GRUPPO NO INVALSI La disumanizzazione dilaga nella scuola

[La scuola delle tre i, 29 ottobre 2019]

Il prof. Settis colpisce ancora. Parla del sistema di valutazione della Ricerca Universitaria, ma il riferimento può essere esteso alla valutazione in campo universitario tutto. Ma se state leggendo questo articolo sul blog Genitore attivo o quello di alerino.blog non avrete dubbi che tutto quanto dice e racconta il professore potrebbe benissimo riferirsi a quello che sta combinando l’INVALSI da venti anni nella scuola tutta.
Ma il ragionamento può estendersi a tutto ciò che avviene quando si intende ricorrere alla Valutazione Quantitativa applicata ai viventi. C’è da aggiungere che la faccenda si aggrava molto se si proclama e si pretende che tale valutazione sia oggettiva. Non parliamo poi del grado di perversione che si raggiunge quando, come fa l’INVALSI, vengono usati test standardizzati.
Vi sembrerà un ossimoro, una contraddizione, ma da venti anni l’INVALSI fa proprio questo. I suoi presidenti, direttori generali e di ricerca menano vanto di produrre una valutazione oggettiva usando prove standard.
Centinaia di volumi, migliaia di pagine, milioni di tabelle, miliardi di dati non ci dicono nulla, non ci parlano degli studenti che apprendono, non ci parlano degli insegnanti che insegnano, non ci parlano dei giovani e dei nostri figli. Ci parlano soltanto del livello di conformismo e di assoggettamento e di asfissia a cui hanno ridotto la scuola, gli studenti, gli insegnanti e il paese tutto.
In realtà documentano solo il livello si insipienza dell’Istituto, dei suoi promotori, fiancheggiatori e dei politici che lo foraggiano con decine di milioni l’anno.
Certo oggi 28 ottobre 2019, senza ricorrere a «fumisterie quantificatrici», possiamo misurare il degrado della scuola da un fatto di cronaca apparentemente lontano dal tema su cui stiamo dibattendo.
In provincia di Pavia una maestra è stata sospesa dal lavoro per un giorno dalla Dirigente Scolastica perché ha denunciato alla Procura della Repubblica, ai Carabinieri, ai servizi sociali comunali, il fatto che una bambina sua alunna era venuta a scuola per mesi con i lividi sulle gambe e alle ginocchia, era diventata silenziosa e rimaneva in un angolo a piangere. Alla maestra aveva detto di essere stata picchiata dal papà.
La maestra più volte aveva relazionato alla Dirigente quanto stava accadendo. Silenzio assoluto. Nessuna risposta: La maestra esasperata ha proceduto alle denunce. La dirigente ha inflitto la sanzione per aver recato discredito alla scuola danneggiandola in questa folle competizione con le altre scuole.
Anche questo è il frutto del clima nefasto che ammorba le scuole e che rientra in questa cornice ideologica – politica di sospetto e controllo. Tutti in colpa, tutti immeritevoli, tutti poco produttivi, tutti controllati da controllori incontrollati. L’Invalsi, l’Anvur, le agenzie di ranking, ecc., un intero esercito di occhiuti algoritmi che osservano e giudicano.
La conseguenza del martellamento meritocratico è che in molti nella scuola questo sistema, che chiamano accountability per l’autonomia, lo vogliono, li rassicura. La perversione del controllato che grida «valutatemi!» (come ben ci racconta il libro di Bénédicte Vidaillet Valutatemi! Il fascino discreto della meritocrazia). Allora, anche la dirigente scolastica che sanziona la maestra ha interiorizzato questa ansia, ossessione, mania, teme «il voto» dei superiori e dei «portatori di interesse» (gli stakeholders, come ormai sono definite le famiglie).
Intanto noi genitori, insegnanti e studenti manifestiamo in tutti i modi possibili la nostra indignazione, dissenso e solidarietà con la maestra che ha semplicemente detto NO! all’omertà mafiosa della dirigente della provincia padana, risultato del conformismo cognitivo e comportamentale imposto dal sistema INVALSI.

Fortunato, Piero e Renata del Gruppo No INVALSI Roma

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