ROSSELLA LATEMPA Destrutturare le sinapsi cerebrali, le emozioni e il giudizio su di sé dei docenti: ce lo chiede l’Europeanization dell’istruzione

Roars, 1 dicembre 2017

L’europeanization è quel processo che consiste nella costruzione, diffusione e istituzionalizzazione di regole formali e informali, procedure, paradigmi politici, stili, “modi di fare le cose”, di condividere beni e norme, definiti e consolidati nei processi politici europei e poi incorporati nelle logiche dei discorsi domestici (nazionali e subnazionali), nelle politiche strutturali e pubbliche.

Così C. Radaelli[1] definisce quel processo di progressivo orientamento e “adattamento” delle politiche nazionali da parte delle dinamiche politico-economiche dell’Unione Europea. Oggi si può parlare di un vero e proprio “spazio” europeo dell’educazione, costruito da diversi attori sociali: decisori politici, tecnici, lobbies, accademici, agenzie private, associazioni[2]. Continua a leggere “ROSSELLA LATEMPA Destrutturare le sinapsi cerebrali, le emozioni e il giudizio su di sé dei docenti: ce lo chiede l’Europeanization dell’istruzione”

Consumismo

La tumultuosa spinta al consumismo si è sviluppata come reazione alla fame e alla miseria millenarie dalle quali l’umanità sta appena uscendo.
Piero Melograni, Saggio sui potenti

Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della società dei consumi. Il fascismo proponeva un modello reazionario e monumentale che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli Continua a leggere “Consumismo”

La società della canoscenza 2: le parole sono importanti

Solo l’amare, solo il conoscere
conta, non l’aver amato,
non l’aver conosciuto. Dà angoscia
il vivere di un consumato
amore.
Pier Paolo Pasolini, Il pianto della scavatrice

La conoscenza di cui parla il programma del PD non è la canoscenza, ma è un sapere delimitato, tecnocratico, totalmente asservito. La scelta del titolo non è casuale. Il termine richiama la strategia di Lisbona, il capitale umano, la formazione come risorsa economica. Continua a leggere “La società della canoscenza 2: le parole sono importanti”

Miser Catulle desinas ineptire

Questo test, consistente nella traduzione e nell’analisi di un carme di Catullo, costituisce la verifica finale di una unità didattica su Catullo e i poetae novi. Si compone di tre parti: a) la traduzione e la scansione metrica del carme; b) quesiti a risposta sintetica miranti ad accertare il livello di conoscenza dei problemi più generali della letteratura e della cultura latina; b) quesiti a risposta breve miranti ad accertare la comprensione del testo proposto sia sul piano tematico, in relazione a elementi della poetica di Catullo, sia sul piano stilistico e formale continua a leggere

La società della canoscenza

Ed ecco il programma del PD per la scuola. Ne sentivamo il bisogno.

In campagna elettorale gli investimenti del PD per la scuola nella legislatura appena sciolta sono diventati 4 miliardi. E sono consistiti in tutta l’aria fritta che ha accompagnato la Buona scuola: l’autonomia, l’organico potenziato, le assunzioni, la formazione. L’edilizia scolastica non è contemplata, quella non è conoscenza. Nemmeno il contratto. Forse perché non è ancora tra le 100 cose fatte. Ma non sarebbe più tra quelle da fare. Forse per un residuo pudore a parlare di salari azzerati e diritti dei lavoratori cancellati.

Ma ora, naturalmente, «rafforzeremo il percorso di investimenti». Senza quantificare. A leggere tra le righe del paragrafo che comincia con «nella prossima legislatura» si deduce facilmente che l’obiettivo è rientrare almeno in parte di quella spesa esorbitante. Continua a leggere “La società della canoscenza”

Matrimonio

Matrimonio (s. m.): lo stato o condizione di una piccola comunità, costituita da un padrone, una padrona, e due schiavi: in tutto, due persone.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo

«Eh, il matrimonio è una cosa strana, Mike» disse una volta Harold con il vento che gli disperdeva il vapore della voce oltre la spalla. «Uno può andare avanti per anni senza nemmeno sapere con chi è sposato. È un enigma».
Da Richard Yates, Il vento selvaggio che passa

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Berlusconi

I
Berlusconi ha detto

Stasera facciamo qualcosa di romantico, andiamo a vedere il tramonto di Berlusconi. Ti andrebbe un merluzzo nell’attesa?
Chiara Valerio, Almanacco del giorno prima

Non credo di potermi impegnare personalmente. Il mio mestiere è quello dell’editore e la mia regola è di rappresentare tutte le opinioni e i fermenti presenti nel paese, senza parteggiare per nessuno.
25 luglio 1993 Continua a leggere “Berlusconi”

ANNA ANGELUCCI Conoscenze e competenze. Considerazioni sull’insegnamento, a margine dell’abolizione del tema libero

Roars, 29 gennaio 2018

Ora, quello che voglio sono i Fatti. Insegnate a questi ragazzi e a queste ragazze Fatti e niente altro. Solo di fatti abbiamo bisogno nella vita. Non piantate altro e sradicate tutto il resto. Solo coi Fatti si può plasmare la mente degli animali che ragionano: il resto non servirà mai loro assolutamente nulla. Questo è il principio su cui ho allevato i miei figli, e questo è il principio su cui ho allevato questi fanciulli. Tenetevi ai Fatti, signore!
Charles Dickens, Tempi difficili, 1854

Io credo che la cultura sia il presentimento di quello che non si sa.
Giuseppe Pontiggia, Nati due volte, 2000

Leggo sempre con interesse, anche se non disgiunto da certa apprensione, gli interventi di Andrea Gavosto sulle riforme della scuola pubblica italiana. Andrea Gavosto è un economista Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Conoscenze e competenze. Considerazioni sull’insegnamento, a margine dell’abolizione del tema libero”

GIORGIA PENZO Un approccio al postmoderno

La nozione di postmoderno nacque in America alla fine degli anni Sessanta in ambito architettonico e valse a designare il rifiuto dell’architettura razionalistica e la ricerca di nuovi rapporti con gli stili del passato; essa passò poi nel campo della filosofia e delle scienze umane, acquisendo l’accezione conferitagli dal filosofo francese Lyotard. Questi, in un saggio del 1979, ha ricollegato il concetto di postmoderno a quegli orientamenti teorici che sottolineano la fine delle filosofie e delle ideologie ‘forti’ e delle conseguenti visioni complessive e totalizzanti della realtà; egli ha poi definito con chiarezza “la nuova situazione del sapere nella società contemporanea, dominata dall’informatica e dalla telematica, caratterizzata dalla fine delle ‘grandi narrazioni’ capaci di dare un’immagine globale del mondo, dalla ricerca di risultati operativi e di verità solo particolari e locali continua a leggere

Votami e vedrai che non ti farai male

Il programma di Potere al Popolo per l’istruzione non è solo il più avanzato. Anche lo stile, il linguaggio sono suggestivi, nella loro brevità: 37 righe, che comprendono una premessa e 12 punti, preceduti da un efficace «lottiamo per». Che sia chiaro, non andiamo al governo, nemmeno in una coalizione: «votami e vedrai che non ti farai male» (Caparezza).

La premessa richiama fin dalla prima riga la mannaia neoliberista e poco più giù le «competenze funzionali alle logiche mercatiste». La formazione, in quanto pilastro di una democrazia, deve essere pubblica, gratuita, finalizzata all’acquisizione di un sapere critico, laica, aperta a tutti e a tutte. Continua a leggere “Votami e vedrai che non ti farai male”