Per fortuna non sono un elettore del PD e quindi non potrò andare a votare alle primarie

A due giorni dalle primarie del PD il candidato Michele Emiliano fa appello alla scuola per ottenere qualche voto. Dice ai docenti che hanno ragione a essere incazzati con il PD. Promette di azzerare la #buonascuola che: 1) non sta né in cielo né in terra, 2) ha mortificato le persone, 3) ha messo in difficoltà le famiglie. La sintesi: «affidare a un algoritmo la vita della gente è stato un errore catastrofico».

E quindi: riscriviamola insieme, poniamo fine a questa «infinita serie di ingiustizie». Dichiara: sono sempre stato dalla vostra parte, ho fatto di tutto per contrastarla («l’ho fatto in epoca non sospetta e sono ancora al vostro fianco»). E quindi il 30 aprile andate a votare per me.

Per fortuna non sono un elettore del PD e quindi non potrò andare a votare alle primarie. E non conosco abbastanza la biografia politica di Emiliano per verificare se è vero che è «l’unica persona che in questi anni non ha mai mollato un minuto ed è rimasta al fianco della scuola pubblica italiana». Tutto può essere.

L’appello tuttavia mi sembra un pochino sbrigativo. Un discorso di due minuti e mezzo a fronte di un’infinita serie di ingiustizie. Dove la #buonascuola, con tutto il suo carico di dolore per le persone (non per i docenti o per gli studenti), è ridotta a un errore: l’algoritmo con cui sono stati gestiti i trasferimenti dei neoassunti. Con i suoi effetti devastanti sulle famiglie, specialmente le famiglie dei trasferiti. I pochi voti di chi vuole fermare Renzi a Emiliano non bastano. Poteva fare meglio.

In ogni caso, algoritmo o non algoritmo, quando Emiliano dice «riscriviamola insieme» non voglio pensare che si riferisca solo al meccanismo che ha generato quelle che (non) si possono chiamare deportazioni, ma a tutta la #buonascuola in blocco, compresa la chiamata diretta, i comitati di valutazione, lo school bonus, l’alternanza scuola lavoro. Ovvero a tutto il dolore che la scuola pubblica ha subito a causa di Renzi e della sua corte di buffoni incompetenti, che Emiliano conosce bene dal momento che sono quasi tutti del suo partito.

Ma quel «riscriviamola insieme» suona in modo veramente sinistro. Intanto, riscriviamola insieme con chi? Con chi va a votare Emiliano nei gazebo, con le famiglie, con i docenti, con chi è sceso in piazza per mesi, con chi raccoglieva le firme ai banchetti per i 4 referendum? (A proposito, Emiliano si è dato da fare in quell’occasione?) Ma soprattutto «riscriviamola insieme» sa di deja vu, già detto, già sentito, masticato, trito, consunto. Ricorda gli slogan del primo Renzi, i dèpliant con cui ha presentato la riforma, la finta consultazione, i vari ammiccamenti. La cultura democratica è tutta lì. In quella salsa rosa.

One thought on “Per fortuna non sono un elettore del PD e quindi non potrò andare a votare alle primarie”

  1. Non è indispensabile essere elettori Pd per poter votare. Ti confesso che ho persino pensato di votare (per Emiliano) solo per scongiurare il pericolo Renzi bis. Ma poi ho letto nello sguardo di mio marito qualcosa come “povera illusa”, quindi ho fatto un passo indietro. Se #labuonascuola non mi ha causato problemi in famiglia, non vorrei rischiare il divorzio per togliere di mezzo Renzi. Oddio, fosse certo al 100% magari rischierei … 🙂

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