 1376, 18 settembre 2020

Diario di un super-eroe-scolastico-a-scadenza (2)

Venerdì 23 ottobre 2020

Al diavolo la macchina! 5 km, tra andata e ritorno, me li posso fare pure a piedi. Certo, il salitone sarà impegnativo, ma per un super-eroe-scolastico-a-scadenza, nulla è impossibile. Del resto, sarebbe molto più difficile raddrizzare il motore, caduto a metà distruggendo il tubo dell’acqua dell’impianto gpl, un paio di cinghie e il sistema frenante. Cose che capitano, quando un meccanico vicino a te ma sconosciuto nella fama ci mette le mani per riparare un guasto e poi si dimentica di reimbullonare il motore…

L’esca funziona. Un prof: “Oh, grande, ho visto la spilletta… guarda qua” e mi mostra la borsa di tela con la scritta “Umanità Nova”. Bene così, ma non è più attivo, se non nell’ANPI in una certa zona di Roma-Est. 

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FLAVIO MARACCHIA Insegnanti e coronavirus

[Gli opliti di Aristotele, 15 ottobre 2020]

Quando esplose l’allarme del coronavirus infermieri e medici si trovarono in prima fila nella necessità di fronteggiare l’emergenza, spesso con scarsezza di mezzi e la sola forza dell’abnegazione. Giustamente si meritarono l’apprezzamento di tutta una nazione. Adesso tocca ai docenti spendersi con identica generosità e ostinazione, ma la società civile tace, lontana dall’esprimere uguale gratitudine. Gli insegnanti non sono una classe di lavoratori che facilmente si guadagna il consenso.

Nell’opinione comune gli insegnanti continuano a essere identificati come una classe di privilegiati, e magari di pigri. È storia vecchia. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Insegnanti e coronavirus”